NUOVA PESCARA: VERSO RINVIO FUSIONE A GENNAIO 2024, MA SPOLTORE E MONTESILVANO NON LA VOGLIONO

30 Settembre 2022 09:32

Pescara - Politica

PESCARA – Sarà con ogni probabilità rinviata di un anno, a gennaio 2024 la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore nella Grande Pescara, prevista dalla legge regionale 26 del 2018, e sancita da un referendum popolare. Ma contro cui si scagliano i Comuni di Spoltore e Montesilvano.

Ieri durante la riunione della assemblea costitutiva di Nuova Pescara, composta dai tre consigli comunali, è passato con 34 sì, un voto contrario e 6 astensioni l’ordine del giorno che posticipa di un anno la scadenza del gennaio 2023, ovvero tra appena tre mesi.

L’ordine del giorno porta la firma del consigliere comunale di Azione, Carlo Costantini, tra i grandi fautori della fusione, e che stabilisce che i tre  consigli comunali dovranno approvare  le deliberazioni di rinvio, “a maggioranza dei due terzi”.





In caso contrario, “la fusione sarebbe gestita dal primo gennaio 2023 da un commissario che, in quanto privo di legittimazione popolare, non potrebbe determinare le scelte coraggiose ed innovative, soprattutto per il nuovo statuto, che le forze politiche sono interessate a perseguire”.

Il rinvio, si legge ancora nell’ordine del giorno, “consentirebbe di disporre di risorse economiche, di tempo e di disponibilità in termini di presenza dei consiglieri comunali, per il migliore accesso alla fusione”.

Non è però detta l’ultima: Spoltore del neo sindaco del Pd Chiara Trulli, la fusione non la vuole, e spinge per rinviare tutto addirittura al 2027. E gioca il fatto che non è stato adottato alcun provvedimento amministrativo propedeutico.

Contraria anche Montesilvano, dove è sindaco Ottavio De Martinis, della Lega, partito che perora la causa dell’unione dei servizi, piuttosto che della fusione e vorrebbe una modifica della legge regionale, per tagliare la testa al toro.





Il grande tema infatti è che sia Spoltore che Montesilvano temono la fagocitazione della più grande e ricca Pescara, nel nuovo assetto che prevede un unico comune, con un unica giunta e consiglio. Chi è favorevole, come il rieletto deputato dem Luciano D’Alfonso, accusa i contrari di voler rimanere attaccati alle poltrone, e di menare in can per l’aia.

Ha più volte ricordato Costantini, ideologo della fusione: “Abbiamo 5 milioni e 300 mila euro a disposizione e 15 mesi di tempo per preparare la fusione per il  1 gennaio 2024. Spostarla al 2027 vuol dire semplicemente affossarla. La Regione deve dire inequivocabilmente che la legge non cambierà e che la fusione si farà al più tardi entro il  gennaio 2014”. E ha sempre criticato l’opposizione della politica locale verso la ‘Grande Pescara’ e per tale motivo ha fatto appello “al Governatore Marsilio perché in caso di negligenza, potrebbe anche intervenire il Commissario ‘ad acta’ e realizzare quella unione votata dai cittadini pescaresi, montesilvanesi e spoltoresi, nel 2014, in occasione del referendum consultivo”.

 

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