PISTE SCI OVINDOLI, RIBALTATA SENTENZA TAR:
CONSIGLIO STATO, NON DETERMINANTE PRESENZA VIPERA

ACCOLTO RICORSO REGIONE; MARSILIO: "RICONOSCIUTA REGOLARITA' PROCEDURA, SI APRE NUOVA PAGINA"; ANGELOSANTE: "SODDISFAZIONE DOPPIA"; LIRIS: "ORA STAGIONE DI SVILUPPO"; INSORGONO AMBIENTALISTI: "BIODIVERSITA' SACRIFICABILE IN PIENA CRISI CLIMATICA"; TUTTE LE REAZIONI

6 Marzo 2023 12:51

L'Aquila - AbruzzoWeb Turismo, Cronaca, Politica

L’AQUILA – Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Ovindoli contro la sentenza del Tar che aveva annullato il provvedimento regionale di autorizzazione unica (Paur) del progetto di realizzazione di nuovi impianti da sci a Ovindoli, per un investimento da 6 milioni di euro.

Il Tar dell’Aquila aveva annullato le autorizzazioni, su ricorso associazioni Salviamo l’Orso, Stazione Ornitologica Abruzzese, LIPU, Mountain Wilderness e Caki, perché l’intervento avrebbero comportato lo sbancamento e, quindi, la  distruzione di oltre 10 ettari d habitat di prateria di alta quota nel Parco del Sirente Velino, in una Zona di Protezione Speciale per l’Unione Europea”, mettendo a rischio in particolare la vipera Ursini, specie protetta, in quanto  “le misure di mitigazione potrebbero solo limitare, ma non evitare tale evenienza solo con la rilocazione di individui accidentalmente rinvenuti durante i lavori. È però in assoluto incompatibile con le misure di tutela della specie, oltre che inaccettabile per le conseguenze irreversibili che potrebbero derivarne, il rischio di soppressione di un numero indeterminato di esemplari trattandosi di una tra le specie di serpente più minacciate d’Europa e d’Italia”.

Insorgono le associazioni ambientaliste: “In piena crisi climatica e con milioni di euro di fondi pubblici: la sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del TAR Abruzzo che aveva bocciato i nuovi impianti di risalita di Ovindoli in pieno Parco naturale regionale Sirente Velino e addirittura di una Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea di fatto certifica che il patrimonio di biodiversità è sacrificabile sull’altare di una crescita che non deve avere limiti”.

La sentenze aveva provocato anche l’ira dei sindaci e degli operatori turistici dell’altopiano delle Rocche.

Il Consiglio di Stato ha invece sottolineato che “laddove si parta dal presupposto che qualsiasi attività che presenti controindicazioni rispetto alla significativa permanenza della vipera oggetto di tutela debba essere vietata, sarebbe necessario vietare anche il pascolo di animali indicato nello studio come fonte di pericolo, e la presenza di escursionisti”.

È stato invece delineato come sia “necessario contemperare le esigenze di carattere ambientali con altri interessi parimenti meritevoli di tutela tenendo conto nel caso in esame che il Piano Paesistico Regionale, la cui concreta articolazione è il PST Bacini Sciistici, ha previsto la realizzazione di nuove piste”.

Un riferimento è stato fatto anche a una sentenza del 2013 che ha affermato che tutti i diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione si trovano in rapporto di integrazione reciproca e non è possibile individuare uno di essi che abbia la prevalenza assoluta sugli altri.

I cinque motivi presentati nel ricorso della Regione sono stati quindi pienamente accolti da parte del Consiglio di Stato.





“È stata pienamente riconosciuta la regolarità della procedura amministrativa avviata dalla Regione e la bontà del progetto – ha sottolineato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – Il Consiglio di Stato ha riconosciuto anche la legittimità di tutto il percorso che avevamo intrapreso. Finalmente per Ovindoli si apre una pagina nuova. La gara era già stata effettuata utilizzando un finanziamento di 6 milioni di euro legato ai fondi FSC della vecchia programmazione, quindi, non appena la stagione lo renderà possibile, i lavori potranno iniziare e il cantiere sarà aperto. Ringrazio gli uffici della nostra Avvocatura, e il suo dirigente Stefania Valeri, che hanno saputo delineare il giusto percorso per far valere la legittimità del nostro operato e ribaltare la sentenza di primo grado”.

ANGELOSANTE: “IL CONSIGLIO DI STATO CI HA DATO RAGIONE “

“Il Consiglio di Stato ha sentenziato: il comune di Ovindoli avrà i nuovi impianti da sci, a dimostrazione del fatto che l’iter intrapreso dalla precedente Amministrazione di cui ero Primo cittadino aveva intrapreso la strada giusta.  A tal riguardo, esprimo la mia soddisfazione e incommensurabile e doppia: da ex sindaco e da consigliere regionale, visto che il ricorso è stato presentato sia dal Comune di Ovindoli sia dalla Regione Abruzzo “.

Argomenta con queste parole Simone Angelosante, capogruppo di Valore è Abruzzo federato con il gruppo consiliare di Forza Italia in Consiglio regionale.

