NUOVA PESCARA: D’ALFONSO, “IN COMMISSIONI COMUNI SBICCHIERATE ORZATA E MANICURE, URGE COMMISSARIO”

22 Gennaio 2022 17:50

Pescara: Politica

PESCARA – “A otto anni dal referendum e a quattro anni dalla legge regionale il progetto di fusione nella nuova Pescara, ha lasciato il posto alla palude. Per per questa ragione serve il commissario per aiutare, collaborare, corroborare, supportare, istruire e affiancare i comuni per evitare che le sedute delle commissioni del consiglio comunali assomiglino a bicchierate di orzata, che si facciano le manicure”.

Così il senatore Luciano D’Alfonso che questa mattina in conferenza stampa ha presentato le sue proposte per l’accelerazione dell’iter della Nuova Pescara e dunque della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.  Una seconda conferenza stampa è prevista per martedì prossimo.

La settimana prossima il senatore D’Alfonso accompagnerà una delegazione ristretta dal Ministro
dell’Interno Luciana Lamorgese e dal Ministro dell’Economia Daniele Franco per favorire “l’adozione degli ulteriori provvedimenti necessari a implementare il processo di fusione, per il quale resta tuttavia necessaria l’originalità e la densità della proposta da parte dei partiti e delle espressioni vitali della comunità adriatica”.

Martedì prossimo poi è in programma nella sala consiliare del comune di Pescara,  c’è poi la tavola rotonda “La nuova Pescara, cuore dell’Adriatico” a cui parteciperanno oltre a  D’Alfonso il sindaco di Pescara Carlo Masci, il presidente della commissione statuto nuova Pescara Enzo Fidanza, l’ex parlamentare Gianni Melilla, il presidente Ascom Angelo Allegrino, il presidente associazione nuova Pescara, Marco Camplone.

E’ oramai palese che la Grande Pescara ha  molti nemici, soprattutto nella classe politica e dirigente dei comuni più piccoli  Montesilvano, 54 mila abitanti e Spoltore, meno di 19mila non è certo un segreto. Per la paura motivata che questo processo avvantaggi soprattutto Pescara, che di abitanti ne ha 120mila. Eppure in teoria il processo è irreversibile, sancito la legge regionale 26 dell’agosto 2018, che ha ratificato di fatto l’esito del referendum consultivo del maggio 2014, dove i sì alla fusione sono stati il 70,3% a Pescara, mentre a Montesilvano il 52,2% e a Spoltore il 51,1%. Fusione che si sarebbe dovuta portare a termine, con lo scioglimento dei tre consigli comunali e nuova elezione unica, al primo gennaio 2022. Poi a causa dell’emergenza covid, il temine è stato spostato al gennaio 2023.

“Malgrado l’imminenza di questo termine – ha detto dunque D’Alfonso -, si sta assistendo a un incomprensibile stallo delle attività politico amministrative necessarie a preparare nel modo migliore questo fondamentale processo voluto da più di centomila cittadini che nel 2014 si autoconvocarono con un referendum dicendo sì alla nuova città, un gigantesco fatto nuovo che rappresenta la cifra più profonda della democrazia. Restano sostanzialmente inoperose le commissioni intercomunali appositamente costituite per pianificare come dovrà funzionare questa che sarà la più grande fusione di comuni mai realizzata in Italia, con la debole e superabile motivazione dell’impossibilità per i commissari di avvalersi di permessi che giustifichino l’assenza dal lavoro”.

Ha poi aggiunto: “Questo vuoto normativo sarà facilmente superato in Parlamento, ma è il vuoto dell’iniziativa politica che deve essere colmato, a partire dal contributo di idee e progetti necessario ad alimentare statuto e vocazioni della nuova città, che dovrà presentarsi al mondo con identità e funzioni ben individuate e distinguibili. Questo è un compito della politica, ma occorre anche il protagonismo della società adriatica poiché occorre andare molto oltre il prevedibile e lo scontato. Il progetto di fusione richiede un atto d’amore della politica”.

LA CONFERENZA STAMPA

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: