NUOVO CASO COVID ALLA SEVEL DI ATESSA:RIFONDAZIONE COMUNISTA, “SI PARLA POCO DEI CONTAGI NEI LUOGHI DI LAVORO”

23 Ottobre 2020 17:01

ATESSA – “Apprendiamo che alla Sevel di Atessa alla V2 sigillatura un lavoratore è risultato positivo al tampone e che stamattina è stata effettuata la sanificazione dell’area interessata. È il secondo caso in Sevel in pochi giorni dopo quello che ha riguardato un operaio del montaggio. Sui media si parla sempre di bar, movide e ristoranti mentre si dimentica che milioni di persone ogni giorno vanno a lavorare. Su questo piano Regioni e governo non hanno fatto quasi nulla lasciando alle imprese la compilazione di moduli in cui attestano di essere in regola con i protocolli. Nelle grandi imprese c’è almeno una presenza e un controllo sindacale ma non ovunque è così date le caratteristiche della nostra economia”.

Lo scrivono in una nota Maurizio Acerbo e Marco Fars, rispettivamente segretario nazionale e segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

“Si continua a negare e oscurare il fatto che il virus si diffonde principalmente in ambiente lavorativo e sui mezzi di trasporto utilizzati per recarvisi e da lì poi arriva e si trasmette in ambiente familiare. Eppure non sono state attivate misure di vigilanza e di sorveglianza sanitaria per verificare che nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di precauzione limitandosi a mandare alle aziende dei questionari a cui rispondono le stesse imprese. Nulla è stato fatto per potenziare i servizi di medicina del lavoro delle Asl e aumentare il numero delle ispezioni. E nulla si è fatto per potenziare i servizi del trasporto pubblico”, dicono.




“Una latitanza istituzionale che coinvolge le Regioni e il governo. Il ministro Speranza si è ben guardato dall’inviare ispettori centrali a verificare la situazione negli ambienti di lavoro più a rischio”.

“Nessuna azione concreta è stata fatta per aiutare piccole e piccolissime imprese ed artigiani ad adeguarsi ai criteri di sicurezza. Ancora peggio va al vasto mondo dei precari e delle partite iva su cui viene scaricato totalmente a livello individuale il proteggersi dal covid. Sostenere le imprese non significa regalare soldi a pioggia ai big dell’economia ma è evidente che servono misure mirate per i settori più colpiti. Proteggere lavoratrici e lavoratori, salariati e autonomi, significa garantire reddito e salute”, concludono Acerbo e Fars.

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