NOMINA STELLA AD ASSESSORE A CHIETI, BORDATE M5S IN REGIONE CONTRO PD E PAOLUCCI

PESANTI ATTACCHI A CENTROSINISTRA DI MARCOZZI E PETTINARI DOPO INGRESSO IN GIUNTA DI FERRARA DI FABIO STELLA, FRATELLO CONSIGLIERE BARBARA STELLA, NON CONDIVISO DA GRUPPO PENTASTELLATO IN CONSIGLIO REGIONALE. IL CAPOGRUPPO DEM SOSPETTATO DI ESSERE LA LONGA MANUS SMENTISCE CATEGORICAMENTE, "IL PERCHE' NON VA CERCATO NELLE INTENZIONI DEL SOTTOSCRITTO"

di Filippo Tronca

20 Ottobre 2021 18:40

Regione: Consiglio Regionale

L’AQUILA – “Centrodestra e centrosinistra sono faccia della stessa medaglia”, il Pd quando ha governato la Regione “ha dimenticato i territori”, “ha tagliato la sanità per ora lamentarsi contro il centrodestra che fa lo stesso”, “ha dimenticato i lavoratori del Ciapi, salvando solo quelli di Abruzzo engineering”, “ci ha preso in giro sul riordino della rete della Salute mentale”.

Altro che alleanza giallo-rossa alle prossime elezioni comunali, regionali e politiche, tra Movimento 5 stelle e Partito democratico: a conferma di quanto il progetto sia lastricato da difficoltà e rivalità, il consigliere regionale pentastellato Domenico Pettinari e il capogruppo Sara Marcozzi, in esordio del consiglio regionale hanno insolitamente riservato una gragnuola di bordate contro la precedente legislatura di centrosinistra di Luciano D’Alfonso, ora senatore, e in particolare contro l’ex assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, ora capogruppo dem in Regione, grande tessitore dell’alleanza giallorossa in Abruzzo, e che ambisce anche alla candidatura a presidente della Regione alle prossime elezioni. Ipotesi smentita però oggi da una nota del M5s, che ha risposto picche all’appello del segretario regionale dem Michele Fina, a stringere sull’alleanza.

A seguire attacchi come mai si erano verificati prima contro i loro colleghi sui banchi di opposizione al centrodestra di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia.

Il motivo è presto detto, oltre al merito e ai temi importanti sollevati nelle interpellanze dei due pentastellati e alle perplessità per una alleanza che rischia di relegare il M5s a “ruota di scorta”: la nomina arrivata proprio questa mattina, da parte del sindaco di Chieti, il dem Diego Ferrara, ad assessore esterno alla Sanità, alle Pari Opportunità, al Tso e al Randagismo al comune di Chieti, di Fabio Stella, ex  capo di gabinetto  del deputato ed ex sottosegretario per i Beni e le Attività culturali,  Gianluca Vacca, e poi rimasto senza incarico. Fratello del consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Barbara Stella.

Una nomina che ha mandato su tutte le furie il gruppo regionale del Movimento 5 stelle – ad eccezione di Barbara Stella, si suppone -, e in particolare il capogruppo, la chietina Sara Marcozzi, scavalcata nella sua città dal gruppo locale dei pentastellati.

Ma c’è di più: la longa manus della nomina, questo il sospetto che serpeggia, sarebbe proprio quella di Paolucci, dominus della politica chietina, artefice della vittoria di Ferrara nell’ottobre 2018 grazie anche all’apparentamento al ballottaggio con candidato sindaco M5s Luca Amicone, che è valso un assessorato per i pentastellati per Giancarlo Cascini, sostituito oggi da Stella. Lo stesso Paolucci fautore di una alleanza organica con il M5s alle prossime regionali, come avvenuto con successo già dal primo turno a Sulmona, e senza fortuna al ballottaggio a Lanciano, nelle ultime comunali.

Il diretto interessato, Paolucci, fa però sapere ad Abruzzoweb che lui non c’entra nulla.

