OSPEDALE CHIETI, MACCHINARI MALATI ONCOLOGICI:
“ANCORA NESSUNA TRACCIA DELL’ACCELERATORE”

di Azzurra Caldi

25 Gennaio 2021 08:27

CHIETI – “Gravi problematiche attanagliano ancora il percorso oncologico, con pazienti costretti ad inaccettabili liste d’attesa senza l’acceleratore lineare”.

A tornare a chiedere un intervento immediato sulla procedura d’acquisto per l’acceleratore lineare per l’ospedale di Chieti è l’avvocato Federico Gallucci, presidente dell’Associazione “La Gente d’Abruzzo” dopo che nei giorni scorsi, insieme ad altre associazioni e all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Diego Ferrara, ha scritto alla Direzione generale della Asl per avere notizie sull’iter in quanto, “nonostante la formale richiesta, il dg Thomas Schael non ci ha ancora fornito risposte”.

Una richiesta che arriva qualche giorno dopo la visita del consigliere regionale Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia, al Santissima Annunziata che ha parlato di un grande “fermento e segni evidenti di una progettualità che porterà valore aggiunto all’assistenza offerta, attraverso nuove tecnologie, già acquistate, e lavori di adeguamento e ampliamento. Sono stati già spesi più di 5 milioni di euro per nuovi letti (erano vecchi di almeno trent’anni), Tac, attrezzature radiologiche, ventilatori e pompe infusionali ma il grande salto sarà fatto con l’acquisto del nuovo acceleratore lineare, che entro l’anno sostituirà quello più datato”.

Una visita che per il capogruppo M5S al Consiglio regionale, Sara Marcozzi, è arrivata dopo due anni di silenzio da parte della Giunta di centrodestra: “dal momento che Febbo si erge a garante della struttura, allora dia tempi certi sull’acquisto e l’installazione della Pet-Tac in modo da non costringere pazienti oncologici a fare ancora oggi analisi delicate in un container che, ricordo, costa alla comunità 500mila euro l’anno di affitto. Se pensiamo che un macchinario di ultima generazione costa circa 2 milioni di euro, è facile capire come il mancato investimento ci esponga al rischio di un continuo sperpero di denaro. Oppure ci dica quando sarà utilizzabile l’acceleratore lineare promesso e quando saranno completati gli adeguamenti strutturali su cui si fa propaganda prima ancora che siano conclusi”.




In occasione del sopralluogo, commenta Gallucci, “Febbo ha rilasciato, sempre a proposito delle problematiche che ci stanno a cuore, un comunicato stampa che mi ha lasciato a dir poco sgomento, laddove ha riferito di ‘segni evidenti di progettualità’, ‘di nuove tecnologie già acquistate’ piuttosto che ‘di un grande salto che sarà fatto con l’acquisto entro l’anno del nuovo acceleratore lineare'”.

“Evidentemente, nel mal riuscito tentativo di sostituirsi all’ottimo e stimato assessore alla sanità Nicoletta Verì, Febbo ‘ha perso memoria’ della vicenda relativa all’acquisto dell’acceleratore lineare a servizio del reparto di Radioterapia della Asl di Chieti, il cui iter tecnico per l’ottenimento dei fondi -ottenuti con l’approvazione dell’emendamento al ‘decreto per il mezzogiorno’ chiesto nell’ormai lontano 2017 dai deputati Maria Amato, Ludovico Vico e Stefania Covello, che ha ottenuto 100 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio per l’ammodernamento dei servizi di radiologia oncologica delle regioni del Sud- è da tempo terminato con successo”.

“All’Abruzzo, mi risulta, furono assegnati oltre 6 milioni di euro, per l’acquisto di tre acceleratori, per Chieti, Pescara (che lo ha già acquistato e quindi opera a pieno regime) e l’Aquila e gli oltre 2 milioni già destinati a Chieti sono evidentemente ancora giacenti, dunque è necessario intervenire per un immediato espletamento della gara, finalizzato al reperimento in tempi brevissimi del secondo acceleratore lineare per non costringere pazienti oncologici ad inaccettabili liste d’attesa. Quindi – rimarca Gallucci -, unico e solenne impegno che è doveroso assumere, pubblicamente, da chi ci governa deve essere quello di dirci ‘quando’ (possibilmente non tra mesi ma tra giorni) partirà, finalmente, la proceduta di acquisto. Colgo, infine, l’occasione di rivolgere un plauso alla collega Sara Marcozzi che oggi, come in un recente passato, continua a tenere alta, con dichiarazioni pubbliche frutto di attento scrutinio documentale, l’attenzione su queste delicatissime tematiche”.

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