L’AQUILA – “Sono stato pesantemente ripreso dal mio partito e dal presidente della Regione (Marco Marsilio, ndr) che è juventino e mi ha detto ‘non ti devi permettere’, quindi adesso non sono neanche più anti-juventino”.
In un clima disteso, lontano dalle roventi polemiche che hanno riempito i quotidiani nazionali alla vigilia dell’importante appuntamento con L’Aquila Capitale italiana della Cultura, il sindaco dell’Aquila Pierlugi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, è così intervenuto nel corso della trasmissione Rai Un giorno da Pecora, intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.
Decisamente più rilassato rispetto a sabato scorso, e soprattutto pronto allo scherzo, parlando della partecipata giornata di apertura, che ha visto in mattinata il primo appuntamento istituzionale alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dei ministri alla Cultura Alessandro Giuli e dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con il boom di presenze per gli spettacoli che hanno portato in centro storico oltre 20mila persone, Biondi ha quindi commentato entusiasta: “È andata benissimo, sia la mattina con la cerimonia istituzionale,ì che con la straordinaria la festa di popolo del pomeriggio ad assistere agli spettacoli di luce e droni, famiglie che giravano per la città, un fiume di gente come non si era mai vista, segno della grande voglia di partecipare”.
Biondi è stato poi incalzato in merito alle polemiche esplose dopo l’intervista rilasciata al quotidiano Il Centro: “Lei si dichiara antifascista?”, a cui il primo cittadino ha risposto “non mi considero anti-nulla. Al massimo anti-juventino”, con le stesse domande poi riproposte dai microfoni della trasmissione Piazza Pulita di La7 proprio nel giorno della cerimonia di inaugurazione, quando il sindaco ha perso le staffe alla domanda del giornalista Salvatore Gulisano: “Non ha capito la battuta ironica, mi dispiace per lei, un giornalista dovrebbe essere più attento a certe sfumature altrimenti non capisce la complessità della vita. Quindi magari la prossima volta gliela rispiego con calma, da soli”. (Qui il link)
A tal proposito, ha chiarito: “Ho detto una cosa precisa, ho militato nel Fronte della Gioventù, nel Movimento Sociale, in Alleanza Nazionale e poi in Fratelli d’Italia”, e glissando sulla parentesi di CasaPound ha poi tagliato dritto con un “quello in mezzo non è così”.
E ha sottolineato: “ho detto semplicemente una cosa, io ho giurato sulla Costituzione e credo fermamente nei suoi valori, rifiuto ogni forma di razzismo, di totalitarismo, di antidemocrazia, tutto quello che sanno i miei concittadini. Ho detto che non sono anti-nulla, ho fatto una battuta ad un giornale locale e ho detto solo che sono ‘anti-juventino'”.
Sollecitato dagli intervistatori, con un’altra battuta Biondi ha introdotto il brano “ora vi canto qualcosa di destra” e ha poi preso la chitarra: “non sono un grande musicista – ha detto – faccio il sindaco meglio di come suono, che è un tutto dire” e ha poi intonato “La locomotiva” di Francesco Guccini.
Tornando alla Capitale italiana della Cultura, ha poi raccontato: “Il presidente Mattarella mi ha detto di essere molto contento di essere tornato all’Aquila, abbiamo chiacchierato sul ruolo dell’Aquila come comune capofila delle aree interne, conosceva perfettamente la storia di Celestino V e della Perdonanza, gli abbiamo fatto dono di una copia della Bolla del Perdono. Subito dopo la cerimonia è ripartito e gli abbiamo confessato che eravamo discpiaciuti del fatto che non potesse trattenersi e godersi un po’ di aria fresca dell’Aquila, ci ha detto ‘Vi invidio un po’”.
Il presidente della Repubblica e il ministro Giorgetti non hanno partecipato al rinfresco, che si è tenuto dopo la cerimonia, a cui invece ha preso parte il ministro Giuli: “Siamo amici di lunga data, è stato anche presidente del Maxxi, lui si è trattenuto, è andato a visitare una mostra bellissima su Andrea Pazienza e poi ha mangiato gli arrosticini”.




