OSPEDALE L’AQUILA, “I MIEI GENITORI ANZIANI SENZA ASSISTENZA DOPO ORE DI ATTESA”: LA DENUNCIA

2 Dicembre 2021 10:14

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Spiace dover prendere atto del fatto che due anziani da soli in ospedale non vengano considerati e trattati come meritano”.

Lo scrive ad AbruzzoWeb una cittadina aquilana che racconta “una disavventura vissuta dai miei genitori, di cui uno ultraottantenne con alcuni problemi di salute, nel reparto di Radiologia dell’ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila nei giorni scorsi”.

“Mio padre, dopo aver atteso oltre tre ore e mezza per un esame previsto di prima mattina, una volta effettuato è stato lasciato da solo in una stanza, su un lettino, senza alcuna assistenza, con ancora il gel addosso e con tutte le difficoltà per un uomo che fa fatica a deambulare visto che porta il bastone ed ha la schiena curva e che soffre di bronchite cronica asmatica– racconta la donna ad AbruzzoWeb – Una volta entrato, gli è stato chiesto in modo insistente il perché dell’esame. Una dottoressa era restia a farlo. Va precisato  che negli ultimi tempi mio padre ha sofferto di un problema di salute che lo ha portato a fare due visite in pronto soccorso e ad un ricovero di tre giorni nel reparto di Medicina dove tutt’ora è seguito per accertamenti”.

“Dalla cartella clinica in dotazione della dottoressa – prosegue – risultava un controllo simile effettuato su di lui in pronto soccorso, da quanto capito da mio padre, ma non avendo una cartella clinica e non essendo al corrente del fatto che lo stesso esame era stato richiesto tre mesi prima per tutt’altra ragione dalla nostra dottoressa di base, la situazione si è a dir poco complicata”.

“Quando, quasi per caso, i miei genitori mi hanno raccontato l’episodio con una certa rassegnazione, quindi neanche con rabbia – continua –, ho deciso di fare le mie rimostranze prima scrivendo alla Direzione sanitaria, poi recando di persona in reparto, dove, anche con un certo tono, mi è stato comunicato che mio padre ha ricevuto tutta l’assistenza di cui aveva bisogno. Purtroppo, alla fine di tutto questo, non mi è stato concesso neppure di interloquire con i superiori, che non hanno mai risposto al telefono”.

“È la prima volta che mando i miei genitori, per motivi di lavoro, da soli in ospedale, pensando di lasciarli in condizioni normali, ma è evidente che così non è stato e che non possono più andare da soli in ospedale, se questo è ciò che gli può capitare”.

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