ONU: ALLARME INCENDI ESTREMI MA GOVERNI IMPREPARATI

23 Febbraio 2022 19:00

Mondo - Cronaca

ROMA – Il mondo rischia incendi boschivi più frequenti e intensi, alimentati dal cambiamento climatico e dallo sfruttamento del suolo, che si influenzano a vicenda. Non solo le foreste, anche l’Artico e regioni finora mai attaccate dalle fiamme potranno andare a fuoco.

L’Onu stima che gli incendi estremi aumenteranno fino al 14% entro il 2030, del 30% entro la fine del 2050 e del 50% entro la fine del secolo. Ma i governi “non sono preparati” ad affrontare, o meglio prevenire, questi eventi, avverte l’ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) “Spreading like Wildfire: The Rising Threat of Extraordinary Landscape Fires” (Diffondersi a macchia d’olio: la minaccia crescente di incendi straordinari sul territorio), che ha coinvolto oltre 50 ricercatori internazionali.

Quello che serve è “un cambiamento radicale nella spesa pubblica per gli incendi, spostando gli investimenti sulla prevenzione” suggerisce lo studio (redatto assieme al gruppo di comunicazione norvegese Grid-Arendal), pubblicato in vista della Quinta sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (a Nairobi dal 28 febbraio al 2 marzo) in cui i 193 Paesi membri sono chiamati a concordare le politiche per affrontare le sfide ambientali più urgenti del mondo.

La “formula antincendio” dettata dall’Unep indica “due terzi della spesa dedicati a pianificazione e prevenzione e un terzo alla risposta” all’evento. Ora, invece, si spende soprattutto per far fronte al fuoco già scoppiato e meno dell’1% è destinato a evitarlo. La prevenzione passa anche per “un incrocio di dati e sistemi di monitoraggio basati sulla scienza, collabrazione con le comunità locali e una più forte cooperazione regionale e internazionale”.

Il più recente incendio di dimensioni enormi ha distrutto gran parte del parco nazionale Iberà in Argentina ma dall’Australia al Canada, dagli Stati Uniti alla Cina, dall’Europa all’Amazzonia, le fiamme devastano l’ambiente, fauna selvatica e vegetazione in via di estinzione (gli incendi boschivi australiani del 2020 si stima abbiano spazzato via miliardi di animali domestici e selvatici). Sono una minaccia per la vita e la salute delle persone ma anche dannosi per le infrastrutture. Con costi enormi.

Solo negli Stati Uniti, ricorda il rapporto dell’Unep, l’onere economico degli incendi ammonta a 347 miliardi di dollari all’anno. E da proteggere sono anche vigili del fuoco e tutti gli operatori dei servizi di emergenza sempre in prima linea, dice l’Unep. In Italia, dove più di un terzo della superficie, per un totale di 11,4 milioni di ettari, è coperto da boschi, “gli incendi sono cresciuti del 148% nell’ultimo anno rispetto alla media storica e il 2022 è già iniziato con 15 roghi in un inverno siccitoso con una temperatura superiore di 0,55 gradi rispetto alla media lungo la Penisola” secondo un’analisi della Coldiretti su dati Effis.

Nel 2021, ricorda Coldiretti, in Italia “oltre 150mila ettari di territorio sono stati inceneriti da 659 tempeste di fuoco contro una media storica (fra il 2008 e il 2021) di 265 ogni anno”. Ogni rogo, sottolinea infine Coldiretti, “costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese per lo spegnimento, la bonifica e la ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate nell’arco di 15 anni”.

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