NO CENTRODESTRA A RISOLUZIONE SCIOGLIMENTO FN, ESPLODE POLEMICA IN REGIONE ABRUZZO

I TESTI DELLE DUE DOCUMENTI BOCCIATI E DI QUELLO APPROVATO

12 Ottobre 2021 14:56

L'Aquila: Consiglio Regionale

L’AQUILA – Il Centrodestra abruzzese boccia la risoluzione delle apposizioni di centrosinistra con cui si chiedeva tra le altre cose lo scioglimento di Forza Nuova e scoppia la polemica.

La prima commissione bilancio del Consiglio regionale abruzzese, con i voti della maggioranza di centrodestra, ha approvato una risoluzione in cui, in riferimento agli scontri alle manifestazioni no greenpass di Roma e Milano e all’attacco alla sede della Cigl nella Capitale, di sabato scorso, si condanna ogni tipo di violenza e si esprime solidarietà alla Cgil e alle forze dell’ordine.

E’ scontro con il centrosinistra che attacca la coalizione guidata dal’ex e senatore di Fdi  Marco Marsilio, dal momento che in precedenza, l’organismo consiliare aveva bocciato due documenti presentati proprio dalla opposizione di centrosinistra, in particolare il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, e il consigliere dem Pierpaolo Pietrucci, con i quali si chiedeva lo scioglimento di Forza Nuova, si condannava il fascismo e si disponeva la partecipazione alla manifestazione del 116 ottobre a Roma organizzata dai sindacati.

“Fatto grave non riuscire a condannare violenza e ideologie antidemocratiche- tuona Paolucci -. Oggi il centrodestra in Abruzzo ha deciso di non prendere le distanze da Forza Nuova. Noi chiediamo il rispetto della  carta costituzionale di cui siamo portatori tutti, mettendoci dalla parte della democrazia violata senza ambiguità com’è invece accaduto con la brutta bocciatura delle due risoluzioni”.

Replica il capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco: “abbiamo fatto un appello affinché si potesse trovare una intesa per una sola risoluzione, visto che il documento del centrosinistra è strumentale perché vuole condannare gli atti di violenza di una sola parte politica. A quel punto, abbiamo presentato una nostra risoluzione con la quale si condannano tutte le forme di violenza, attuali e passate, e si fa salvo il diritto a manifestare serenamente. Non ci sono violenze di serie A e serie B. Abbiamo poi espresso solidarietà alla Cgil e alle forze dell’ordine nella affermazione che la violenza va bandita senza se e senza ma”.

CENTROSINISTRA: “CERTE FORZE POLITICHE NON HANNO FATTO CONTI CON LA STORIA”

“La Regione Abruzzo faccia sentire e vedere la sua presenza alla manifestazione nazionale unitaria ‘Contro i fascismi’ promossa per sabato 16 ottobre a Roma da Cgil-Cisl-Uil perché dagli abruzzesi arrivi forte e convinta la condanna del fascismo e della violenza squadrista adoperata contro la sede della Cgil”.

Così il centrosinistra in Consiglio regionale ha chiesto con due Risoluzioni – presentate oggi dal consigliere Pd Pierpaolo Pietrucci e sottoscritte dai consiglieri dei gruppi PD, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune – di impegnare l’Esecutivo chiedendo lo scioglimento di Forza Nuova.

“Anche l’Abruzzo, attraverso il suo massimo organo rappresentativo, metta in atto ogni azione utile a favorire a tutti i livelli la piena attuazione della XII Disposizione della Costituzione che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, unendosi al coro di voci che chiedono l’immediato scioglimento di Forza Nuova” hanno incalzato i consiglieri Silvio Paolucci, Americo Di Benedetto, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Sandro Mariani e Pietrucci.

“Bisogna avere coraggio di abbandonare ideologie violente che nulla hanno a che fare con il presente e con il progresso, bisogna farlo in modo convinto, applicando le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo. La lezione della storia sia il riferimento più grande in questo momento, perché anche le nostre Istituzioni collaborino con le autorità competenti affinché sia vietata nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo”.

“Bisogna farlo chiaramente – aggiungono -, per dare un segnale di civiltà, soprattutto ai giovani, perché della nostra Costituzione siamo portatori tutti e perché chi riveste le cariche pubbliche previste dal nostro ordinamento costituzionale, non può avere incertezze nel contrastare ideologie nazifasciste che non ci fanno onore e che l’Italia non merita. I fatti di Roma ci impegnano tutti a condannare il fascismo e a fare della politica il luogo nobile del confronto e non dello scontro”.

