OGGI ULTIMO CONSIGLIO REGIONALE: TEMI INCANDESCENTI DIFENSORE CIVICO E RISERVA BORSACCHIO

30 Gennaio 2024 09:09

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – Si celebrerà oggi all’emiciclo all’Aquila l’ultimo consiglio regionale della legislatura di centrodestra di Marco Marsilio, e poi sarà solo campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del 10 marzo.

Punto caldo della seduta che inizierà alle 11, sarà la nomina del difensore civico, e la riperimetrazione della riserva del Borsacchio, con una manifestazione che assedierà il palazzo. Infine la nomina, rinviata per mesi, di due componenti regionali in seno alla corte dei conti. Posto da un milione di euro in cinque anni.

Quella del difensore civico è un passaggio molto delicato per il centrodestra, dopo che la nomina è saltata il 27 dicembre, con la Lega che ha provato a far eleggere  l’avvocato di Montesilvano Anthony Aliano, ex assessore, con un accordo anche con le opposizioni, al posto del più gradito a Fdi e Fi avvocato Umberto Di Primio, ex sindaco di Chieti. Ma alla fine tra le fila del Carroccio sono venuti meno i voti a Fabrizio Montepara, presidente della prima commissione Bilancio, e Federica Rompicapo, più un esponente delle opposizioni. E questo perché, hanno accusato quelli della Lega, il presidente Marco Marsilio avrebbe minacciato di togliere le deleghe al loro assessore al Sociale e Lavoro, Pietro Quaresimale, e all’assessore, ex leghista, ora in Fdi, Nicola Campitelli,  con la conseguenza che sia Rompicapo che Montepara, sarebbero dovuti tornare a casa, in quanto “surrogati”, ovvero sostituti degli assessori che hanno lasciato il posto libero in consiglio per andare in giunta, entrati come primi dei non eletti.





C’è poi il tema incandescente della riserva del Borsacchio, che nella seduta notturna del 29 dicembre, con un emendamento della maggioranza, è stata ridotta 98%  portandola dagli originari 1.100 ettari ai 24 previsti.  Alle 11.30, a questo proposito, si riunirà la conferenza dei capigruppo nel corso della quale sarà ascoltato il sindaco di Roseto Mario Nugnes. Le opposizioni sono pronte invece a dare battaglia in aula, per far cancellare la norma, mentre fuori ci sarà un sit-in per chiedere un incontro a Marsilio e al presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri. Ad oggi sono oltre 250 le associazioni ambientaliste, i comitati locali, i sindacati, le associazioni di categoria e le forze politiche che hanno aderito alla campagna contro il taglio della Riserva e più di 17.000 cittadini hanno firmato la petizione lanciata dalle associazioni.

Ieri in conferenza stampa, Ieri mattina, Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia, il presidente della Commissione agricoltura Emiliano Di Matteo, il presidente dell’associazione Agricoltori proprietari e residenti della zona Borsacchio, Nino Tulli, di Berardo Giosa Savini, presidente di Confagricoltura Teramo, hanno ribadito “che non c’è stata nessuna cancellazione di riserva ma il ripristino della riserva allo stato originale. Abbiamo quindi espunto tutto ciò che non è tutela della biodiversità”, hanno assicurato che  “non c’è alcuna ipotesi di cementificazione sul territorio e sulla riserva, in quanto ci sono vincoli paesaggistici della Regione Abruzzo ma soprattutto è il comune di Roseto che è titolato al rilascio delle autorizzazioni edilizie”.

Ma hanno aperto ad una ipotesi di revisione ulteriore dei confini della riserva: “sin dall’inizio abbiamo detto che, poiché ci sono dei manufatti e una vegetazione che meritano particolari attenzioni, abbiamo elaborato, sentiti gli agricoltori, i residenti e i titolari di attività, un ampliamento della riserva nella prima fascia collinare. Su questo, da subito si può iniziare un confronto istituzionale tra Regione, Provincia, Comune, associazioni e altri portatori di interesse, per arrivare a una diversa perimetrazione rispetto alla attuale, di 24,7 ettari”. Ovvero arrivare ad almeno 200 ettari  includendo emergenze ambientali come i calanchi e l’ulivo monumentale. Per il sindaco Nugnes invece l’emendamento va semplicemente ritirato, perché il drastico taglio è da considerarsi un abuso di potere, deciso senza nessuna concertazione e studio preliminare, dunque anche potenzialmente illegittimo, e chiede piuttosto a gran voce che la Regione approvi finalmente il Pan, il Piano di assetto naturalistico, che tra le altre cose renderebbe meno severi i vincoli nella fascia collinare e antropizzata, a tutela anche degli agricoltori e proprietari che hanno sostenuto con forza il taglio dell’area protetta.

Altre norme all’ordine del giorno sono le  “modifiche alle leggi regionali n. 31/2006, n. 41/2012, n. 20/2023, n. 22/2023 e alla legge di stabilità regionale 2024” e “Interventi di sostegno alle città murate e alle fortificazioni della Regione Abruzzo”, e la designazione dei componenti della Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti.





Nel corso della seduta saranno esaminate anche due risoluzioni:  “Campagna di monitoraggio a mezzo di riscontro diagnostico nei casi di morte improvvisa verificatisi in territorio regionale” e “Ulteriori misure urgenti per contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni di montagna ricadenti nei parchi abruzzesi”.

Il Consiglio regionale sarà preceduto, alle ore 10, dalla Commissione Bilancio chiamata a esprimere il parere sulle proposte emendative presentate ai progetti di legge che andranno in Aula.

 

 

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