CONSIGLIO REGIONALE ABRUZZO: D'INCECCO E MARCOVECCHIO CONTENDONO AL FAVORITO DI MATTEO IL POSTO DI QUARESIMALE NOMINATO IL 26 OTTOBRE ASSESSORE. IN AULA MODIFICA LEGGE 18 PER CONSENTIRE CONTINUITA' NEL RUOLO E CONFERMA E RETRIBUZIONE SEGRETERIA E STAFF

NUOVO CAPOGRUPPO, LEGA DIVISA, TRE IN LIZZA. NORMA AD HOC PER PAGARE COLLABORATORI

di Filippo Tronca

23 Novembre 2020 07:26

L’AQUILA – Lega spaccata in consiglio regionale sulla nomina del nuovo capogruppo. E’ corsa a tre sulla conquista dell’ambito posto da capogruppo lasciato libero da Pietro Quaresimale, nominato il 26 ottobre scorso assessore al Lavoro Istruzione e Sociale, a seguito della mini crisi di maggioranza e conseguente rimpasto dopo le polemiche divampate in regione dopo la sconfitta elettorale a Chieti ed Avezzano, dove correvano due candidati leghisti in un centrodestra non coeso: in lizza Emiliano Di Matteo, come Quaresimale (8.838 voti) super votato con 8.477 preferenze nel collegio della provincia di Teramo, la cui nomina era stata data per certa vista anche la stessa appartenenza territoriale, ma poi nel corso della settimane sono emerse le candidature, autorevoli, di Manuele Marcovecchio, l’ex sindaco di Cupello, 4.305 preferenze in provincia di Chieti, ma soprattutto di Vincenzo D’Incecco, 6.600 voti, anche capogruppo dei salviniani al comune di Pescara, uomo molto apprezzato dal coordinatore regionale, il deputato salviniano Luigi D’Eramo.

Ma il ritardo nella nomina di capo del gruppo di gran lunga più numeroso dell’Assemblea (10 consiglieri sui 17 della maggioranza di centrodestra e sui 31 complessivi) sta procurando problemi in seno al gruppo: alla luce della vacatio nell’ultimo consiglio regionale di martedì scorso, per consentire continuità nel ruolo con l’attribuzione di funzioni di responsabile legale e quindi di firma al vice capogruppo, in particolare nella conferma dei contatti e nella retribuzione dei collaboratori della segreteria, è stata approvata una piccola ma essenziale modifica legislativa alla legge 18 del 2001, che regola il funzionamento del consiglio. Un provvedimento studiato per colmare questa vacatio, dando facoltà al vice capogruppo vicaria, Sabrina Bocchino, che è anche componenente dell’Ufficio di presidenza, di firmare i mandati di pagamento e per la gestione del gruppo.

Una norma ad hoc, presentata dalla stessa Bocchino e dal consigliere Fabrizio Montepara, che viene letto come una pezza messa ad un conflitto interno all’azionista di maggioranza della coalizione guidata da Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che ha innescato una mini crisi dopo la sconfitta alle amministrative, chiedendo e ottenendo  la cacciata dalla giunta di Mauro Febbo, assessore forzista alle Attività produttive, Turismo e Cultura, “reo” di non aver sostenuto il candidato del centrodestra, il salviniano Fabrizio Di Stefano, ma una lista civica bipartisan. Poi sostituto dal suo fedelissimo, Daniele D’Amario, già capogruppo Fi, che è entrato al posto dell’esterno salviniano Piero Fioretti, tornato a casa, mentre Quaresimale ha preso il posto di Febbo con le deleghe di Fioretti.

Ma da fonti della Lega però si apprende anche che in realtà l’unica ragione che finora determinato i ritardi nella nomina del nuovo capogruppo, è stata la necessità di attendere l’ingresso ufficiale in consiglio  regionale, avvenuto solo nella seduta di martedì scorso, della sostituta di Quaresimale, Simona Cardinali, già consigliere comunale di Città Sant’Angelo, prima dei non eletti in provincia di Teramo: senza di lei non è stato possibile riunire il gruppo che deve nominare il nuovo capogruppo.




Intanto però resta l’emendamento la modifica della legge 18.

All’articolo 8, in materia di funzionamento dei gruppi consiliari, il testo vigente così recitava: “L’assegnazione alle segreterie è temporanea, decade contestualmente alla cessazione dall’incarico del proponente, salvo conferma del subentrante, e può essere revocata su iniziativa dello stesso. L’assegnazione alle segreterie dei gruppi cessa comunque in caso di loro scioglimento e con la scadenza ordinaria o anticipata della legislatura”.

Il passaggio “salvo conferma del subentrante può essere revocata su iniziativa dello stesso”, è stato con l’emendamento Bocchino e Montepara sostituto con “salvo conferma del vice capogruppo vicario e può essere revocata su iniziativa del subentrante, previa fruizione delle ferie spettanti ai dipendenti”. In questo modo si evita la decadenza dei collaboratori, e la loro eventuale riconferma da parte del nuovo capogruppo, a poter garantire la continuità dello status quo sarà infatti la vice capogruppo, ovvero in questo caso, la stessa Bocchino.

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