OSPEDALE CHIETI: UDIENZA TAR DOPO REVOCA PROJECT; NOCIVELLI, IN ABRUZZO DA 10 ANNI

SANTISSIMA ANNUNZIATA INSICURO SISMICAMENTE: GIUDICI AMMINISTRATIVI SI ESPRIMONO OGGI SU RICORSO ICM E SODALIZIO BRESCIANO, RADICATO SUL TERRITORIO REGIONALE, ALL'INDOMANI DELLA DECISIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DI CANCELLARE PUBBLICA UTILITÀ' DEL 2018. CENTRODESTRA DIVISO, RISCHIO RISARCIMENTI MILIONARI 

27 Gennaio 2021 08:02

CHIETI – Sarà una giornata ancora più cruciale quella dell’udienza del Tar chiamata ad esprimersi oggi nel merito del ricorso presentato dalle imprese Icm, del gruppo veneto Maltauro, e A.b.p. Nocivelli di Brescia, che chiedono di dichiarare illegittima “la perdurante inerzia” della Regione Abruzzo e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, nell’indire la gara pubblica europea per la realizzazione del project financing per l’abbattimento e ricostruzione dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, secondo perizie e accertamenti datate 2012 e anni precedenti, insicuro dal punto di vista sismico e statico: questo in almeno due corpi, sgomberati nel 2016, a causa dell’utilizzo di cemento impoverito nella realizzazione di tutta la struttura risalente agli anni Settanta.

E’ accaduto infatti che lunedì sera  la giunta regionale guidata da Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, ha revocato la dichiarazione di pubblica utilità che era stata approvata nel luglio 2018 dalla precedente Giunta di centrosinistra, guidata da Luciano D’Alfonso, ora senatore del Partito democratico, a cui  avrebbe dovuto appunto seguire l’appalto, mai indetto, nel quale le due proponenti avrebbero avuto il diritto di prelazione, nell’ottenimento del progetto di finanza che prevede un nuovo nosocomio con 498 posti letto, realizzato dal privato con un investimento di 119 milioni di euro.  Lo stesso privato, nello schema del project, avrebbe poi incassato per 25 anni un canone di locazione da 12,2 milioni, e avrebbe gestito in proprio alcuni servizi.

Una decisione presa a sorpresa con un documento proposto fuori sacco dall’assessore regionale Nicoletta Verì, della Lega, e discusso senza tanti approfondimenti nella seduta di giunta, tenuta online, secondo quanto si è appreso, adottata con la regia dell’avvocatura regionale, in particolare del dirigente Stefania Valeri, la stessa che nel 2018 faceva parte dello staff voluto da D’Alfonso per sbloccare la storica pratica, e del capo Dipartimento regionale Salute, l’uomo forte della sanità abruzzese Claudio D’Amario, che fin dai mesi precedenti al suo insediamento avrebbe “consigliato” alla Regione di intervenire con fondi pubblici e solo nei due corpi.

Stando a quanto trapelato, la revoca sarebbe legata all’esito della udienza di oggi: la Regione avrebbe pensato a rimuovere il motivo della inerzia denunciato nel ricorso in cui i proponenti hanno chiesto alla Giunta di ripristinare i 30 milioni di cofinanziamento regionale rimossi nei mesi scorsi per coprire un buco di bilancio di 12 milioni di euro nella sanità abruzzese. Per avere la meglio davanti al Tar.

Una azione che ha comunque attivato un altro contenzioso che si aggiunge a quello sul ritardo della gara, già sub iudice, a cui si che fa rischiare in ogni caso alla Regione un salatissimo risarcimento: da quanto si apprende, i legali delle due società sono pronti ad impugnare la delibera di revoca, che al pari dell’inerzia dell’indire la gara, sarebbe illegittima in quanto le due proponenti hanno speso tempo e denaro per realizzare un progetto, avviato nel 2013 dal presidente del centrodestra Gianni Chiodi, che ha ottenuto il via libera dopo un enorme ritardo dalla stessa Regione, che ora non può rimangiarsi tutto senza pagare dazio.

Tenuto conto che in particolare A.b.p. Nocivelli, considerato un colosso in Italia, ha una immagine importante in Abruzzo, dove opera già da un decennio, avendo importanti appalti di gestione e manutenzione dei servizi proprio con la Asl provinciale di Chieti, anche nell’ospedale Santissima Annunziata e in tempi di pandemia, che prevede un’attenzione particolare per il territorio regionale e la sua economia: i 31 addetti che lavorano stabilmente in regione, sono abruzzesi e sottoscritte con imprese locali le 59 convenzioni di fornitura in essere con imprese locali. E che dunque considera la regione altamente strategico e quindi difficilmente mollerà l’osso.

A protestare per la revoca, definita una offesa alla città, il sindaco di Chieti, il dem Diego Ferrara e medico di famiglia, che ha parlato di “offesa alla città”.

Ad esultare invece il più strenuo oppositore del project, il capogruppo di Forza Italia ed ex assessore Mauro Febbo, chietino, che in una nota affermato che il project “appare inidoneo al soddisfacimento dell’interesse pubblico e non coerente con la normativa vigente circa l’utilizzazione di una modalità di finanziamento e contribuzione pubblica”, mancando per di più la “verifica di convenienza a ricorrere alla finanza di progetto rispetto ad una ordinaria procedura di appalto con richiesta di finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti e gara pubblica con progettazione esecutiva”.

In realtà però il centrodestra sulla vicenda non è affatto compatto. Tanto che l’assessore al Bilancio e personale Guido Liris, di Fratelli d’Italia, in sede di approvazione della delibera non avrebbe partecipato alla votazione, mentre il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, della Lega, era assente.