“Queste posizioni limpide e coerenti col dettato costituzionale sono state respinte dalla destra che ha dimostrato una vergognosa e umiliante subalternità politica e culturale approvando una anonima, inutile e generica mozione. Gli abruzzesi sono migliori di questa misera classe dirigente e sapranno dimostrare di voler difendere e rappresentare i valori democratici meglio di quanto ne siano capace Marsilio e i suoi”.

MARCOZZI, “RIDICOLO LITIGARE MENTRE ECONOMIA ABRUZZESE E’ IN GINOCCHIO”

“È ridicolo che in Regione Abruzzo diventi occasione di scontro politico tra centrodestra e centrosinistra anche ciò che dovrebbe essere dato per scontato, cioè condannare ogni scontro e ogni aggressione di piazza. Il tutto mentre siamo nella fase di ripresa dopo un’emergenza pandemica, con le piccole e medie imprese abruzzesi che ancora aspettano i ristori promessi dal centrodestra”.

Così il capogruppo M5S in Regione Sara Marcozzi. “Oggi, nel corso della Commissione Bilancio, il centrodestra ha bocciato le risoluzioni presentate dal centrosinistra di denuncia dei fatti di Roma di sabato scorso, mentre è stato approvato un testo della stessa natura ma leggermente diverso, presentato dalla maggioranza e senza i voti del centrosinistra. Uno spettacolo poco edificante per tutti, una nuova figuraccia che l’immagine della nostra Regione subisce probabilmente per il tornaconto di qualcuno, interessato a polarizzare ulteriormente lo scontro in vista dei ballottaggi. Il Movimento 5 Stelle ha, come ovvio che sia, votato favorevolmente sia per le risoluzioni presentate dai gruppi di centrosinistra, che quella presentata dal centrodestra. E voglio approfittare dell’occasione per ribadire tutto il mio sostegno alla Cgil per le aggressioni vergognose subite nella giornata di sabato scorso”. “Ma che in Consiglio regionale si perda tempo a valutare se siano peggiori i crimini fascisti o comunisti, mentre il nostro tessuto economico è ancora in ginocchio e i medici abruzzesi ci chiedono aiuto per i mesi che verranno, è semplicemente vergognoso”.

IL TESTO DELLA PRIMA RISOLUZIONE CENTROSINISTRA BOCCIATA

Considerato che si stanno moltiplicando nel nostro Paese, sotto varie sigle, organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web che diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso il “diverso”, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali;

fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e nel nostro continente, in particolare nell’est Europa, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Tenuto conto che sabato scorso a Roma con l’assalto alla sede nazionale della CGIL e la devastazione dei locali si è consumato un inaudito e violento attacco alla principale organizzazione sindacale del paese e dunque a tutti i lavoratori e più in generale alla Costituzione repubblicana che riconosce e tutela il lavoro, la libertà di associazione e il ruolo dei Sindacati come soggetti indispensabili alla rappresentanza sociale e al confronto sulle scelte economiche, di sviluppo e di tutela dei diritti sociali;

mai prima d’ora si era consumato un così esplicito attacco alle sedi di associazioni democratiche che

solo agli albori del fascismo furono oggetto di violenza e distruzione, anticipando il carattere vile, brutale e feroce di un regime che poi portò l’Italia ad approvare le Leggi razziali, ad allearsi con il Nazismo e a precipitare nella follia della seconda guerra mondiale condannando alla miseria e alla fame l’intero popolo italiano.

Visto che l’aggressione di chiaro stampo neofascista è proseguita con episodi di guerriglia nelle strade di Roma, di aggressione alle forze dell’ordine che presidiavano il centro storico della Capitale e addirittura, nella notte, con l’assalto al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I, devastato nel tentativo di “liberare” un manifestante No-Vax ricoverato, e provocando il panico tra i pazienti e il ferimento di medici, infermieri e poliziotti che presidiavano l’ingresso;

il bilancio della folle giornata di violenza è stato di 38 feriti tra i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno con professionalità, sacrificio e coraggio fronteggiato una situazione che è degenerata oltre ogni misura e che hanno gestito mettendo a rischio la propria incolumità, con l’obiettivo di evitare ulteriori tensioni, esasperazioni e reazioni ancora più violente.

Ricordato che l’altra notte è stato violato uno degli ingressi al Memoriale della Shoah di Milano che rappresenta il simbolo più forte della lotta all’antisemitismo, un sentimento volgare e feroce alimentato in questi anni da approssimazioni antistoriche, ideologismi negazionisti e becera propaganda politica;

questi episodi fanno seguono a decine, centinaia di recenti casi di danneggiamento, imbrattamento, distruzione di targhe, monumenti, simboli della lotta antifascista, della memoria partigiana e della Resistenza, nel meschino tentativo di colpire le più belle pagine e testimonianze del patriottismo che ha liberato l’Italia dal nazi-fascismo restituendo al Paese la pace, l’orgoglio, la libertà e la democrazia.

