“NAZIONALI DI CALCIO PRESTO IN ABRUZZO”. GRAVINA, “MIA REGIONE OSPITALE, QUI OTTIMA ACCOGLIENZA”

VISITA A L'AQUILA DEL PRESIDENTE FIGC, "EQUILIBRIO TRA SPORT D’ÉLITE E DILETTANTI, VERTICE PIRAMIDE NON PUO' FARE A MENO DELLA BASE", "PANDEMIA HA INFERTO DANNI ENORMI E NON SOLO ECONOMICI, MA PRONTI A RIPARTIRE. GIOVANI DEVONO TORNARE A GIOCARE. OCCORRE OTTIMISMO"

di Filippo Tronca

30 Aprile 2021 14:13

L’AQUILA – “La Nazionale di calcio in Abruzzo ha sempre ricevuto un’ottima accoglienza e anche l’under 21 manca da troppo. Si lavorerà affinché gli azzurri possano tornare presto e L’Aquila dovrà riprendersi il ruolo di punto di riferimento per il colore azzurro. Si cercherà di portare in futuro anche la nazionale femminile”.

Sono le parole dell’imprenditore abruzzese e presidente della Federazione italiana gioco calcio (Figc) Gabriele Gravina, oggi in visita a L’Aquila  nella sede del Comitato regionale della Lega nazionale  dilettanti di via Lanciano, dove ha tenuto una riunione con il comitato abruzzese e ha poi incontrato i dipendenti, i  funzionari e dirigenti,  per poi tenere una conferenza stampa fissata per  Successivamente, il massimo esponente del calcio italiano  tra cui il rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse.

Al centro dell’incontro, dal titolo Uniti si cresce,  anche i tanti problemi di un settore, il calcio, duramente colpito dalla pandemia, con stadi vuoti e attività sportive che solo ora in zona gialla si potranno tornare a svolgere.

“I danni sono ingenti – ha subito detto Gravina -, ed è inutile rendere marginale e superficiale questa consapevolezza. Il danno non è solo  economico. Abbiamo perso 200mila tesserati, tanti giovani non hanno potuto fare sport, tanti ragazzi si stanno dedicando ad altre attività. Questo è il vero danno a cui dobbiamo porre rimedio, nel più breve tempo possibile”.

Al fianco di Gravina in conferenza stampa, Ezio Memmo, presidente del comitato Lnd Abruzzo, Daniele Ortolano, consigliere federale e l’assessore regionale Guido Liris di Fratelli d’Italia, che ha la delega allo Sport.

Gravina è il primo abruzzese che è entrato a far parte, lo scorso 20 aprile, del Comitato esecutivo Uefa, il principale organo decisionale del calcio europeo, e nei giorni scorsi ha varato una norma per sbarrare la strada a ipotesi future di super-lega come quella tentata ma naufragata da parte di grandi club europei tra cui la Juventus, il Milan e l’Inter. “Ai fini della iscrizione al campionato – si legge nel testo che sarà inserito attraverso una modifica dell’articolo 16 delle Noif – la società si impegna a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla Fifa, dalla Uefa e dalla Figc”.

“Non può esistere il vertice di una piramide se non c’è la base – ha oggi ribadito Gravina -. Il grande calcio non può fare a meno del calcio dilettantistico. Dobbiamo trovare un equilibrio. Sarebbe farisaico ed ipocrita pensare che mondo della dimensione economica, il calcio d’elite, o se preferite l’industria del calcio, non debba essere tenuto in debita considerazione, è lo stesso che ci fa assistere a traiettorie e gesti tecnici importanti: Ma tutti sanno quale è il mio pensiero: venendo dalla provincia io amo il calcio che è aggregazione, partecipazione, socializzazione, percorso di formazione”.

Gravina, originario di Castel di Sangro, ha colto l’occasione per confermare l’amore per il suo Abruzzo.

“Non sono oggi tornato a casa, da questa mia terra non me ne sono mai andato. Ma come ho potuto constatare anche oggi questa è una terra che esprime grande accoglienza, grande energia e progettualità. Non a caso io ho iniziato il mio percorso nel mondo dell’imprenditoria e dello sport in questa terra. Ho lanciato iniziative anche nel campo della cultura con Luciano Russi e altre persone che ho nel cuore. Ho rivisto oggi tanti protagonisti del calcio dilettantistico, oggi membri del comitato. Abbiamo qui uno dei settori giovanili migliori d’Italia. Questa regione, se esprime una classe dirigente ai massimi livelli, anche ai vertici dell’organismo istituzionale, significa che ha dimostrato quelle qualità di cui ora noi facciamo tesoro”.

Tornando all’esito della riunione ha detto poi: “Questa mattina abbiamo avuto un un confronto molto positivo e attivo, e il comitato mi ha chiesto esattamente quello che il mio ruolo deve assicurare: essere presente, garantire partecipazione con un confronto attivo tra le parti, e in modo tacito, sotto voce e senza invasione di campo, considerazione del momento di grande difficoltà e attenzione ai grandi sacrifici del mondo dilettantistico e del volontariato. Non sono in tal senso arrivate richieste specifiche ma la federazione ha la sensibilità per capire che il mondo dilettantistico è quello che sta soffrendo di più a causa della pandemia. Dobbiamo dare risorse finanziare e umane, e una speranza a ragazzi che quest’anno non sono riusciti a scendere nemmeno una volta in campo”.

Infine un messaggio di speranza:  “sapevamo che in questa fase dell’anno a causa dell’emergenza della pandemia, era molto difficile far ripartire al 100% l’attività. In parte una nostra scelta, per tutelare la salute degli atleti e dei dirigenti, e perché le leggi dello stato impongono determinate restrizioni. Ma oggi dobbiamo scrollarci di dosso questa nostra indolenza, legata all’incapacità di reagire. La pandemia si batte con l’ottimismo e non possiamo parlare solo di un anno disastroso, perché allora vivremo una altro anno di negatività che non fa crescere il Paese. Stiamo lavorando per far ripartire in tempi brevissimi tutti i settori giovanili, perché i ragazzi e i bambini devono poter tornare a giocare, e questo significherà che il paese è ripartito e avremo vinto una battaglia straordinaria”

LA DIRETTA 

 

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