ONOREVOLI D’ABRUZZO ASPIRANTI SOTTOSEGRETARI, E’ CORSA PER ENTRARE NEL GOVERNO DRAGHI

GIOCANO LE LORO CARTE IL DEM D'ALFONSO, I PENTASTELLATI VACCA E CASTALDI, I FORZISTI PAGANO E MARTINO, IL LEGHISTA D'ERAMO

13 Febbraio 2021 08:45

Italia: Abruzzo

L’AQUILA – Di onorevoli abruzzesi che potessero ambire a fare il ministro, non ce ne erano, e questo lo li sapeva dall’inizio. Ad ogni buon conto resta aperta anche la partita per 23 postazioni da sottosegretario, dove le chance sono decisamente più alte.

Per chi ambisce allo scatto di carriera sono dunque ore decisive, di febbrili telefonate, messaggini e conciliaboli in presenza, dopo che ieri il presidente incaricato Mario Draghi è salito al Quirinale per sciogliere la riserva, e ha sottoposto la lista dei ministri al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha firmato i relativi decreti di nomina. Il giuramento è previsto per oggi a mezzogiorno.

La compagine di governo dell’ex presidente della Banca centrale europea che è uscita fuori è lungi dall’essere il battaglione di super tecnici ed optimates arrivati da Marte per commissariare una intera classe politica incapace di garantire una guida stabile al Paese nel suo momento più difficile dal dopoguerra, ma come in fondo era inevitabile è stata composta con il vecchio metodo da prima Repubblica del manuale Cencelli, distribuendo le poltrone in base al peso in parlamento di ciascun partito, e financo di ciascuna corrente, con il risultato che i ministri politici saranno 15, quelli tecnici 8.

Va chiusa ora la partita dei sottosegretari, con 23 postazioni in palio, visto che l’unica nomina è stata finora quella di Roberto Garofoli, il super magistrato già capo gabinetto del Mef, nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Draghi.

Tra i papabili abruzzesi uno su tutti: il senatore del Partito democratico Luciano d’Alfonso, ex sindaco di Pescara, ex presidente della Regione Abruzzo, ora presidente della commissione Tesoro e Finanze.

Proprio in virtù dell’incarico attualmente ricoperto le sue quotazioni sono particolarmente salite, e questo si aggiunge alla sua dorotea capacità di mantenere buoni rapporti con tutte le anime, correnti e big del partito. Va poi ricordato che D’Alfonso aveva sfiorato l’obiettivo del sottosegretariato alle Infrastrutture, suo ambito di competenza prediletto, già nel settembre 2019, con la composizione del secondo governo di Giuseppe Conte.

Grandi manovre anche nel Movimento 5 stelle abruzzese, dove scalpitano il deputato Gianluca Vacca, che nel primo governo Conte è stato sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, nonché il deputato Gianluca Castaldi, sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento uscente.

Dalla loro Vacca e Castaldi hanno anche l’essere stati tra i primi e più convinti sostenitori della necessità di appoggiare il governo Draghi, scelta che ha lacerato i pentastellati, se non a livello parlamentare, dove sono una minoranza i dissidenti rispetto alla linea dettata da Beppe Grillo e i maggiorenti del partito, sicuramente a livello della base, come ha plasticamente confermato la vittoria non certo plebiscitaria, il 59% dei Sì contro il 41% dei No, nella consultazione on-line nella piattaforma Rousseau.

L’allargamento del perimetro della nuova maggioranza anche alle forze di centrodestra, finora all’opposizione del Conte due, scatena le ambizioni anche in casa di Forza Italia, che sostiene con convinzione Draghi, e anche nella Lega, seppure più lacerata al suo interno nel dare l’appoggio, a differenza degli alleati di Fratelli d’Italia, al campione dell’europeismo ed ex presidente della Banca centrale.

Tra gli azzurri abruzzesi si è già attivato il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale del partito, che può contare in particolare sull’appoggio del potentissimo vice capogruppo del Senato Licia Ronzulli, a sua volta fedelissima e assistente personale del leader maximo, l’over-ottantenne Silvio Berlusconi. Ronzulli ha fatto parte della delegazione di Fi nella consultazione del 9 febbraio con Draghi.

Sta giocando una partita parallela, seppure a fari spenti, anche il deputato Antonio Martino, imprenditore pescarese, eletto nel marzo 2018 nel collegio aquilano, attivando tutte le relazioni utili alla sua causa e proponendosi come uno degli esponenti della generazione dei quarantenni in un partito che necessita di un rinnovamento generazionale.

Infine la Lega dove ha buone carte da giocarsi per un ruolo da sottosegretario il coordinatore regionale abruzzese del partito il deputato Luigi D’Eramo, facendo valere il suo essere un rappresentante del territorio aquilano che a livello di compagine di governo non ha avuto nessun esponente nel primo e nel secondo governo. Ha inoltre un rapporto di stima e fiducia con il leader Matteo Salvini, anche se a incidere sulle sue quotazioni, comunque alte, potrebbero essere le recenti e scottanti sconfitte elettorali alle amministrative abruzzesi d’autunno, in città di peso come Avezzano e Chieti. (f.t.)

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