NEL VIVO LA CORSA PER DIREZIONE ARIC DA 110MILA EURO, FAVORITO DIRIGENTE REGIONE LAZIO CAVALLO

BANDO PER GUIDA DELLA CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA REGIONE ABRUZZO SCADUTO IL 3 LUGLIO: 21 I CONCORRENTI, CANDIDATO IN POLE SOSTENUTO DA DIRETTORE DIPARTIMENTO SALUTE D'AMARIO SEMPRE PIU’ UOMO FORTE DELLA SANITA’ ABRUZZESE ANCHE A DISCAPITO DELL’ASSESSORE SALVINIANO VERI’

27 Luglio 2021 07:46

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – Una nuova partita al cardiopalma si è aperta nello spoils system in Regione Abruzzo: ad essere in palio è questa volta la poltrona, pesantissima, e che vale oltre 110mila euro lordi di compenso l’anno, del direttore generale dell’Aric, l’Agenzia regionale dell’informatica e committenza, la centrale unica degli acquisti della Regione, a cominciare da quelli nel comparto sanitario.

Una carica, molto ambita, che vede in lizza ben 21 pretendenti.

Si tratta della figura più importante di un ente che la maggioranza di centrodestra sta strutturando, molto strategica perché si dovrà occupare di appalti pubblici milionari e socialmente impattanti.

L’avviso di selezione è stato pubblicato dal dipartimento Risorse della Regione, guidato politicamente dall’assessore Guido Liris, di Fratelli d’Italia, il 24 giugno scorso ed è scaduto il 3 luglio. Non si sa a che punto è l’esame della documentazione: stando ai rumors che circolano a palazzo Silone, tra i 21 candidati il favorito sarebbe un “papa straniero”, l’avvocato 47enne salernitano Donato Cavallo, dirigente in Regione Lazio, in quota a Fratelli d’Italia, e soprattutto sostenuto dal potente direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario, del quale sarebbe un fedelissimo.

L’Aric è commissariata dall’aprile del 2018, affidata prima all’ora capo dipartimento Risorse, Fabio Bernardini, lo stesso che ha indetto il bando, poi dall’ottobre 2019, a titolo gratuito, a Daniela Valenza, giovane e stimata dirigente della segreteria della giunta del presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

Naturalmente, le voci di palazzo hanno un fondamento anche se si tratta pur sempre di un bando, perché comunque la discrezionalità politica sarebbe fatta salva.

Ed ecco che la strategia sarebbe stata affidata a D’Amario che così rafforzerebbe il suo potere: già dg della Asl di Pescara, e poi, da febbraio 2018 a gennaio 2020, direttore generale della dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute, centrale nell’emergenza coronavirus, D’Amario, finito nella bufera per il mancato rinnovo del piano pandemico nazionale, è tornato nella sua regione rinunciando ad una cospicua parte economica visto che nel ruolo locale percepisce circa 150 mila euro lordi, mentre a Roma superava ampiamente i 200, sempre lordi.

Con un suo uomo nell’Aric, il direttore chiuderebbe un cerchio che gli darebbe ancora di più il controllo della Sanità regionale. Del resto già ora, dicono i bene informati, conta più dell’assessore leghista al ramo, Nicoletta Verì, della Lega. D’Amario, per completezza di cronaca, è anche cugino di Daniele D’Amario assessore regionale esterno al Turismo e alle Attività produttive, in quota Forza Italia.

Una dinamica che però non piace ai vertici politici della Lega, che vivono con crescente fastidio una situazione che espone i salviniani in quanto titolari della delicata e complessa delega come quella sanitaria, esposta al giudizio della pubblica opinione, senza però averne pieno potere e  controllo. Vertici salviniani che sono già critici con la Verì, ritenuta troppo vicina al governatore Marsilio di Fdi.

Il bando prevede elevati requisiti curriculari, ma poi la scelta sarà anche in base al gradimento “politico”, visto il carattere fiduciario dell’incarico di un direttore che deve mettere in pratica strategie e obiettivi dell’esecutivo regionale.

La proposta di conferimento dell’incarico al soggetto ritenuto maggiormente idoneo sarà infatti motivata dal presidente di Giunta, Marsilio e, d’intesa con l’assessore che ha la delega all’Informatica, che è Guido Liris.

Anche se l’Aric si occupa di informatica e committenza a 360 gradi, le competenze in  materia sanitarie saranno quelle ritenute più pesanti, secondo molti un fatto singolare visto che gli appalti negli altri comparti non sono meno importanti.

Il neo direttore Aric sarà retribuito con un compenso pari all’80%  del trattamento economico (stipendio base più indennità di posizione), riconosciuto ai direttori di dipartimento della Giunta regionale, che è pari a 110 mila euro. Il  direttore Aric dunque percepirà circa 85mila euro l’anno, a cui si aggiunge il premio di produzione, che non potrà superare i 25mila euro, ovvero il 30% dello stipendio, dunque per un totale di 110 mila euro lordi.

Con queste cifre, ma anche per il ruolo cruciale svolto dall’Aric, è ovvio che la poltrona è assai ambita e da quanto di sussurra nei corridoi di palazzo Silone, tra coloro che hanno partecipato al bando, ci sarebbe un super favorito: Donato Cavallo dirigente della Regione Lazio, dell’Area Programmazione, Monitoraggio e Razionalizzazione spesa, Sostenibilità ambientale e Sociale negli acquisti,  con contratto in scadenza, da quanto si apprende, nel 2023.

Uomo in quota Fratelli d’Italia, e dunque del presidente della Regione Marsilio. Ma soprattutto molto vicino a D’Amario.

Non è però Cavallo l’unico papabile in corsa: autorevoli candidature tra coloro che hanno partecipato al bando, secondo quanto si apprende, sono quelle di Raimondo Micheli, attuale direttore amministrativo dell’Agenzia regionale tutela ambientale, ex assessore comunale a Teramo e candidato alle regionali del febbraio 2019 con Fratelli d’Italia. C’è poi il funzionario regionale Domenico Lilla, che ricopre attualmente l’incarico di sub-commissario della stessa Aric per quanto riguarda le attività in campo informatico.
Ad ambire alla prestigiosa carica anche il dirigente del Comune di Montesilvano, l’ingegnere Marco Scorrano, l’avvocatessa cassazionista del foro di Roma, Dover Scalera, e ancora Stefano Ilari, ex direttore generale del Comune di Pescara, ed Alessio Albani, funzionario consiglio regionale.

I candidati, è stato specificato nel bando, devono avere “una comprovata esperienza professionale in materia di appalti pubblici e di committenza pubblica, con particolare riguardo a lavori, forniture e servizi del sistema sanitario. È richiesta anche una esperienza nella gestione di processi di e procurement (procacciamento di beni e servizi per conto di soggetti operanti in diritto pubblico), nella analisi e nell’aggregazione della spesa e nella gestione dei sistemi informativi e telematici”.

Tra i requisiti indispensabili anche “competenze per la gestione, anche di carattere amministrativo-contabile, di strutture complesse e in materia di programmazione e valutazione, capacità di direzione e coordinamento, di gestione di finanziamenti, progetti e iniziative utilizzando tutti gli strumenti disponibili nell’ambito dell’innovazione digitale, oltre a conoscenze di carattere giuridico e economico, evincibili dal percorso universitario, post – universitario e professionale”.

L’incarico è conferito per cinque anni, con facoltà di rinnovo, e comporta un rapporto di lavoro a tempo pieno, non compatibile con altre attività professionali e cariche elettive pubbliche e per i dipendenti degli enti pubblici determina il collocamento in aspettativa senza assegni. Berardino Santilli

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