NOMINE GABRIELLI, CURCIO E FIGLIUOLO, UN PO’ DI ABRUZZO PER UOMINI DI PUNTA DI DRAGHI

di Filippo Tronca

4 Marzo 2021 08:40

L’AQUILA – La nuova triade di punta che il premier Mario Draghi ha chiamato a sé per la governante dell’emergenza ha avuto rapporti diretti e indiretti  con l’Abruzzo e in particolare con L’Aquila, assumendo un ruolo da protagonisti in particolare nel post sisma 2009. Una piccola soddisfazione per una regione che non ha portato a casa nella composizione del nuovo governo nessun ministro, viceministro e sottosegretario.

È il caso di Franco Gabrielli, nuovo sottosegretario ai Servizi segreti e alla sicurezza, delega prima in mano all’ex premier Giuseppe Conte, che è stato prefetto all’Aquila nominato a poche ore dal terremoto, e poi vice commissario per l’Emergenza Abruzzo.

Come pure di Fabrizio Curcio, nuovo capo della Protezione civile, che ha preso il posto di Angelo Borrelli, protagonista dell’emergenza post sisma sempre a L’Aquila, al fianco di Guido Bertolaso, e che poi ha rivestito il ruolo chiave capo del dipartimento CasaItalia e coordinatore della struttura di missione della presidenza del Consiglio Sisma 2009.

Rapporti indiretti con l’Abruzzo, anche il comandante logistico dell’Esercito e  generale degli Alpini, Francesco Paolo Figliuolo, l’uomo che ha preso il posto del contestato Domenico Arcuri, subentrando come nuovo commissario per l’emergenza coronavirus. Figliuolo è stato infatti comandante del contingente nazionale in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione Isaf e  comandante delle Forze Nato in Kosovo, operazione internazionali che ha visto in prima linea  il 9º reggimento alpini dell’Aquila

A lasciare il segno a L’Aquila è stato senz’altro Gabrielli.

Già capo della Digos di Roma, e direttore del Sisde, il servizio segreto civile italiano, Gabrielli nel capoluogo abruzzese era arrivato nel 2008, come docente di Analisi criminale presso la facoltà di Psicologia dell’Università dell’Aquila. Poi  il consiglio straordinario dei ministri convocato a poche ore dal terremoto del 6 aprile 2009, lo ha nominato prefetto della provincia aquilana, incarico senz’altro impegnativo, vista la situazione, che Gabrielli ha affrontato con risolutezza negli interminabili 13 mesi che hanno fatto seguito alla catastrofe, che va ricordato ha avuto come tra le immagini simbolo le macerie fumanti del palazzo della Prefettura. Dal maggio  2009 al 31 gennaio 2010 è stato anche vice commissario vicario dell’Emergenza Abruzzo, al fianco del commissario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Poi a maggio 2010 ha salutato L’Aquila, con cui ha mantenuto un rapporto di affetto e vicinanza, per diventare vicecapo del Dipartimento della Protezione Civile, ha poi preso il posto dello stesso Bertolaso, andato in pensione e travolto dalle inchieste giudiziarie. Nel 2015 è stato chiamato a fare il prefetto di Roma, e un anno dopo è stato nominato capo della Polizia, ruolo mantenuto fino alla chiamata di Draghi.

Indelebile il rapporto con L’Aquila anche per Fabrizio Curcio, entrato nel 2007  nella Protezione civile, come responsabile della segreteria di Bertolaso. Nel 2008 Curcio è passato alla guida dell’Ufficio gestione delle emergenze, e di fatto dopo il 6 aprile 2009 si è trasferito a L’Aquila, svolgendo un ruolo chiave nella macchina dei soccorsi e poi della gestione complicatissima dell’emergenza.

Si è poi occupato dei terremoti dell’Emilia Romagna e del naufragio della nave Costa Concordia all’Isola del Giglio. Dal 2015 al 2017 è stato anche lui Capo del Dipartimento della Protezione Civile, incarico che ora torna a coprire di nuovo.

E da ottobre 2019 è stato soprattutto a capo del Dipartimento di Casa Italia e coordinatore della Struttura tecnica di missione per la ricostruzione del cratere 2009, punto di riferimento costante per gli uffici speciali del Comune dell’Aquila e dei Comuni del Cratere, ed anche di sindaci e rappresentanti politici. Se il processo di ricostruzione ha ottenuto dal governo Conte due il rifinanziamento di oltre 2,7 miliardi, quota parte del merito è anche della sua struttura.

 

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