NOTE E SILENZI NEI PAESAGGI INCANTATI D’ABRUZZO: IL TURISMO MUSICALE PER IL MAESTRO TUCCELLA

INTERVISTA A DIRETTORE DELL'OFFICINA MUSICALE, TRASFERITOSI A VIVERE E COMPORRE A CASTEL DEL MONTE. "IL 25% DEI TURISTI CERCA CONCERTI DI MUSICA CLASSICA, GRANDE OPPORTUNITA' PER I NOSTRI PAESI MONTANI, OCCORRE PERO' CALIBRARE OFFERTA CON EVENTI DIFFUSI"

di Filippo Tronca

4 Settembre 2022 08:31

L'Aquila - AbruzzoWeb Turismo, Cultura, Gallerie Fotografiche

L’AQUILA – Il silenzio, come la musica è apice del suono e della parola, vibra sotto le fessure del mondo, come una foglia al vento, una radice che penetra nella terra. Per averne esperienza è bastato chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dal Morgenmusik di Paul Hindemith, suonato all’alba di vent’anni fa in cima alla torre della chiesa Matrice di Castel del Monte. L’esser naufragati, sull’altopiano di Campo Imperatore,  in un pomeriggio del 2016, nei mari sonori sonori dei Pink Floyd, durante il concerto “Atom heart wish you were here”, nella versione di Mark Hamlyn per 15 strumenti. Aver goduto della  Sonata numero uno per violino solo, e della Suite per violoncello, di  Johann Sebastian Bach, nella chiesa ottagonale di Rocca Calascio.

Esperienze vive nella memoria,  in riconoscenza dell’Officina musicale dell’Aquila, diretta dal maestro Orazio Tuccella. Un esempio tangibile, anche se parliamo di note immateriali, di come è possibile rendere i paesi e gli altopiano d’Abruzzo, meta di turismo musicale, che altrove diventa un segmento sempre più consistente del turismo culturale.

Per discuterne Abruzzoweb ha incontrato il maestro Tuccella, 68enne pieno di energia ed entusiasmo, a Castel del Monte, paese di cui è originario e dove si è trasferito, con una tappa intermedia a Santo Stefano di Sessanio, dopo essere scampato per miracolo al terremoto del 6 sei aprile 2009, uscito vivo con la moglie  dalle macerie della sua casa in piazza San Pietro.

Tuccella risponde squadernando subito i dati dell’Organizzazione mondiale del Turismo (Omt) l’agenzia delle Nazioni Unite competente per la promozione di un turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile, che sono stati oggetto di analisi e confronto in un convegno a Milano, a fine 2021.

“Il turismo musicale, intendendo per musica quella classica e cosiddetta colta – esordisce -, è solo apparentemente una nicchia, si muovono seguendo questa passione milioni di persone.  Dallo studio emerge infatti che il 25% dei turisti intervistati, nello scegliere la meta della vacanza, valutano la possibilità di assistere ad eventi musicali. C’è poi un  25% per cui  ciò rappresenta la motivazione principale, per il 19% potrebbe diventarlo. E non ci si deve riferire solo ai grandi ed affermati eventi, come l’Arena Opera Festival, il Rossini opera festival di Pesaro, o alle Terme di Caracalla: un grandissimo potenziale è rappresentato anche da eventi piccoli e diffusi nelle aree interne, nei paesi”.

Altri dati utili sull’identikit di questi turisti musicali: sono per metà uomini e per metà donne, provengono da medie e grandi città del Nord est e del Sud Italia, con una età dai 18 44 anni, preferiscono case vacanza e agriturismi, con grande attenzione a tradizioni e gastronomia locale.

Il 32% si è rivolto a tour operator, il 20% ha acquistato servizi on line.

“L’Abruzzo in questo mercato promettente – aggiunge Tuccella – ha grandi margini di crescita, le regioni di punta per questa tipologia di turismo sono oggi Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Puglia  e Veneto. Ma anche l’Italia resta indietro, pur essendo il paese che più di tanti altri si identifica con la musica e il canto: in  Francia Spagna e Gran Bretagna il turismo legato alla musica classica è una realtà consolidata, e i tour operator hanno oramai una offerta oramai rodata e strutturata”.

Una sinfonia è fatta più di silenzi che di note, e anche i paesaggi montani d’Abruzzo, insiste insomma Tuccella, sono come si suol dire una “location” perfetta. Tanto qui, per fortuna, nessuno organizzerà il corrispettivo del Jova Beach party.

Lo dimostra l’attività stessa dell’Officina musicale, ensemble da camera costituito da archi, fiati e percussioni, ovvero da tutte le famiglie in formato ridotto di un’orchestra, nata come Ensemble Barattelli nel 1986, per volontà dell’avvocato Nino Carloni, una delle più grandi e prolifiche figure culturali dell’Aquila nel dopoguerra, fondatore della Società dei Concerti B. Barattelli. Dalla fondazione, il direttore dell’ensemble è stato sempre Orazio Tuccella, e intensa è stata l’attività nei piccoli centri, parallelamente  concerti a Mosca, New York, Buenos Aires, Toronto, Londra, Monaco di Baviera, Berlino e Dublino.

Del resto dal 2003 l’Officina musicale si è stanziata nelle alte terre della Baronia, prima a Santo Stefano di Sessanio, come ensemble residente dell’albergo diffuso Sextantio, poi ancora più in alto, a Rocca Calascio, in residenza al rifugio della Rocca, e infine a Castel del Monte, dove come detto ora Tuccella  è andato a vivere.

“Per quanto mi riguarda – conclude Tuccella -, a me basterebbe continuare a fare musica per il puro e semplice piacere di farlo, ma va anche considerato il vil denaro, che può portare il turismo con  grandi benefici a questi territori di frontiera, soprattutto per i giovani che decidono di rimanere a viverci. E non è un turismo che deve spaventare, per il suo potenziale di stravolgere i luoghi.  Le persone che amano la bella musica, cercano l’autenticità, rispettano i luoghi, fuggono dalle grandi masse e dagli assembramenti eccessivi”.

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