“Smentisco nel modo più categorico dì aver favorito la nomina del nuovo assessore dì Chieti del Movimento 5 stelle. Anzi ho chiesto al sindaco dì valutare dì prendersi qualche ora di riflessione, cosa che ha condiviso e in effetti ha fatto da lunedì ad oggi, sollecitando tra i consiglieri regionali dei 5 stelle e parlamentari abruzzesi del movimento un tavolo regionale con il Pd. Cosa che per motivi tutti interni al movimento non è avvenuta. Il perché non va ricercato nelle intenzioni ed azioni del sottoscritto, anzi”, la sua dichiarazione.

Fatto sta che è arrivata in aula la “vendetta” di Pettinari e Marcozzi, che si è spinta anche a complimentarsi con la Lega e l’assessore della Salute, Nicoletta Verì, “per l’attenzione riservata ai territori, a differenza del precedente governo di centrosinistra”. Quasi a rievocare lo scenario del primo governo giallo-verde di Giuseppe Conte.

Nella prima interrogazione  Pettinari ha invocato una soluzione per i sei dipendenti del Ciapi, ente di formazione regionale oramai in via di smantellamento,  nelle ore in cui stanno arrivando  le lettere di licenziamento, Pettinari è arrivato ad affermare che “il centrodestra non deve essere uguale al centrosinistra,  ci deve dare una soluzione. Queste persone sono state sempre trattate male,  sballottate da una parte all’altra per  cinque anni di amministrazione regionale del Partito democratico, che non ha mai fatto nulla per loro”. A differenza “dei dipendenti di Abruzzo engineering, che invece sono stati salvati” non ha dimenticato di ricordare velenosamente Pettinari.

E ha poi preso di mira direttamente Paolucci:  “come non ricordare tutti i tagli della sanità che ha effettuato la precedente amministrazione? E noi  infatti lo ricorderemo. Il Pd non può venire qui oggi a chiedere di salvare i piccoli ospedali, quando quelli di Penne e di Popoli, come pure tante altre strutture, sono state declassate e depotenziate proprio dal Pd e dal centrosinistra”.

Per poi aggiungere: “anche voi del centrodestra state  tagliando, perché forse siete uguali al centrosinistra, siete due facce della stessa medaglia. Siamo noi  gli unici legittimati a parlare di queste cose”.

Ha poi promesso di andare a riprendere i video di repertorio della stagione amministrativa del centrosinistra, “da sbattere in faccia ai consiglieri che oggi dicono una cosa, ma che hanno fatto tutt’altro. Occorre dire basta a tutta questa ipocrisia”, riferendosi ai passati tagli alla sanità e agli esponenti del centrosinistra.

Altre bordate, riservate al Pd e all’ex assessore alla Sanità Paolucci sono state lanciate quando Pettinari ha illustrato la sua interpellanza all’assessore Verì, relativa sulla mancata riorganizzazione della rete regionale residenziale e semiresidenziale della Salute mentale,  che porta a farsi carico persone con  patologie psichiatriche lievi, in strutture non adeguate e non appropriate, che trattano persone con patologie gravi, con pesanti conseguenze sul percorso terapeutico e con costi maggiori per le casse della Regione.

“Nei cinque anni precedenti – ha tuonato Pettinari  – dai banchi dell’opposizione mi sono sgolato per chiedere al Partito democratico e all’amministrazione di centrosinistra di risolvere questo problema. E se  questo problema non è stato risolto è perché nella precedente amministrazione non si è fatto nulla, non si è lavorato per la rete residenziale e semiresidenziale. E oggi voi state agendo in continuità. Mi arrabbio perché la stessa richiesta che faccio oggi, l’avevo fatta anche al governo di centrosinistra, che per cinque anni mi ha preso in giro”.

Sulla stessa linea Marcozzi, che nel replicare alla risposta dell’assessore Nicoletta Verì ad una sua interpellanza sul destino del distretto sanitario di Bucchianico, in provincia di Chieti, si è una volta tanto dichiarata “pienamente soddisfatta”.

“Se quello che lei ha detto sarà confermato, non posso francamente che ringraziarla. Erano anni che il distretto sanitario di Bucchianico veniva snobbato con grande colpa anche dell’amministrazione regionale precedente del Partito democratico, che molto poco si è interessato ai  territori – ha detto Marcozzi. Siamo sollevati a questo punto per l’avere al governo della regione delle persone, e un partito, il suo, assessore Verì, che si preoccupa dei bisogni dei cittadini, segnando così una grande differenza con il passato e con l’amministrazione regionale precedente”.

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