L’AQUILA – “Il tentativo del consigliere regionale del centrosinistra, Luciano D’Amico, di derubricare quanto accaduto durante l’occupazione della Sala Spagnoli del Consiglio regionale d’Abruzzo a semplice manifestazione pacifica è quanto meno paradossale. Non ho mai visto una manifestazione pacifica in cui si debba forzare un ingresso, spintonare il personale della sicurezza e impedire fisicamente lo svolgimento di una seduta del Consiglio”.

E’ quanto afferma in una nota il segretario regionale di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi, senatore, dopo l’occupazione del consiglio comunale da parte dell’opposizione e dei sindacati nella seduta che ha approvato l’aumento dell’addizionale Irpef per far fronte al debito della sanità.

Il capogruppo dell’alleanza Patto per l’Abruzzo, il professor d’Amico, aveva con una lettera aperta sul quotidiano Il Centro, ribattuto al presidente Marco Marsilio, di Fdi, che minacciava denunce, assumendosi con orgoglio la paternità della decisione, anche per riaffermare la sua leadership, più volte messa in discussione nella stessa opposizione, per le prese di posizione oltranziste sulle “leggi mancia”, o non condivise, sulla Asl unica e il collegio unico elettorale, in questo caso d’accordo con Marsilio.

Aveva detto D’Amico: “Presidente Marsilio, non perdere tempo a visionare i filmati per denunciare i cittadini abruzzesi che hanno manifestato in Consiglio regionale, ma denuncia me. La responsabilità è solo mia, perché in qualità di coordinatore dei Consiglieri del Patto per l’Abruzzo, sono stato io a invitare le Abruzzesi e gli Abruzzesi presenti all’Emiciclo ad entrare nell’Aula consiliare nella parte riservata al pubblico: il Consiglio regionale è casa loro, non dimentichiamolo”.

E Marsilio, sempre con una lettera aperta al quotidiano il Centro ha oggi ribattuto, “Professor Luciano D’Amico, ma che fa? Dopo aver tentato di provocare lo scontro fisico in Aula consiliare, magari per recitare la parte della vittima, ora vuole fare l’eroe “assumendosi tutta la responsabilità” dell’accaduto? Farebbe bene a prendersela per davvero, la responsabilità dell’accaduto, non a chiacchiere, perché quanto accaduto è gravissimo e inaudito. Mai nessuno prima aveva tentato di impedire lo svolgimento di una seduta”.

Commenta dunque ulteriormente Sigismondi: “È evidente che il consigliere D’Amico abbia una nozione di “manifestazione pacifica” piuttosto confusa. Gli accadimenti di giovedì scorso non costituiscono atti di dissenso civile ma dimostrano il pretestuoso tentativo delle sinistre di creare uno scontro e purtroppo non solo sul piano politico. Un episodio di tale gravità va condannato senza esitazioni e non giustificato né tanto meno minimizzato. Le istituzioni sono presidio della democrazia e, in quanto tali, vanno rispettate, non violate. Se a guidare simile blitz fosse stato il presidente Marco Marsilio o un altro esponente del centrodestra, non ho dubbi che le opposizioni avrebbero immediatamente gridato allo scandolo, invocando la violazione della democrazia.
Oggi D’Amico ritiene di assumere pubblicamente ogni responsabilità per quanto accaduto.
So bene che non è stato l’unico regista di quella giornata ma se davvero intende rivendicare questo ruolo, allora deve anche assumerne fino in fondo le responsabilità”.

“C’è infatti una evidente incompatibilità, sul piano politico- istituzionale, tra essere Consigliere regionale e, contestualmente, farsi promotore di azioni che impediscono di fatto il regolare funzionamento del Consiglio -aggiunge Sigismondi -. E questa incompatibilità, a mio avviso, non può che essere rimossa con le dimissioni. Se in questi giorni c’è stato per davvero un tentativo di utilizzare armi di distrazione di massa, questo è stato con la manifestazione inscenata in Consiglio regionale dalle opposizioni, un pretesto per evitare il confronto su un tema importante come quello della sanità. Il centrosinistra ha evidentemente preferito mettere in campo una protesta per disertare il Consiglio regionale, evitando così di avanzare le proprie proposte”.

“Tutto questo non mi sorprende. Del resto, di progetti per l’Abruzzo, soprattutto in tema di sanità, il centrosinistra non ne ha e non ne ha mai avuti. Basti ricordare come ha inteso amministrare questo settore ogni qual volta ha avuto responsabilità di governo per la nostra regione”, conclude Sigismondi.