NUCLEI CURE PRIMARIE: ASL L’AQUILA, “ATTESA PER NUOVO ACCORDO INTEGRATIVO, NESSUN RISCHIO CHIUSURA”

22 Febbraio 2024 19:36

L'Aquila - Sanità

L’AQUILA – “Come già ribadito, con chiare e documentate motivazioni in tutte le sedi istituzionali che si sono occupate del problema: Prefettura, Commissione Salute e Commissione Vigilanza del Consiglio regionale, il subentro di nuovi medici di medicina generale nei Nuclei di Cure Primarie in sostituzione del personale medico collocato in pensione, risulta un atto illegittimo e come tale una procedura non percorribile”.

È quanto si legge in una nota a firma della Direzione Aziendale della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, guidata dal manager Ferdinando Romano, in riferimento alla problematica dei Nuclei di Cure Primarie, sollevata dalle organizzazioni sindacali che in segno di protesta oggi hanno occupato la sede dell’azienda sanitaria in via Saragat all’Aquila.





“Il parere espresso dalla SISAC (Organo Governativo che regola i rapporti tra medici di famiglia e ASL) sul tema non lascia dubbi al riguardo – si legge ancora nella nota -: i compensi e le indennità riconosciute a tutte le forme associative, compresi i Nuclei di Cure Primarie, possono essere erogati solo nei limiti delle risorse dedicate, ormai esaurite da tempo. Siamo in attesa della sottoscrizione a breve dell’Accordo Integrativo Regionale, che risolverà la questione nell’interesse di tutti i medici di famiglia”.

“Infatti – prosegue la nota -, i medici che oggi richiedono il loro inserimento nei Nuclei di Cure Primarie acquisiscono il privilegio di avere una retribuzione aggiuntiva di circa 40.000 Euro/anno, oltre al normale compenso. Queste risorse sarebbero sottratte a tanti altri medici – come dice anche la nota del Dipartimento Regionale della Sanità del marzo 2023 – che attendono fiduciosi la sottoscrizione del nuovo Accordo Integrativo per poter operare nelle nuove forme associative, creando evidenti situazioni di sperequazione e penalizzazione”.





L’Azienda dichiara che “nessuno dei Nuclei chiuderà perché sarà garantito sempre un numero di medici sufficiente a consentire la piena attività. Infatti, in considerazione del numero di medici che operano attualmente nei Nuclei di Cure Primarie, in alcuni casi addirittura in sovrannumero, non vi sono rischi né di scioglimento dei Nuclei stessi, né di tenuta dell’occupazione del personale di supporto né tantomeno di penalizzazione delle aree interne visto che i subentri richiesti riguardano solo le aree urbane”.

“Ricordiamo, inoltre, che la F.I.M.M.G (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale) regionale condivide la posizione assunta dalla Asl”, conclude la nota.

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