Sottolineato che l’Abruzzo è la regione della Brigata Majella, dei Nove Martiri, di innumerevoli e gloriosi episodi di Resistenza armata e umanitaria, di tragici eccidi di cittadini inermi e innocenti commessi dal nazisti durante la guerra nei territori della Linea Gustav;

in coerenza con lo spirito repubblicano lo Statuto regionale solennemente ricorda (art. 2) che “la Regione è autonoma nell’unità della Repubblica nata dalla Resistenza e dalla Liberazione, fondata sui i principi e i valori della Costituzione”;

è più che mai necessario rilanciare l’impegno pubblico di Istituzioni, associazioni e cittadini per contrastare il risorgere, sotto qualunque forma, simbolo e modalità, di atteggiamenti violenti che si richiamino all’ideologia fascista che già una volta – per la debolezza dello Stato – ha generato sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità.

Tutto ciò premesso si impegnano il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a segnalare l’adesione ufficiale della Regione Abruzzo alla manifestazione nazionale unitaria “Contro i fascismi” promossa per sabato 16 ottobre a Roma da CGIL-CISL-UIL; a mettere in atto ogni azione utile a favorire a tutti i livelli la piena attuazione della XII Disposizione della Costituzione (“E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) partendo innanzitutto dall’immediato scioglimento di Forza Nuova e applicando integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo; a collaborare con le autorità competenti perché sia vietata nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti non sempre applicati, e a proibire nei Comuni e nella Regione iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali; ad esprimere la massima solidarietà e gratitudine alle forze dell’ordine e a tutti i corpi dello Stato che garantiscono l’ordinato e democratico svolgimento del diritto a manifestare, assicurando loro ogni sostegno utile a garantire la sicurezza dei cittadini.

IL TESTO DELLA SECONDA RISOLUZIONE CENTROSINISTRA  BOCCIATA 

Il 9 ottobre scorso, in occasione di una manifestazione contro l’obbligo del green pass per i lavoratori (che entrerà in vigore il 15 ottobre), nel centro di Roma, per l’intero pomeriggio e fino a tarda sera, soggetti appartenenti a Forza Nuova e ad altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni dando luogo a duri scontri con la polizia, a numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati con il grave danneggiamento della sede della CGIL dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzione devastando diverse stanze;

altre aggressioni sono state poi commesse nelle strade del centro della città, fino a culminare con l’assalto al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I dove era ricoverato un manifestante No-vax, causando il panico fra i ricoverati e il ferimento di medici e poliziotti di guardia al presidio medico; i leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, erano a capo di quei manifestanti che si sono staccati dal corteo proprio per assaltare la sede della CGIL dopo aver minacciato dal palco con le parole “Stasera ci prendiamo Roma” ed essersi diretti verso Palazzo Chigi;

al momento sono dodici le persone arrestate per i suddetti fatti, fra i quali Roberto Fiore, Giuliano Castellino e Luigi Aronica, un esponente dei Nar, accusati di numerosi reati fra i quali violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio; sono trentotto i feriti tra agenti di polizia, finanzieri, giornalisti e passanti;

come dichiarato dalla Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, si è trattato di atti di violenza con un’inquietante carica eversiva”, in cui erano evidenti la matrice neofascista, la premeditazione nella scelta degli obiettivi e l’utilizzo della violenza quale “metodo” di azione politica per realizzare un attacco alla democrazia, alle istituzioni e ai sindacati che della democrazia rappresentano un importante presidio; quello di sabato è solo dell’ultimo di decine di inquietanti episodi di violenza, verificatisi e intensificatisi negli ultimi anni, riconducibile a partiti e movimenti di estrema destra che si organizzano sui social network per infiltrarsi in manifestazioni organizzate allo scopo di alimentare la tensione sociale e compiere atti di violenza e vandalismo;

la gravità delle azioni violente poste in essere da un partito politico come Forza Nuova e da altre organizzazioni di estrema destra è aumentata dall’evidente matrice fascista di tali azioni, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l’ispirazione di queste organizzazioni politiche all’eredità del ventennio fascista e l’uso della forza e della violenza come “metodo” di azione politica in radicale contrapposizione con l’identità antifascista della Costituzione repubblicana;

