NUOVA PESCARA, TRULLI: “FUSIONE AD OGGI IRREALIZZABILE”

27 Agosto 2022 17:09

Pescara - Politica

SPOLTORE – “La fusione con Montesilvano e Pescara è ad oggi irrealizzabile”.

Lo sottolinea il sindaco di Spoltore Chiara Trulli nella discussione del Consiglio comunale dedicato allo stato di avanzamento del processo di fusione della Nuova Pescara.

“La legge regionale 26 del 2018 prevede la fusione al primo gennaio 2023 – ricorda il primo cittadino – Entro il 30 settembre l’assemblea istitutiva della Nuova Pescara dovrebbe trasmettere una relazione conclusiva sul processo di fusione ai Comuni, e in base a questa relazione entro 30 giorni i consigli comunali possono votare per chiedere, a maggioranza qualificata, un rinvio al primo gennaio 2024. Tra un mese da oggi dovrebbe arrivare una relazione conclusiva sul processo di fusione. Sono tempistiche irrealizzabili, come sancito anche dalle riunioni dell’assemblea, l’ultima del 3 febbraio 2022”.

Trulli prosegue ricordando lo stop legato alla pandemia: “mi preme ricordare che la legge istituiva è del 2018: quando si dice che i tempi sono maturi non possiamo dimenticare che dal 31 gennaio 2020 abbiamo vissuto una situazione di stallo sotto gli occhi di tutti. Tutte le amministrazioni si sono concentrate sulla gestione dell’emergenza sanitaria, e non lo diciamo noi, lo dice la regione nella legge che ha rinviato al 2023”.

Il sindaco di Spoltore rimarca poi le difficoltà pratiche del percorso: “in una nota congiunta del 2020 i sindaci chiedevano assistenza tecnica per arrivare alla fusione. Non ha mai ricevuto risposta”.

“Addirittura la professoressa Claudia Tubertini di Progetto Italiae, un laboratorio del Ministero che si occupa di assistenza tecnica alle fusioni tra comuni, ha detto che questa fusione è così straordinaria che ‘non sono in grado di dare alcuna assistenza tecnica, ma al massimo indicare dei criteri metodologici’.

“Noi chiediamo che si arrivi a questa fusione, se proprio ci si deve arrivare, con tutta la preparazione del caso: le fasi calendarizzate nella legge regionale non sono saltate per colpa dei consigli comunali, quello che è mancato è la predisposizione degli atti, i consigli non elaborano atti, i consigli si esprimono su atti dei tecnici. Non c’erano i presupposti”.

In Consiglio si è inoltre discusso dei 300 mila euro che la Regione avrebbe dovuto mettere a disposizione, proprio per dare incarichi ad esperti di diritto amministrativo in grado di catalizzare il processo di fusione.

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