ONERI PREVIDENZIALI NON PAGATI: COMUNE DELL’AQUILA PERDE LA CAUSA CON L’EX ASSESSORE CAPRI

di Gianpiero Giancarli

13 Settembre 2023 08:28

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – Si è conclusa con una sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso del Comune dell’Aquila, una singolare vertenza di lavoro tra l’ente e l’avvocato Maurizio Capri, ex assessore municipale ai lavori pubblici. Oggetto della contesa il mancato pagamento di oneri previdenziali  per 6mila euro a Capri in quanto libero professionista, (già presidente dell’Ordine degli avvocati e ora nel direttivo forense) somma che ora l’ente dovrà forzatamente erogare.

Una causa fotocopia è stata intentata anche dall’avvocato Carlo Benedetti , ex presidente del consiglio comunale, che ha vinto nei due precedenti giudizi ma non ancora in Cassazione. Il verdetto è in arrivo.





I giudici, confermando i giudizi precedenti, hanno condannato l’ente a erogare oneri previdenziali, assicurativi e assistenziali a favore di Capri che erano stati negati dall’amministrazione per le funzioni che svolgeva, in quanto libero professionista. Per contro questi erano  concessi ai lavoratori dipendenti come il sindaco e gli assessori della vecchia giunta di centrosinistra.

Tutto poggia sulla applicazione di una norma interna per la quale Capri per fare politica attiva e avere i pagamenti assistenziali, avrebbe dovuto sospendere l’attività forense con la cancellazione dalla cassa previdenziale.

Secondo i giudici di appello ciò avrebbe creato una disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti e autonomi. Questo contrasta con l’articolo 51 della Costituzione per il quale “tutti i cittadini possono accedere alle cariche elettive in condizione di uguaglianza”.





“La sospensione integrale dell’attività lavorativa”, scrive la Cassazione, nella motivazione “avrebbe riflessi fortemente negativi per il futuro rendendo difficoltosa la ripresa. D’altro canto lo svolgimento di un mandato impegnativo inevitabilmente interferisce sulla attività di lavoro con ripercussioni prevedibili sul reddito e sulla capacità contributiva del professionista”.

Il Comune è stato condannato a pagare le spese legali per 3500 euro. Capri e lo stesso Benedetti,  affermarono, quando le cause furono avviate, di voler destinare quanto eventualmente incassato, in opere pie.

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