ORSO MARSICANO: RIPRODUZIONE ASSISTITA, AL VIA PROGETTO PARCO GRAN SASSO-UNIVERSITA’ LEON

7 Novembre 2023 15:22

Regione - Cronaca

L’AQUILA – Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha approvato una convenzione con diversi partner italiani e stranieri per sviluppare una serie di interventi volti a supportare la formazione e il consolidamento di metapopolazioni di Orso bruno marsicano e la loro diffusione nell’Appennino centrale.

Uno dei partner principali del progetto, l’università di Leon, “fornirà servizi di formazione veterinaria applicata all’orso bruno, in particolare, attraverso il suo gruppo di ricerca ITRA ULE (Tecniche di riproduzione assistita) condividerà il bagaglio di competenze accumulato in oltre venti anni di manipolazione di orsi bruni”.





Obiettivo dell’iniziativa, approvata dal consiglio direttivo lo scorso 18 ottobre, è “promuovere la massima diffusione del popolamento di Orso bruno marsicano lungo la dorsale appenninica preservandone, nel contempo, l’integrità e il prezioso patrimonio genetico di cui è portatrice”.

I partner sono la Società Italiana per la Storia della Fauna “Giuseppe Altobello” di Baranello, Campobasso, la Società Cooperativa COGECSTRE di Penne, l’Università degli Studi di León e l’Università Cattolica di Lille.

L’università francese provvederà – si legge nel documento – alla “supervisione relativa agli aspetti biologici ed ecologici dei progetti, unitamente all’analisi socio-ecosistemica nonché ecologica e biogeografica degli ecosistemi e dei corridoi ecologici relativamente alle aree potenziali e attuali di frequenza dell’orso bruno, ed elaborazione di misure atte a implementare i servizi ecosistemici”.





Sul tema è intervenuta l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa): “Se in Trentino gli orsi sono troppi e alcuni amministratori puntano all’abbattimento, il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga vuole ricorrere alla ‘riproduzione assistita’ per aumentare il numero di orsi marsicani. Ci chiediamo se questo non determinerà poi una densità tale da creare poi problemi di convivenza con le popolazioni locali con eventuali conseguenze sulla pelle degli orsi. Auspichiamo che tale progetto si svolga in maniera oculata e che abbia la priorità di tutelare non solo la specie ma anche i singoli esemplari”.

 

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