“NON MI RICANDIDO A GUIDA ANCE L’AQUILA”, CICCHETTI: “RIPARTIRE DA ECOSISMA BONUS E RECOVERY PLAN”

2 Febbraio 2021 17:32

L’AQUILA – “Sono stati tre anni molto intensi e impegnativi, ora però, per motivi personali, per poter dedicare più tempo alla mia famiglia e alla mia azienda, ho deciso che farò un passo indietro. Ho pertanto già comunicato che non è mia intenzione proseguire l’esperienza di presidente dell’Ance dopo la scadenza del mio mandato”.

A rivelarlo, nell’intervista a tutto campo ad Abruzzoweb del costruttore aquilano Adolfo Cicchetti, dal giugno 2018 presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, annunciando in ampio anticipo che non sarà della partita nel rinnovo dei vertici che si terrà a giugno prossimo, chiudendo ad ogni ipotesi di un suo secondo mandato.

La comunicazione, in tal senso, del resto, è stata già fatta in una riunione del consiglio generale Ance a metà dicembre, visto che già si stava verificando una convergenza tra gli associati sul suo nome, per una auspicata riconferma.

Nell’intervista Cicchetti ha fatto poi il punto sullo stato dell’arte della ricostruzione nel cratere sismico 2009, ribadendo il ritardo dovuto alla farraginosità degli iter burocratici per quanto riguarda gli edifici pubblici, mentre la ricostruzione privata prosegue il suo corso, ma “occorrerà velocizzare il ritmo di esame delle pratiche, per poter spendere e rendicontare i 2,7 miliardi a disposizione per i prossimi anni”. Rivendica l’efficace azione di contrasto dei contagi nei cantieri della provincia a cominciare da quelli della ricostruzione post-sisma, grazie agli screening e l’adozione di rigorose misure di sicurezza nei cantieri. Per il rilancio del settore edilizio indica come leve i fondi del recovery plan e l’eco sisma bonus.

Infine Cicchetti prende atto che con il commissario straordinario Giovanni Legnini, e le sue  ordinanze di semplificazione, “il 2021 sarà l’anno dell’auspicato decollo” del processo di ricostruzione dei territori del centro Italia, 24 comuni abruzzesi compresi, colpiti dai terremoti del 2016 e 2017.

Sottolineature che suonano ora anche come un bilancio della sua attività a capo dell’ance aquilana.

“L’ultimo anno in particolare – aggiunge a questa testata Cicchetti – è stato davvero logorante, a causa dell’emergenza covid-19. Va anche tenuto conto che per indole sono portato alla riservatezza, che non è possibile praticare se fai il presidente dell’Ance. In un Paese dove si registra una corsa ossessiva a ricoprire ruoli di potere, ho deciso insomma di andare  controcorrente. In ogni caso metterò al servizio dell’Ance, che resta la mia famiglia, e della futura governance tutta l’esperienza e competente maturate”.

Entrando dunque nel merito delle questioni in campo, Cicchetti spiega che “il 2020 segnato dalla pandemia è stato un anno molto difficile anche per il nostro settore, con due mesi di fermo forzato  dei cantieri in primavera, e una ripartenza problematica, ma sono ottimista per il futuro”.

Rivendica con orgoglio che “siamo stati i primi a sottoscrivere convenzioni per fare i tamponi  agli operai e i risultati ci hanno dato ragione: anche nel periodo di maggiore virulenza, i contagi nei cantieri sono stati nella soglia fisiologica, e soprattutto non hanno generato focolai. Segno che le misure di sicurezza adottate nei cantieri, previste dai protocolli nazionali e siglati con le associazioni categoria, dal distanziamento fisico alla sanificazione costante degli ambienti di lavoro, hanno funzionato”.

Venendo dunque al processo di ricostruzione 2009, Cicchetti sottolinea che “la ricostruzione privata segue oramai un buon ritmo, lo stanziamento da 2,7 miliardi che finanzierà l’ultima fase ci dà importanti certezze, però il territorio deve dare una risposta all’altezza, occorre migliorare il tiraggio delle pratiche, visto che dovremo sempre rendere conto all’organismo centrale del ritmo di spesa dei fondi ”.

Resta il ritardo accumulato dalla ricostruzione pubblica: “la ragione risiede nei limiti del nuovo Codice degli appalti, che ha determinato rallentamenti anche nel cratere 2009. I controlli, giusti e ineludibili, sulla legalità e la correttezza degli affidamenti, non possono paralizzare le procedure di gara, i funzionario vivono oramai nel terrore di firmare e prendere decisioni, di assumersi responsabilità. Noi avevamo chiesto il commissariamento della ricostruzione pubblica del cratere 2009, quella sarebbe stata la soluzione,  ma la proposta non è stata accolta”.

Grande ottimismo invece sul fronte della ricostruzione 2016.

“Quello che sta avvenendo finalmente nel cratere del Centro Italia, è la conferma dei benefici portati dalle istituzioni che mettono in campo competenza e collaborazione adeguata, dalla  dotazione ottimale di personale, dalle ordinanze di Legnini che hanno semplificato i processi. E i risultati sono tangibili: il 2021 sarà l’anno del vero decollo”.

In prospettiva Cicchetti indica come leve della ripresa economica e anche del settore edilizio l’eco-sisma bonus e il recovery plan.

“Sono occasioni da non farci sfuggire – ammonisce il presidente Ance -, che avranno effetti positivi anche per le aree interne della dorsale appenninica, favorendo un processo di ripopolamento che a mio parere si verificherà nel futuro prossimo. E’ stato calcolato che l’eco-sisma bonus avrà un moltiplicatore di ricchezza di cinque miliardi per ogni miliardo speso, e alla fine, in termini di spesa per lo Stato, si ripagherà in buona parte da solo, con la crescita del Pil e maggiori entrate fiscali. Occorre però forte collaborazione con gli istituti bancari e tra tutti attori in campo. Per quanto riguarda i fondi europei del recovery plan, parliamo di 220 miliardi da spendere in cinque anni, vale quello che ho detto in riferimento alla ricostruzione pubblica post-sismica: se non si semplifica drasticamente la burocrazia, ritengo molto difficile che vengano spesi entro le tempistiche indicate”.

Infine un amara considerazione sulla crisi di governo.

“Agli occhi di chi tutti i giorni è sul campo e lotta di poter salvare la propria azienda e attività quello che sta accadendo appare come surreale. E’ una crisi  frutto di tatticismo politico e giochi di potere, lontana anni luce dalla vita reale e dai bisogni del Paese, in un momento per di più così difficile”.

L’INTERVISTA

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