NUCLEI CURE PRIMARIE: CONTINUA OCCUPAZIONE DIREZIONE ASL. MEDICI, “NECESSARI A 50MILA UTENTI”

23 Febbraio 2024 10:07

L'Aquila - Sanità

L’AQUILA – Prosegue ad oltranza l’occupazione scattata ieri della sede della Direzione generale della Asl provinciale dell’Aquila, in via Saragat, a sostegno dei Nuclei di cure primarie e “per difendere il diritto costituzionale alla salute”. Ad organizzarla i sindacati Fimmg, Smi, Snami e Cgil e da consiglieri comunali e regionali.

I manifestanti chiedono di essere ricevuti dal direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che è anche presiedente del Comitato ristretto dei sindaci, e da rappresentanti della maggioranza regionale di centrodestra.





Oggi è prevista alle 11 una conferenza stampa dei gruppi di opposizione al Comune dell’Aquila.

La protesta nasce dal fatto che “diversamente dalle altre Asl in Abruzzo, la Asl dell’Aquila ha  avviato, da due anni a questa parte, uno smembramento dei Nuclei, impedendo la sostituzione dei medici prossimi alla pensione e minacciando, di fatto, la fruizione di un servizio che preserva la salute di circa 50mila utenti presenti sul territorio e che va avanti solo grazie al contributo dei giovani medici che hanno preso in carico gli assistiti già assegnati al personale in quiescenza. Il de-finanziamento di queste strutture, portato avanti dalla Asl, secondo cittadini e sindacati determinerà a breve la chiusura delle stesse”.

Intanto arriva la nota dei giovani della Federazione italiana dei medici di medicina generale che rispondono alle dichiarazioni diffuse ieri sera dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.





“In merito alla questione di presunta illegittimità dell’assunzione dei nuovi medici in sostituzione dei colleghi andati in pensione ci chiediamo come mai facendo riferimento a degli accordi regionali, la questione riguardi solo e soltanto la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e non le altre aziende sanitarie abruzzesi – scrivono  -; e a proposito di giovani medici, sono due anni che aspettiamo fiduciosi che avvenga il subentro di chi è andato in pensione, fidandoci appunto delle parole e delle promesse dei dirigenti della Asl 1, e ora ci dicono che c’è qualcuno più giovane e più fiducioso di noi che aspetta l’approvazione del nuovo Air: siamo diventati troppo vecchi da poter ambire al subentro, ma non lo siamo ancora abbastanza come i colleghi che invece per anni hanno lavorato nei nuclei?”

“La Asl parla, nella sua nota, di ‘indennità e di privilegio’ riferendosi alla retribuzione per i medici in subentro: merita un’importante e doverosa sottolineatura il fatto che le indennità percepite servono per coprire le spese per il mantenimento dei nuclei e per il personale che ci lavora, non sono risorse economiche che percepiamo in più in aggiunta al nostro stipendio, e per dimostrare ciò basta rendicontarne la destinazione, come ci sembra naturale e corretto fare. Infine, per quanto riguarda le richieste di subentro per medici che operavano in aree urbane, probabilmente la dirigenza di questa azienda sanitaria dimentica che noi medici rispondiamo e apriamo i nostri ambulatori in base a delle zone carenti che l’azienda sanitaria stessa definisce”.

“La questione non riguarda noi, a cui l’azienda sanitaria rivolge le precisazioni, ma gli assistiti per i quali lavoriamo. Le nostre domande di subentro sono legate ai colleghi andati in pensione che lavoravano in città. Se la maggioranza della popolazione insiste nell’area urbana e i nostri pazienti risiedono in città – concludono i giovani medici della Fimmg -, che senso avrebbe illuderli di poter avere un servizio di medicina sul territorio 12 ore al giorno quando il nucleo per le cure primarie si troverebbe a chilometri di distanza, magari in montagna?”.

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