MUSICA, IL MAESTRO SIPARI IN LETTONIA CON IL ”NABUCCO”

8 Dicembre 2019 10:35

L'AQUILA – Il giovane direttore d’orchestra abruzzese, Jacopo Sipari di Pescasseroli, torna oggi, 8 dicembre, sul podio del prestigioso Teatro dell’Opera e del Balletto di Riga in Lettonia con il capolavoro di Giuseppe Verdi, “Nabucco” con il quale aveva già riscosso un grandissimo successo all’Opera di Belgrado e a Riga stessa lo scorso anno.

Sipari torna per la seconda volta presso l’Opera Nazionale Lettone (LNO), il principale teatro della Lettonia e uno dei più prestigiosi d’Europa. Il teatro è la sede dell’Opera e del Balletto Nazionale. La compagnia stabile si formò poco dopo l’indipendenza della nazione, nel 1918, e due anni più tardi vi si creò la compagnia di danza.

Progettato dall’architetto Ludwig Bohnstedt, aprì i battenti nel 1863 con il nome di Teatro Tedesco di Riga. Distrutto da un incendio nel 1882, venne ricostruito sulla base del progetto originario da Reinholds Schmaeling: i lavori terminarono nel 1887. Dal 2003 al 2007 è stata diretta da Andris Nelsons uno dei più grandi direttori d’orchestra al mondo.

“La prima volta che ho diretto Nabucco – dice Sipari – avevo 26 anni e Abigaille era la grande Dimitra Theodossiou. Mi sembrava talmente incredibile che potessi lavorare con lei che in prova neanche l’avevo riconosciuta. Ho sempre amato profondamente quest’opera, sicuramente l’opera di Verdi che amo di più insieme ad Otello e Aida. Un’opera intrisa di spirito di libertà, di forza, di carattere, di energia senza eguali. Ogni volta che la dirigo provo emozioni diverse. Spero tanto di poterla portare a Tagliacozzo Festival”.

Straordinario il cast con Samsons Izjumovs (Nabucco), Yulianna Bawarska (Abigaille), Andris Ludvigs (Ismaele), Romāns Poļisadovs (Zaccaria).





Nabucco (il titolo originale completo è Nabucodonosor) è la terza opera lirica di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto con successo il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano alla presenza di Gaetano Donizetti. È stata spesso letta come l’opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell’epoca potevano tracciare paralleli tra la loro condizione politica e quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Questa interpretazione però fu il risultato di una lettura storiografica retroattiva che, alla luce degli avvenimenti storici occorsi, volle sottolineare in senso risorgimentale l’attività artistica del compositore. La lettura fu incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va, pensiero, sull’ali dorate, intonato dal popolo ebraico, ma il resto del dramma è invece incentrato sulle figure drammatiche dei Sovrani di Babilonia Nabucodonosor II e della sua presunta figlia Abigaille

L’opera venne realizzata dopo un periodo travagliato della vita di Verdi, in quanto non solo egli era andato incontro ad un fiasco con la rappresentazione della sua opera Un giorno di regno il 5 settembre 1840, ma aveva anche subito la morte della moglie Margherita Barezzi e dei figli Virginia e Icilio. Ciò lo aveva condotto ad un rifiuto totale di comporre brani musicali, se non che venne contattato dall’impresario teatrale Bartolomeo Merelli il quale gli propose un libretto composto da Temistocle Solera. Tale libretto, il quale recava il nome di Nabucco colpì a tal punto Verdi che accettò volentieri di musicare l’opera.

Nel 1841 venne completata la partitura musicale e il successivo 9 marzo 1842 l’opera venne messa in scena alla Scala di Milano

Di ritorno dalla Lettonia Sipari è atteso con la Sinfonica Abruzzese al Teatro Marrucino di Chieti con “Rigoletto” di Verdi per la regia di Giandomenico Vaccari in programma 13 e 15 Dicembre e replica all’Umberto Giordano di Foggia il 20.

 

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