PREMESSO INOLTRE CHE

la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista; l’articolo 1 della legge 20 giugno 1952, n. 645, dispone che: “Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”, l’articolo 3 della suddetta legge prevede che “Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo. Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’articolo 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell’articolo 77 della Costituzione.”;

sono tre, nel nostro Paese, i casi di movimenti politici sciolti in virtù della c.d. legge Scelba: il caso di Ordine Nuovo, sciolto nel 1973, quello di Avanguardia Nazionale, sciolto nel 1976, e quello più recente del Fronte nazionale, sciolto nel 2000, a tutela della legalità democratica e repubblicana sancita dalla Costituzione; è fuor di dubbio che Forza Nuova sia un’organizzazione politica di estrema destra che si ispira al fascismo, come stabilito da una sentenza della Corte di cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449) in cui si legge “Nonostante la fine del regime fascista, sono sopravvissute associazioni e organizzazioni politiche che, come Forza Nuova, si ispirano a questa ideologia e che (…) pretendono di tutelare la propria identità politica.”; quanto avvenuto il 9 ottobre scorso a Roma rientra chiaramente tra le fattispecie previste dalla legge Scelba, ovvero l’uso della violenza quale metodo di lotta politica, il propugnare la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione, la denigrazione della democrazia e delle sue istituzioni;

CONSIDERATO CHE:

nella risposta del vice Ministro dell’Interno, Crimi, all’interrogazione n. 5-04851 dell’onorevole Fornaro sulle attività dei movimenti di estrema destra volte ad alimentare la tensione sociale e a favorire atti di violenza e vandalismo nel quadro dell’emergenza Covid, pubblicata il 28 ottobre 2020 nell’allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali) della Camera dei deputati si legge: “[…] nell’interrogazione si fa riferimento al coinvolgimento di gruppi dell’estrema destra in scontri e violenze e, in particolare, a loro infiltrarsi nelle manifestazioni organizzate dalle categorie colpite dalla crisi emergenziale scaturita dall’emergenza sanitaria in corso…”; già da mesi diversi movimenti di estrema destra hanno intrapreso una strategia volta a strumentalizzare il disagio economico derivante dal contesto emergenziale e in tale contesto, il movimento di Forza Nuova, a partire dallo scorso giugno, ha preso parte a diverse manifestazioni per lo più a carattere estemporaneo che, in numerosi casi, hanno trovato sostegno nell’ambito dei social network più diffusi; dall’inizio dell’anno, le indagini svolte su soggetti gravitanti negli ambienti di estrema destra hanno consentito di trarre in arresto 6 militanti d’area neofascista e di deferirne 322 all’Autorità Giudiziaria. In ogni caso quindi, come emerge anche dai dati illustrati, il Ministero dell’Interno, presta la massima attenzione alle diverse forme in cui si manifesta la protesta e ad eventuali forme di degenerazione in violazione dei principi costituzionali.

TUTTO CIÒ PREMESSO SI IMPEGNANO IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

ad attivarsi presso il Governo nazionale e in particolar modo nei confronti del Ministro degli Interni, per dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando i provvedimenti di loro competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana;

a modificare lo Statuto regionale, normando che nella Regione Abruzzo è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, di genere, nazionali o religiosi;

a bandire sul territorio regionale qualsiasi associazione, movimento elo partito di chiara ispirazione fascista;

ad esprimere la massima solidarietà e gratitudine alle forze dell’ordine e a tutti i corpi dello Stato che garantiscono l’ordinato e democratico svolgimento del diritto a manifestare, assicurando loro ogni sostegno utile a garantire la sicurezza dei cittadini.

IL TESTO DELLA RISOLUZIONE CENTRODESTRA APPROVATA

Premesso che negli scorsi giorni si sono verificati in Roma e Milano gravissimi episodi di violenza e vandalismo e che in particolare la sede nazionale della CGIL è stata letteralmente presa d’assalto;

che tali deprecabili azioni sono state poste in essere durante una manifestazione contro il green pass;

che tali episodi, pur nel rispetto della libertà di manifestazione, costituzionalmente garantita, meritano stigma e ferma condanna da parte di tutte le istituzioni come inaccettabili e ingiustificabili, attentando nel caso di specie alla radice la libertà del Sindacato, che trova del pari tutela nella Carta Costituzionale all’art.39;

Considerato che tali eventi non sono tollerabili in uno Stato democratico;

Richiamata altresì e da ultimo anche la risoluzione del Parlamento Europeo del 19 Settembre 2019 “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa” 2019/2819 RSP

Per tutto quanto sopra premesso e considerato

ESPRIME

ferma condanna per gli atti di violenza e vandalismo verificatisi ai danni del sindacato CGIL, sede nazionale, siccome intollerabile attacco alle istituzioni di uno Stato democratico;

viva e sincera solidarietà al sindacato della CGIL in quanto ulteriore modalità di espressione dello Stato Democratico;

la massima solidarietà e gratitudine alle Forze dell’Ordine e a tutti i Corpi dello Stato che garantiscono l’ordinato e democratico svolgimento del diritto a manifestare, assicurando loro ogni sostegno utile a garantire la sicurezza dei cittadini.

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