MOZZAGROGNA: ”MANCANZA QUOTE ROSA IN GIUNTA E’ DISCRIMINAZIONE”, 7 GIOVANI DONNE RICORRONO AL TAR

22 Settembre 2019 15:25

MOZZAGROGNA – “Aperta violazione dei principi di non discriminazione e di parità di genere”.

Parte da Mozzagrogna, comune che conta quasi 2.500 abitanti alle porte della Val di Sangro, la battaglia di sette giovani ragazze, alcune ancora studentesse, che chiedono una effettiva e concreta partecipazione delle donne alla vita politica nei piccoli centri.

Assistite dall'avvocato Matteo Di Tonno hanno proposto ricorso al Tar contro il decreto sindacale di nomina di due assessori comunali, Giovanni Rapino e Salvatore Fedele, adottato il 15 giugno scorso dal sindaco Tommaso Schips.

Motivo? La mancanza di quote rosa all'interno della squadra comunale.

Hanno tutte età comprese tra 18 e 28 anni, tutte residenti a Mozzagrogna, e sono Federica Giammarino, Antonia Aquilano, Benedetta Aquilano, Giorgia Benedetta Menna, Clarissa Cerrone, Lorenza Di Carlo, Monica Tesone





“E' opportuno premettere che lo Statuto del Comune di Mozzagrogna prevede espressamente, al fine di garantire pari opportunità, che venga promossa 'la presenza di entrambi i sessi nella Giunta comunale'”, precisa in una nota il gruppo di minoranza Tradizione e Futuro.

“Nonostante la chiarezza della disposizione – viene spiegato – sono stati nominati alla carica di assessori solo due uomini. Il gruppo consiliare Tradizione e Futuro aveva stigmatizzato già nel primo consiglio comunale la gravissima decisione e ritenuto del tutto irrilevante la circostanza che le due consigliere elette avessero, con due brevi note, dichiarato la non disponibilità ad assumere l'incarico”.

“Lo Statuto prevede infatti la possibilità che la carica di assessore venga assunta anche da personalità non elette – puntualizza il gruppo di minoranza – Ed invece alcuna donna è stata chiamata a comporre la giunta. Forse nessuna donna è stata ritenuta all'altezza dell'incarico ? Forse il contributo femminile è considerato del tutto marginale, secondario, inutile? Come non considerare quanto accaduto come un affronto alle tante donne che con le loro sensibilità, la loro cultura, il loro impegno avrebbero potuto contribuire alla gestione della cosa pubblica?”.

“Un affronto che meritava una reazione di civiltà. Una reazione che non si è fatta attendere. A queste nostre giovani cittadine – continua la nota – va riconosciuto il merito indiscusso di aver intrapreso, non contro qualcuno o qualcosa, ma nell'interesse di tutte le donne, una battaglia significativa per l'affermazione del principio delle pari opportunità anche nella attività politica”.

“Oggi sette giovani donne si battono per l'affermazione di principi di partecipazione e la loro iniziativa è prova dell'indispensabile ruolo che le donne hanno nella storia della civiltà”.

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