NUOTO: PROTESTA ATLETI E GENITORI, PER ABRUZZO A RISCHIO CAMPIONATI NAZIONALI

19 Novembre 2020 16:26

L’AQUILA – “C’è il rischio concreto che l’Abruzzo non possa essere rappresentato ai campionati nazionali giovanili di nuoto dopo la decisione del Comitato Fin regionale di organizzare una sola gara di qualifica stilando, rispetto alle tre di media promosse per permettere di fare i tempi per qualificarsi, e solo nei giorni scorsi, una bozza di calendario che parte addirittura dal mese di marzo, a un mese dai Criteria di Riccione”.

È la denuncia che arriva da atleti agonisti e genitori che animano un settore che in Abruzzo può vantare una tradizione importante che conta molti giovani promettenti, praticanti e appassionati. Pur riconoscendo la necessità di limitazioni e restrizioni in piscine e strutture a causa dell’emergenza Covid, il folto gruppo sceso in piazza sottolinea che “sappiamo tutti che c’è una pandemia, ma fermare chi sta cercando in tutti i modi di allenarsi per tenere in piedi un lavoro di mesi ci appare scorretto sia sportivamente sia socialmente”. La protesta tira in ballo il presidente della federazione regionale, Cristiano Carpente, e anche l’ organizzazione e le modalità di gestione delle strutture, soprattutto quelle pubbliche, nella considerazione che le piscine sono chiuse agli utenti ma l’attività è permessa agli agonisti. E con i gestori in forti difficoltà economiche.

“L’Abruzzo del nuoto agonistico rischia di fermarsi e di non ripartire – tuonano ancora atleti e genitori -, anche se pochi, tra società e atleti, stanno cercando di tenere accesa la fiammella dell’impegno quotidiano in vasca con il sogno di disputare gare nazionali, nonostante i costi gravosi degli impianti – che sono comunque in forte perdita non avendo entrate di altre attività come scuola nuoto, nuoto libero e fitness in acqua – , i rigidi dettami dei protocolli anti Covid e le ulteriori restrizioni degli ultimi giorni: un movimento di migliaia di giovani tenuto in scacco non solo dall’emergenza sanitaria, ma anche dall’atteggiamento del Comitato Fin Abruzzo, attento a richiedere contributi a fondo perduto alla Regione Abruzzo con tanto di cappello in mano, ma restio a definire il calendario di una stagione travagliata che rischia di chiudere prima di cominciare”.




Data l’emergenza sanitaria a permettere la prosecuzione degli allenamenti è la lettera e) dell’articolo 9 del Dpcm del 3/11/2020 in cui si fa riferimento alle gare nazionali delle federazioni che fanno capo al Coni: pochi giorni fa la Federnuoto ha varato i calendari nazionali invitando con una circolare i vari Comitati regionali a fissare un calendario regionale che preveda le gare di qualifica per gli appuntamenti come ad esempio i Criteria giovanili di aprile. In realtà giovedì scorso è stata pubblicata una bozza di calendario regionale, ma non ci sono date né sedi, l’unica certezza è il mese, ed è lontanissimo, marzo 2021. Variegato il panorama nazionale, anche se l’Abruzzo sembra indietro, anche se non come unica regione: nel Lazio le prime qualifiche si sono disputate domenica scorsa, in Lombardia, Campania, Piemonte (tutte e tre in zona rossa come l’Abruzzo), Sardegna, Umbria e Molise sono già in programma il 6 dicembre; in Basilicata invece ci sarà una qualifica solo il 20 dicembre. Altrove però, vedi il Veneto, ci sono 11.400 atleti fermi e senza gare, in Puglia invece, come in Abruzzo, i calendari partono direttamente da marzo.

