OMICIDIO TORINO DI SANGRO: MARITO VITTIMA ”E’ PROVATO”, LEGALE, ”VALUTO PERIZIA PSICHIATRICA”

30 Novembre 2019 14:51

LANCIANO – Confuso, “molto provato, parla della moglie in terza persona come se fosse ancora viva. L'ospedale di Lanciano gli ha prescritto farmaci tranquillanti dopo le prime cure”. 

Così l'avvocato Alberto Paone, del Foro di Lanciano, descrive il suo assistito Domenico Giannichi, 67 anni, che ha incontrato nel carcere di Vasto dove è rinchiuso, in isolamento, con l'accusa di aver ucciso ieri mattina la moglie, Luisa Ciarelli, 65enne, poco distante dalla loro casa a Torino di Sangro (Chieti). 

Reo confesso, l'indagato ha ammesso di aver avuto una lite con la consorte.




“Giannichi non è in sé al cento per cento – aggiunge l'avvocato Paone – Sto valutando la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica”. 

“E' sempre stato un uomo tranquillo, serio, preciso e stimato, ma negli ultimi tempi presentava situazioni psicologiche accresciute dopo un intervento chirurgico cui è stato sottoposto per una patologia molto seria. Ha cominciato ad avere molte paure, si vedeva che non era pienamente in sé. Quanto all'eventuale richiesta di rito abbreviato, anche questo è tutto da valutare. Non bisogna dimenticare che i coniugi hanno avuto una colluttazione. Giannichi è stato refertato per varie ecchimosi e lesioni, anche agli occhi; non è andato lì con l'idea di picchiare e uccidere la moglie, ma è stata una lite degenerata”.

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