ORIENTAMENTO DALLE ELEMENTARI: ABRUZZO TRA PROMOTORI, MA SI ACCENDE DIBATTITO “SCUOLA-POSTIFICIO”

UNDICI REGIONI INOLTRANO PROPOSTA AL MINISTERO. FLC CGIL: "CONTRASTIAMO LOGICA DEL CAPITALE UMANO"

di Azzurra Caldi

18 Novembre 2021 07:52

Italia - Scuola e Università

L’AQUILA – Orientamento precoce fin dalle elementari, introduzione in ogni scuola di un tutor/orientatore, mantenere e rafforzare il ruolo degli Istituti tecnici superiori (Its).

Sono solo alcune delle proposte avanzate dall’Abruzzo ed altre 10 Regioni al Ministero dell’Istruzione, ma contro l’idea della scuola intesa come “postificio”, si è già cominciato a riflettere da tempo.

La scelta degli indirizzi in base alle migliori opportunità del mercato del lavoro, l’istruzione come risposta ad una vita precaria per i giovani sempre più invogliati a perdersi nel labirinto dei numeri e delle graduatorie, abbandonando personali inclinazioni e rimodulando obiettivi e ambizioni in base al rapporto domanda-offerta: è la logica del “capitale umano” quella contestata anche nei giorni scorsi a seguito della pubblicazione dell’ultima edizione del report di Eduscopio.it, il portale della Fondazione Agnelli che si propone di aiutare gli studenti e le loro famiglie nel momento della scelta della scuola dopo la terza media.

In particolare la Flc Cgil ha parlato di uno “strumento pericoloso” perché “sostiene una politica scolastica asservita al mercato e del tutto allineata con i modelli di school choice presenti, con evidenti disastri pedagogici, in altri Paesi”.

Le Regioni, però, continuano a sostenere questo percorso di “formazione”.

Lo hanno fatto anche ieri, in occasione del convegno “La Scuola delle Regioni” al Salone Orientamenti di Genova, l’appuntamento annuale su orientamento, formazione e lavoro promosso da Regione Liguria, che è culminato nell’approvazione della “Carta di Genova”.

Alla luce dell’intenzione del ministro Patrizio Bianchi di presentare in tempi brevi una riforma dell’orientamento, gli assessori di Molise, Piemonte, Liguria, Sardegna, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Veneto, Abruzzo, Lazio e Friuli-Venezia Giulia hanno presentato le rispettive buone pratiche e avanzato proposte ad Antimo Ponticiello, direttore della direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione, al ministero dell’Istruzione.

Dall’incontro, spiega una nota di Orientamenti, “è emersa la necessità di promuovere una cultura diffusa dell’orientamento scolastico precoce, in un percorso che accompagni gli alunni dalle elementari alle superiori mettendoli così in grado di compiere scelte consapevoli, senza dimenticare il coinvolgimento delle famiglie e la formazione dei docenti. Un processo strettamente integrato con il territorio che risponda ad esigenze specifiche del mercato del lavoro locale”.

“Si tratta – ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – di un evento benchmark per il Paese, un salone che rappresenta un atto di coraggio ragionato, soprattutto in un momento come questo. A dimostrazione che il Covid fa paura, ma grazie al vaccino si può
tornare a vivere. Non dimentichiamo – ha aggiunto – che il nostro è un Paese che ha un tasso di disoccupazione alto e che ha una carenza di manodopera in molti settori, pertanto orientare è molto importante”.

Ma la Flc Cgil, già in occasione della classifica di Eduscopio, ha contestato sia la possibilità di determinare i percorsi scolastici degli alunni “attraverso una visione classista delle istituzioni scolastiche, secondo la quale alcune sono indicate per la prosecuzione degli studi universitari ed altre invece per l’orientamento al mondo del lavoro”, sia “la rappresentazione gerarchizzata delle scuole”.

E ancora: “La riduzione delle pratiche scolastiche e dell’enorme lavoro svolto dal personale scolastico in un momento delicato della crescita delle alunne e degli alunni a graduatorie e numeri è svilente e surrettiziamente funzionale a piegare la pedagogia e la didattica ai bisogni del mercato: noi contrastiamo questa logica di ‘capitale umano’ che riduce gli spazi democratici di scelta e propone disastrosi modelli preconfezionati. Inoltre contestiamo l’idea di poter avanzare in questo modo una valutazione delle scuole e degli insegnanti”.

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