NEI PRIMI 3 MESI DELL’ANNO -316 IMPRESE IN ABRUZZO. CROLLO AGRICOLTURA, REGGE L’AQUILA

27 Maggio 2022 08:08

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – E’ ancora presto per dire quali saranno gli effetti strutturali sull’economia abruzzese della guerra in Ucraina e delle incognite inquietanti sul costo delle materie prime e dell’energia  quello che è certo che già la lunga emergenza della pandemia del covid ha fatto già non pochi danni.

Lo conferma uno studio dell’economista Aldo Ronci sulla dinamica delle imprese abruzzesi, aggiornato al primo trimestre di quest’anno.

Il dato che spicca è che in Abruzzo, le iscrizioni sono state 2.283 e le cessazioni 2.599 per cui le imprese hanno subito un decremento di 316 unità. Nel I trimestre dell’anno scorso, invece, 2021,  le imprese avevano subito  una flessione molto minore, di 167 unità.

E’ questo però il dato complessivo: e in uguale misura tutti i territori:  la flessione non riguarda in uguale misura tutti i territori e tutti i settori: la provincia dell’Aquila, a cominciare dal capoluogo, con solo -27 imprese, mentre in provincia di Chieti si registra il dato più allarmante, con ‐129, seguita dalla provincia di Teramo (‐ 111).  Dato negativo ma non troppo in provincia di Pescara (‐49).

Per quanto riguarda i settori dati da brivido per  l’agricoltura -266 imprese perse in un anno e il Commercio -272,  male la Ristorazione -81, i Trasporti -25 e l’Abbigliamento -15

Ma ci sono anche settori in crescita: costruzioni + 94 imprese in un anno,  attività scientifiche e tecniche, + 83 servizi alle imprese + 36, Attività immobiliari  + 36

Complessivamente però la percentuale è stata nel 2022 del meno – 0,21% imprese che supera di 11 volte il decremento nazionale che è stato dello 0,02% e che posiziona l’ Abruzzo al quart’ ultimo posto della graduatoria nazionale e al penultimo posto nella graduatoria delle regioni del Mezzogiorno.

“La fine dell’emergenza Covid  – si spiega nel report – e quindi degli effetti dei provvedimenti collegati, la ripresa dell’obbligo di restituzione dei finanziamenti garantiti dallo Stato, gli incrementi dei prezzi dovuti alla guerra Russia Ucraina produrranno, in particolare in Abruzzo, un ulteriore calo di fatturato, un incremento del rischio di insolvenza e probabili nuove chiusure di attività. Per questo, le imprese hanno bisogno, a breve, di azioni straordinarie che diano certezze e respiro, mentre nel medio e nel lungo periodo hanno bisogno di un impegno a mettere in atto provvedimenti destinati a migliorare la loro competitività”.

Tale peggioramento del primo trimestre 2022 si spiega forse con il fatto che da un lato continua la flessione delle iscrizioni (‐116) e dall’altro le cessazioni (+33) sono tornate a crescere dopo le forti contrazioni verificatesi negli anni precedenti legate all’ attesa dei ristori governativi.

Le attività economiche con le flessioni più alte si sono registrate nel commercio con 272 imprese in meno con i dati più negativi a Pescara (‐ 80); in agricoltura con 266 imprese in meno con i risultati peggiori a Chieti (‐122); nella ristorazione con 81 imprese in meno, con un decremento percentuale doppio rispetto a quello nazionale e con i dati più negativi a Pescara (‐28).

Gli incrementi più alti si sono verificati: nelle costruzioni con 94 unità in più con i dati più positivi a L’Aquila (+37) e a Pescara (+31); nelle attività scientifiche e tecniche con 83 unità in più con i risultati migliori a L’Aquila (+33) e a Chieti (+32).

Interessante anche il focus  sula distribuzione delle attività economiche in Abruzzo nel I trimestre 2022, confrontate al dato nazionale.

In agricoltura un numero di imprese attive che rappresentano il 20% del totale contro il 14% nazionale .

Nei servizi un numero di imprese che rappresentano il 31% del totale a fronte del 35% nazionale segnalando una carenza di tali aziende;

Nelle attività di alloggio un numero di imprese attive che rappresentano l’1% del totale pari a quello il nazionale e ciò, commenta Ronchi, “evidenzia che l’Abruzzo presenta una struttura
ricettiva non adeguata ad una regione che punta allo sviluppo del turismo balneare per la presenza di un attraente litorale, del turismo montano per la presenza di montagne tra le più alte dell’Appennino e al turismo religioso per avere un patrimonio di riferimenti religiosi tra i più interessati d’Italia. Si sottolinea che nel Trentino Alto Adige, nelle attività di alloggio, le imprese attive rappresentano il 6% del totale.

Si legge ancora nel rapporto: “In Abruzzo i dati del primo trimestre del 2022 mostrano la fotografia di un sistema imprenditoriale che perde pesantemente imprese soprattutto nel commercio e in agricoltura, che cresce moderatamente nella filiera dell’edilizia e dei servizi a essa collegati (servizi immobiliari e attività tecniche e scientifiche) e che comunque realizza risultati
peggiori rispetto a quelli medi nazionali.

 

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