“Una situazione particolare che rischia di mettere in ginocchio l’intero movimento abruzzese e, ancora una volta, di scavare un abisso tra realtà regionali diverse, dopo l’ottimo 10posto posto a livello nazionale conquistato dalla rappresentativa regionale esordienti nel giugno 2019 a Scanzano Jonico – spiegano ancora i critici – Era consuetudine del Comitato premiare ogni anno la rappresentativa – qualsiasi fosse il risultato raggiunto – ma quest’anno, dopo il rinvio dell’appuntamento previsto nello scorso marzo la premiazione è stata addirittura annullata: vorremmo chiedere al presidente Fin Abruzzo, Carpente, il perché di una scelta incomprensibile, soprattutto alla luce di un risultato storico. Una rappresentativa partita con ore di ritardo il giorno prima delle gare perché il pulmino prenotato dal Comitato Fin regionale era privo di un bagagliaio e di aria condizionata; è questa l’attenzione riservata a chi potrebbe far crescere il movimento? E non si dica che la premiazione non si poteva fare la scorsa estate, c’erano tutte le condizioni di sicurezza, è una cosa che andava fatta anche per rispetto di tecnici e genitori; è mancata, vergognosamente, la volontà politica”.

Secondo atleti e genitori, “le ragioni della rinuncia ad organizzare gare in questo particolare periodo possono essere comprensibili e anche condivisibili: in Abruzzo le piscine aperte per gli agonisti si contano sulle dita di una mano, mentre tutte le altre strutture restano chiuse in attesa probabilmente di ristori dalla Regione Abruzzo. La gestione con i soli agonisti è molto onerosa, è corretto ricordarlo, ma la programmazione di gare a breve servirebbe ai tecnici per individuare le modalità degli allenamenti per modularli in virtù dei calendari nazionali; arrivare a fare le qualifiche a marzo, con una sola possibilità di realizzare i tempi richiesti, per un appuntamento nazionale di aprile, appare non solo arduo, ma tecnicamente controproducente per l’atleta; diciamo che a quel punto si può puntare solo ad un obiettivo, ossia il tempo di qualifica, anche perché non ci sarebbero i tempi per preparare bene i Criteria. Poi c’è anche un’altra incognita da tenere in considerazione: e se dovesse esserci, come alcuni esperti già preannunciano, la terza ondata della pandemia proprio a marzo? A quel punto non fare gare a dicembre o febbraio significherebbe davvero saltare la stagione, e sarebbe già la seconda di fila, una delusione davvero insopportabile per molti rischiando di bruciare alcuni ragazzi e ragazze promettenti”.
Poi si torna alle strutture: “Davvero particolare il caso delle Naiadi, ancora una volta al centro della discussione: l’impianto, di proprietà della Regione Abruzzo, gestito fino al 31 luglio 2021 dall’associazione temporanea di imprese (Ati) “Naiadi 2020” che fa capo alla Pinguino Nuovo Ssd Srl, è attualmente chiuso agli agonisti, nonostante abbia tra i suoi iscritti circa 400-500 tesserati Fin”. In tal senso, lo scorso 12 novembre il direttore generale della struttura e presidente di Alis (Associazione Lavoratori Impianti Sportivi), Nazzareno Di Matteo, ha chiesto alla Regione, nel corso di una video call con l’assessore regionale allo Sport, Guido Quintino Liris, di integrare i ristori nazionali con interventi mirati ad abbattere i costi di gestione. Come hanno già fatto Sardegna e Emilia Romagna che hanno erogato contributi a fondo perduto e stanziato somme per sostenere le società sportive e i gestori degli impianti”. Sullo stesso di Di Matteo si concentrano altre critiche in merito ad altre valutazioni sportive valutazioni affidate ai social in particolare quando sostiene “che solo la Pellegrini è agonista”. “Un dirigente che dovrebbe promuovere il movimento non può davvero pensare una cosa del genere – attaccano ancora genitori ed atleti -. E’ ingiusto nei confronti di tutti quei ragazzi che si allenano ogni giorno da anni, vedendo nella sfida in vasca il frutto del loro lavoro e nell’incapacità di chi è al timone un torto davvero troppo grande da digerire, e di tutti quei tecnici che della sana crescita della futura generazione, prima di tutto come persona poi come atleta, hanno fatto la loro ragione di vita; infine è ingiusto nei confronti di tutti quei genitori che fanno quotidianamente tanti sacrifici, non solo economici, per coltivare e sostenere la passione per il nuoto dei propri figli. Quindi alla fine è sempre e solo una questione di soldi? Vergogna”.

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