“Lo dichiarai alla stampa in data 17 luglio 2021 che era una battaglia persa  quella  di opporsi alla realizzazione dei nuovi impianti – incalza Angelosante – Nessuno ama la montagna più di chi ci abita, quindi, ero certo di non arrecare danni ma solo benefici. ‘  la Trinità se canta alle revenì ‘, detto marsicano che suggerisce di cantare tornando dalla Trinità (santuario posto in montagna), il tempo è stato galantuomo e ha confermato il nostro buon operato “, conclude il capogruppo.

LIRIS: “SENTENZA STORICA, ORA NUOVA STAGIONE DI SVILUPPO”

“Per Ovindoli e l’intero Altopiano delle Rocche si apre una pagina nuova che sicuramente significherà maggior sviluppo per uno dei più importanti bacini sciistici d’Abruzzo, considerando che la gara era già stata effettuata utilizzando 6 milioni di euro e quindi i lavori potranno partire già nei prossimi mesi. Ora dobbiamo concentrare tutte le nostre attenzioni per il finanziamento degli ulteriori lotti”.

Lo afferma il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, eletto in Abruzzo: “Un pronunciamento che infonde grande speranza nell’ambito dell’atavico dibattito, attorno al quale la nostra regione da troppo tempo si arrovella, tra sviluppo e conservazione, come se il primo compromettesse a tutti i costi la seconda”, osserva Liris.

“Emblematico il passaggio della sentenza in cui si afferma che ‘laddove si parta dal presupposto che qualsiasi attività che presenti controindicazioni rispetto alla significativa permanenza della vipera oggetto di tutela debba essere vietata, sarebbe necessario vietare anche il pascolo di animali’, che una volta per tutte stabilisce il principio per il quale la presenza dell’uomo e la sua sopravvivenza, sarebbe il caso di dire considerando che quotidianamente siamo chiamati a ragionare su politiche che combattano lo spopolamento, non può essere annichilita da integralismi ambientalisti oramai desueti”, dice a chiare note il senatore.





“La sentenza si commenta da sé, e mai parole furono più azzeccate, anche quando ribadisce come sia ‘necessario contemperare le esigenze di carattere ambientali con altri interessi parimenti meritevoli di tutela tenendo conto nel caso in esame che il Piano Paesistico Regionale, la cui concreta articolazione è il Pst Bacini Sciistici, ha previsto la realizzazione di nuove piste’. In buona sostanza”, rileva Liris, “è ora di mutare l’approccio verso lo sviluppo di aree che troppo a lungo hanno pagato lo scotto di conservatorismi che non hanno portato benefici alla comunità”.

“Infine”, conclude il senatore, “voglio rivolgere un plauso all’Avvocatura regionale e agli uffici della Regione il cui lavoro è stato riconosciuto come pienamente regolare dai giudici amministrativi, dal momento che il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’intera procedura amministrativa seguita per autorizzare l’intervento”.

AMBIENTALISTI: “BIODIVERSITA’ SACRIFICABILE IN PIENA CRISI CLIMATICA”

Le associazioni ambientaliste Salviamo l’Orso, Soa, Lega italiana protezione uccelli, Mountain Wilderness scrivono: “Il passaggio del consiglio di Stato sul ‘bilanciamento’ della tutela dei diritti costituzionali è veramente sconfortante – sottolineano in una nota -, soprattutto quando questo ‘bilanciamento’ vede guarda caso sempre soccombere la tutela del paesaggio e della biodiversità. Questo nonostante il nuovo Art.9 della Costituzione includa oggi tra i principi fondamentali della Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. L’art.41 della Carta stabilisce che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno all’ambiente”.

“Tutto ciò – rimarcano – avviene in piena epoca di crisi climatica, compreso impatto sullo sci, e con grandi chiacchiere sulla necessità di salvaguardare un Pianeta ormai ridotto ai minimi termini. Neanche l’intervento dei Carabinieri Forestali sulla carenza degli studi è stato ritenuto sufficiente a fermare il progetto”.

“Riteniamo surreale – aggiungono – il passaggio della sentenza in cui i giudici, ribaltando quanto stabilito dal TAR circa la necessità che l’apparato pubblico decida sui progetti avendo le adeguate competenze tecniche, affermano che un geometra di un comune può ben valutare i dati tecnici prodotti da biologi ecc. rilasciando la prescritta Valutazione di Incidenza Ambientale”.

“Se si segue la stessa ‘logica’ – osservano -, a questo punto negli uffici del Genio Civile possiamo far valutare i progetti dei ponti in cemento armato proposti da ingegneri direttamente a biologi e naturalisti….Oppure al Comitato VIA della regione perché avere dei geologi per valutare i progetti sul rischio alluvione? E così via”.

“Ovviamente non possiamo che prendere atto della sentenza sfavorevole che permetterà presto di sbancare con milioni di euro di fondi pubblici oltre dieci ettari di preziosi habitat in cui vivono specie sulla carta tutelate che presto verranno spazzate via. Però nella Costituzione ci potremo fregiare di belle parole da ricordare in convegni e comunicati stampa”, concludono gli ambientalisti.

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