Una diversità di vedute che del resto era emersa in una riunione tenuta il 18 gennaio dopo l’audizione in quinta commissione dell’assessore Verì, sul riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19, e nella quale le forze di maggioranza hanno affrontato anche la “bomba” project, e da quanto si apprende si è registrata una spaccatura tra il fronte favorevole o almeno possibilista, finora silente, e quello contrario, capitanato da Febbo, che da sempre ritiene sufficiente procedere ad interventi strutturali sull’esistente, attraverso la demolizione e la ricostruzione delle sole sulle palazzine C e F. Che stando alle perizie non garantirebbe l’anti-sismicità essendo collegate le altre palazzine.

A contraddirlo però chi ha ritenuto in maggioranza pericolosa e inopportuna l’inerzia della Regione nel chiudere la partita, con ripercussioni dal punto di vista pecuniario e legale, sostenendo che arrivati a questo punto la soluzione più ragionevole sarebbe stata quella di sbloccare l’iter del project, bypassando il contenzioso.

Resta il fatto che l’iter del project è stato avviato nel 2013 proprio alla luce del rischio sismico dei corpi C ed F e dell’obsolescenza e inadeguatezza funzionale dell’intero ospedale. E nulla è stato fatto finora, su una struttura altamente strategica, nonostante gli allarmi lanciati da dossier e perizie a partire dal 2003 con lo studio su strutture pubbliche non adeguate, di Abruzzo Engineering, diventato atto di accusa dopo il terremoto dell’Aquila del 2009. E soprattutto in un accertamento tecnico preventivo datato luglio 2012, di cui  Abruzzoweb ha già riferito,  chiesto dalla Asl provinciale al Tribunale di Chieti, in cui si parla di “calcestruzzo scadente”, tanto da non garantire “livelli di sicurezza minimi” e “l’incolumità delle persone”.




C’è poi chi ha fatto laicamente notare, che con il project non si assisterà affatto allo sbarco in Abruzzo di un “marziano”, a colonizzare la sanità regionale, in riferimento al vero promotore del project, l’A.b.p. Nocivelli, che ha in Italia un centinaio di dipendenti con circa 60 milioni di euro di fatturato.

La società con sede a Castegnato, in provincia di Brescia, opera infatti da oltre 10 anni in Abruzzo, curandosi del servizio di gestione, conduzione e mantenimento degli impianti meccanici, elettrici, elevatori, gas medicali, e manutenzione per conto della Asl negli ospedali di Lanciano, Vasto Ortona e soprattutto in quello di Chieti, in particolare nel reparto di cardiochirurgia.

Ed è questa è del resto una delle ragioni che in Ati con il colosso veneto dell’edilizia sanitaria Maltauro, Nocivelli ha presentato un project financing che una volta andato in porto significherà per l’impresa continuare a fare, su basi nuove, quello che già fa da tempo.

L’A.b.p. Nocivelli spa è nata nel 1963 con il commercio di prodotti petroliferi e lubrificanti, a partire dal 1988 si è specializzata nel settore dei servizi tecnologici,  con la formula del facility management in ambito sanitario, realizzando anche due project financing nel Presidio spedali civili di Brescia.

La sua espansione territoriale ha poi ha avuto proprio in Abruzzo dove conta tra le sedi più importanti e significative dell’intera Italia.

A Chieti c’è infatti la sede principale per l’Abruzzo, con l’ufficio tecnico e amministrativo, il responsabile di commessa, la struttura di supporto. Sempre a Chieti, al Santissima Annunziata opera l’ufficio di call center, mentre a Lanciano ha sede l’ufficio operativo, baricentrico rispetto agli ospedali dove Nocivelli  presta servizi. E ancora dispone di 5 magazzini, a Lanciano, Vasto, Chieti e Ortona e di più piccole dimensioni ad Atessa.

Il personale assunto conta 31 persone, tra cui amministrativi, tecnici ed operativi, tutti abruzzesi o comunque residenti in Abruzzo. Significativo è anche l’indotto: in regione si contano collaborazioni con 6 studi tecnici, 36 imprese qualificate e 45 fornitori di materiali. In totale in Abruzzo sono dunque 59 le convenzioni di fornitura in essere con imprese locali, seconda consistenza in Italia dopo la Lombardia, con 192, seguita dal Piemonte con 49,  e il Lazio con 16 convenzioni.

Entrando più nel dettaglio, il primo appalto vinto da Nocivelli indetto dalla Asl Provinciale di Chieti è diventato operativo a dicembre 2010, riguardante otto ospedali e 75 presidi extraterritoriali in tutta la regione Abruzzo per un totale di circa 400.000 metri quadri di area lorda. Servizi erogati quelli di climatizzazione, elettrico, trasporto verticale ed orizzontale, idrico sanitario,  antincendio e sicurezza.

Nel marzo 2016 Nocivelli ha ottenuto la gestione del corpo M dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti,  nel presidio di cardiochirurgia, garantendo il servizio di conduzione e mantenimento degli impianti meccanici, elettrici, elevatori, gas medicali, mantenimento edile e sgombero neve.

Nel novembre 2019 altra gara vinta per gli ospedali di Chieti, Ortona, Lanciano e Vasto, per i servizi relativi a impianti meccanici, elettrici, elevatori, gas Medicali, mantenimento Edile e sgombero Neve

Nell’ambito di questi appalti, nell’ultimo anno segnato dalla pandemia, Nocivelli ha realizzato gli adeguamenti per il covid hospital di Atessa, i locali per terapia intensiva al corpo M del Santissima Annunziata, opere murarie ed impiantistiche per l’installazione di una tac dedicata,  l’adeguamento dei percorsi separati necessari a gestire l’emergenza covid-19, anche con opere murarie, negli ospedali di Chieti, Vasto e Lanciano. (ft- bs)

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