NATALIA NURZIA, MAMMA SINGLE A L’AQUILA ‘E’ LA SPERANZA NEL FUTURO DELLA CITTA”

Autore dell'articolo: Elisa Marulli

27 Dicembre 2013 08:08

L’AQUILA – Gli occhi le ridono mentre scorre sul display del cellulare le foto della sua piccola Maria e sembrano dire al mondo “chi se ne frega dei vostri pregiudizi!”.

Natalia Nurzia ha 39 anni ed è diventata l’icona della combattività degli aquilani, quelli che vogliono resistere, andare avanti, sperare nel futuro.

Ha riaperto il suo bar in piazza Duomo l’8 dicembre 2009, quando nessuno credeva possibile tornare in centro dopo il terremoto. Ha combattuto tante battaglie per l’amore della sua città.

Fino a questa, ultima solo in ordine di tempo: mettere al mondo una bimba, da sola. A ben guardare, anche questo un segno di voler resistere e sperare nel domani.

“Una gioia immensa, una ventata di vita e anche un invito a credere nel futuro”, dice Natalia ad AbruzzoWeb con il sorriso stampato sul viso ormai da un mese, da quel 24 novembre, quando la sua piccola è venuta alla luce.

Una scelta coraggiosa, di questi tempi, essere una mamma single. “C’è da dire che io sono fortunata: ho un lavoro e una famiglia alle spalle che mi sostiene”, racconta, seduta alla scrivania del’ufficio che si trova nel retro del bar, proprio accanto al laboratorio di dolci.

“Sarebbe stato bello avere una storia d’amore e creare una famiglia, ma non c’è stata l’occasione – dice, ma senza voler approfondire l’argomento – Voglio spiegare tutto a mia figlia prima che agli altri, mi sembra giusto e rispettoso nei suoi confronti”.






Sul suo volto c’è serenità e tranquillità, nessun timore delle chiacchiere della gente. Anche perché è stata letteralmente sommersa dall’affetto di tutti: “I clienti mi hanno fatto tantissimi regali, ultimo un paio di scarpine di lana fatte a mano. Molti sono rimasti sorpresi quando hanno appreso della nascita di mia figlia perché non si erano neanche resi conto che fossi incinta, dato che indosso sempre vestiti larghi”.

Il futuro, per Natalia, è rosa. Ci ha creduto da sempre che L’Aquila ce la possa fare. E ora ci crede ancora di più. “Sto già facendo un sacco di foto in centro, ma anche a casa mia- spiega – perché un giorno le mostrerò a Maria e le dirò ‘vedi com’era messa male la città quando eri piccola tu?”.

Maria sarà la settima generazione Nurzia e toccherà proprio a Natalia insegnarle a fare il famoso torrone. “Io l’ho imparato da mia madre, ero destinata a fare questo lavoro fin da piccola. Spero che Maria abbia voglia di apprendere”.

Adesso le giornate sono scandite dai ritmi della piccola, “la mia vita ma è molto più calma. C’è la gioia adesso e la voglia di fare le cose, avendo una ragione in più per farle”.

La storia del bar Nurzia è tra quelle più significative del post terremoto. È riuscito a riaprire dopo pochi mesi dal sisma, non senza difficoltà, ed è diventato il simbolo di quella voglia di reagire alla tragedia.

Lo testimoniano le numerosissime foto attaccate alle pareti del locale di Natalia con i tanti ‘big’ che hanno fatto tappa all’Aquila. La più significativa’? “Forse quella con il ministro Anna Maria Cancellieri, che si è commossa entrando nel bar. Lei è di Sulmona e mi ha detto che in casa non manca mai un pezzo del nostro torrone”.

Adesso, accanto a quelle del passato, c’è una foto in più. Lei e la sua piccola davanti l’albero addobbato in piazza Duomo. Il futuro.

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