OSPEDALE CHIETI: DIETROFRONT REGIONE SU ABBATTIMENTO CORPO C. MARSILIO, “GIUSTA LA REVOCA PROJECT”

28 Maggio 2021 13:31

Pescara: Abruzzo

CHIETI – Ennesimo colpo di scena all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti: non ci sarà l’abbattimento della palazzina “C”, dichiarata pericolante assieme a quella “F” da una perizia del 2012, e da tempo sgomberata.

La Asl ha infatti bloccato il progetto “in attesa di uno più ampio che prevede il consolidamento della struttura”, bocciando il progetto del direttore generale Asl chietina Thomas Schael che voleva abbattere la palazzina e costruirne un’altra nuova vicino all’entrata dell’ospedale. E’ quanto rivela il quotidiano Il Centro.

Determinante anche la contrarietà dei primari dell’ospedale e del rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi.

Anche il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, ha espresso soddisfazione per la decisione, arrivata dopo un vertice in Regione: “La positiva conclusione del confronto sullo sviluppo del Santissima Annunziata di Chieti apre una nuova stagione di rilancio”.

La vicenda si incrocia con quella, tormentatissima, del project financing per l’abbattimento e ricostruzione dell’intero nosocomio, presentato da Nocivelli e Icm Maltauro ora ai ferri corti con la Regione Abruzzo, che con una delibera di giunta nella seduta del 25 gennaio, ha deciso di cassare il project revocando la dichiarazione di pubblica utilità concessa nel luglio 2018 dal precedente esecutivo di centrosinistra guidato da Luciano D’Alfonso, ora senatore dem, con diritto di prelazione delle proponenti all’atto della gara di appalto comunitaria.  La Nocivelli e Icm hanno impugnato la delibera con contestuale richiesta di risarcimento milionario.

L’accordo prevede che le società che vinceranno la gara europea realizzeranno il nuovo ospedale a loro spese, con 118 milioni di euro, con un costo medio di realizzazione al metro quadro pari a 1.500 euro, ritenuto di gran lunga inferiore rispetto agli attuali costi standard per la realizzazione di nuovi presidi ospedalieri, per poi rifarsi dell’investimento mediante versamento di un canone annuale pari a poco più di 12 milioni annui da parte della Regione e con l’affidamento di servizi di gestione, tra cui appunto quello degli impianti meccanici.

Nocivelli e Icm si erano già rivolte al Tar ad inizio settembre scorso, chiedendo il ripristino dei 30 milioni di euro di confinanziamento regionale, parte dei quali erano stati destinati dall’Ente per ripianare passivi nei bilanci della Asl, e di dichiarare illegittima “la perdurante inerzia” della Regione Abruzzo e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, nell’indire la gara pubblica europea.

Marsilio coglie l’occasione per rivendicare la decisione di affondare il project financig.

“Due anni fa – osserva Marsilio – siamo partiti da una realtà dove era difficile far dialogare e conciliare le ragioni dell’Università con quelle degli ‘ospedalieri’, con una Regione che ‘imponeva’ alla Asl – avocando a sé la dichiarazione di pubblica utilità – un Project Financing dispendiosissimo che avrebbe azzerato per decenni la capacità di spesa dell’intera Regione (e non solo della Asl 2), un Tribunale che sentenziava la pericolosità di alcuni fabbricati, per i quali la Protezione Civile nazionale aveva stanziato fondi che ne imponevano la demolizione e il vincolo di inedificabilità successivo”.

E aggiunge: “Abbiamo in questi due anni ricostruito collaborazione e spirito di comunità tra la Asl e l’Ateneo nella gestione del policlinico, respinto un Project Financing inutile se non dannoso, gettato le basi (con la nuova Rete ospedaliera) di una valorizzazione delle sue eccellenze. Quanto alla ‘famigerata’ demolizione del corpo C, è bene chiarire che i fondi per demolirlo vennero richiesti dalla precedente amministrazione, a valere su un bando della Protezione Civile nazionale, che dopo aver selezionato le diverse proposte li ha assegnati imponendo un vincolo molto rigido. I 4,5 milioni disponibili potevano essere utilizzati solo per demolire il fabbricato, vietando di riedificarlo nello stesso sito. Da qui il progetto esecutivo studiato dalla Asl, che non ha potuto fare altro che dare seguito a una Delibera di Giunta Regionale, diretta conseguenza del finanziamento statale”.

La decisione di stoppare il progetto di abbattimento ha avuto il plauso anche del gruppo consiliare della Lega che aveva chiesto in una lettera aperta all’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, esponente proprio della Lega, di sostenere la posizione dei medici.

Il direttore del dipartimento di salute regionale Claudio D’Amario si è detto disponibile a mettere in campo nel giro di poco tempo un progetto alternativo più ampio, anche dal punto di vista delle risorse economiche. La palazzina C verrà riconsolidata dal punto di vista strutturale e probabilmente cambierà destinazione d’uso per far sì che possa ospitare solo uffici e ambulatori. Ma c’è molto di più: si prevede infatti anche la realizzazione di una o più palazzine nuove, da costruire preferibilmente in zone che non compromettano il normale funzionamento dell’ospedale.

“La positiva conclusione del confronto sullo sviluppo del SS. Annunziata di Chieti apre una nuova stagione di rilancio: la riflessione partita dalla vicenda della demolizione del Corpo C ha messo in campo una sinergia e una collaborazione che raramente si era vista all’opera. Ringrazio per questo tutti gli attori in campo: la Asl che ha saputo favorire l’ascolto e il dialogo, l’Ateneo che ha collaborato costruttivamente nella ricerca di soluzioni condivise, l’assessorato e il Dipartimento Salute che hanno individuato le risorse e i percorsi amministrativi per accogliere una migliore e più ampia prospettiva”.

 

 

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