ASSESSORE REGIONALE EX FI REPLICA A ULTIMATUM LEGA CHE CHIEDE SUO PASSO INDIETR SE NON APPOGGERA' CANDIDATO SALVINIANO DI STEFANO; A PESARE VELATA MINACCIA DI ANDARE ALL'OPPOSIZIONE DEL CENTRODESTRA DI MARSILIO, CHE AVREBBE UN SOLO VOTO IN PIU'

”NON ACCETTO RICATTI, RESTO IN GIUNTA”
ELEZIONI CHIETI, FENDENTE FEBBO A LEGA

10 Luglio 2020 17:40

CHIETI – “L’indicazione della mia nomina da assessore è stata fatta dal partito, la deleghe sono state assegnate da Marsilio. Se qualcuno pensa che io debba fare un passo indietro con i ricatti, ha sbagliato nome e indirizzo. Non accadrà mai”.

A tirare il gancio, contattato da Abruzzoweb, non a caso a margine di una conferenza stampa dedicata al premio intitolato al grande pugile abruzzese Rocky Marciano, è l’assessore regionale alle Attività produttive, Cultura e Turismo, Mauro Febbo, che si è autosospeso da Forza Italia.

Destinataria la Lega, ovvero il deputato e coordinatore regionale, Luigi D’Eramo e IL capogruppo in consiglio, Pietro Quaresimale che solo due giorni fa hanno lanciato ultimatum a Febbo di fare un passo indietro dalla Giunta se resterà fermo nell’appoggio alle amministrative del 20 e 21 settembre, al candidato civico a sindaco di Chieti Bruno Di Iorio, appoggiato anche da Italia Viva, invece di sostenere “con coerenza” il candidato della Lega l'ex parlamentare e consigliere regionale Fabrizio Di Stefano.

Fino a poche ore fa dato come il candidato di tutta la coalizione del centrodestra unita, e benedetta dal tavolo nazionale. Fatto sta che nella conferenza stampa di questa mattina a Chieti non si è presentato il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, segno che dopo il vertice di ieri a L’Aquila, si è creata una spaccatura anche a Chieti come avvenuto ad Avezzano, dove Fi sostiene Anna Maria Taccone, e la Lega Tiziano Genovesi.  

Evoluzioni che non possono che far piacere a Febbo, che di fare un passo indietro, sia nell'appoggio a Di Iorio, sia dalla giunta regionale, non ci pensa minimamente.

Febbo non ha voluto aggiungere altro e non ha inteso commentare la pesante assenza del suo ex coordinatore Pagano.

Si limita solo a dire: “non dovete chiedere a me non è il mio partito, come noto mi sono auto sospeso e non era una conferenza stampa del mio candidato”.

Febbo insomma sornionamente ostenta sicurezza e ne ha ben donde.

Non è un caso che né Pagano né il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri di Forza Italia, abbiano mai proferito parola sulla scelta di Febbo nella sua città, che di fatto contraddice, almeno fino a qualche ora fa, la linea del partito unitaria a Chieti. Pagano ha anche tenuto a dire che le vicende di Chieti, nulla hanno a che fare con quelle della Regione e della giunta. 





Ma altro punto a favore di Febbo per quanto riguarda la sua permanenza in giunta sono anche i numeri della maggioranza dopo l'uscita dell'esponente Udc Marianna Scoccia: il centrodestra del presidente di Fratelli d'Italia Marco Marsilio è composta nell’assise regionale da 17 componenti, le opposizioni del centrosinistra sono a quota 14.

E non è un caso che quando, come si vocifera a palazzo dell'Emiciclo, esponenti di Fratelli d'Italia e della Lega hanno chiesto la testa dell’assessore Febbo, meritevole di una sonora punizione per lo sgarro, Marsilio avrebbe risposto picche.

Uno strappo del genere potrebbe portare infatti Febbo nei banchi dell’opposizione e la maggioranza si ridurrebbe ad appena 16 voti contro 15. Per di più avendo contro un ex assessore dal dente avvelenato e di grande esperienza politica, che sempre dai banchi della minoranza ha dato non poco filo da torcere all'ex presidente della regione di centro-sinistra Luciano d'Alfonso nella passata legislatura.

 Insomma per Marsilio l'ipotesi non sarebbe neanche da prendere in considerazione, tenuto conto anche che in caso di rimpasto l'attribuzione di deleghe pesantissime come Cultura, Turismo e Attività produttive rischierebbero di creare un nuovo devastante conflitto all'interno della maggioranza, dove troppi sarebbero i pretendenti ed anche coloro che lamentano di non essere stati premiati a sufficienza, a cominciare dei consiglieri regionali della Lega Quaresimale ed Emiliano di Matteo, eltti entrambi con più di 8mila voti.

Pagano nel vertice di giovedì a L'Aquila avrebbe preso l’impegno di convincere Febbo a rientrare nei ranghi. 
Per l'assessore inutile dire che quella di Pagano sarebbe fatica sprecata.

E il problema non è solo la “cocciutaggine” di Febbo.

A Chieti a seguire l’assessore nella decisione di appoggiare Di Iorio sono stati tutti i consiglieri uscenti azzurri ovvero Marco D’ingiulloMaura MicomonacoMaurizio Costa ed Emiliano Vitale, di fatto fuori dal partito con i loro pacchetti di voti.

Forza Italia corre ora il rischio, nell’appoggiare, in ossequio agli accordi nazionali, il candidato della Lega Di Stefano, di presentarsi con un vessillo di partito dietro cui non ci sono però nè truppe e nè voti, con conseguente figuraccia alle elezioni di settembre, e un bel magro bottino portato a casa, anche in caso di vittoria del candidato leghista. 

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