OSPEDALE VETERINARIO UNIVERSITA’ TERAMO, ALLA SCOPERTA DI UN’ECCELLENZA ITALIANA

di Ilaria Muccetti

19 Gennaio 2021 02:12

TERAMO – Un’ eccellenza italiana che lavora lontana dai riflettori, “l’ospedale veterinario universitario più bello d’Europa”, come è stato definito, si trova in Abruzzo, a Teramo. Qui, ogni anno,  vengono salvate migliaia di vite grazie ad una preparazione e uno spazio in grado di ospitare e curare piccoli e grandi animali, “dal gatto all’elefante”, passando per i cavalli del Quirinale.

“Avere un ospedale veterinario in facoltà è necessario per acquisire le esperienze e le competenze per un medico veterinario”. Parole piene di orgoglio quelle riferite ad Abruzzoweb dal professore Augusto Carluccio, ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica Veterinaria, nonché preside di facoltà di Medicina Veterinaria e direttore sanitario dell’Ospedale Veterinario Universitario Didattico di Teramo (Ovud).  Pugliese di origini ma abruzzese di adozione, da anni si prodiga nella cura e salvaguardia di tante specie animali anche in via di estinzione, come l’asino di Martina Franca per il quale è stata siglata una Convenzione tra l’università di Teramo e la regione Puglia, accrescendo e valorizzando la struttura ospedaliera di veterinaria a Teramo.

“La nostra facoltà – spiega – ha ottenuto numerosi ed importanti riconoscimenti ed ha arricchito quest’anno la propria offerta formativa con il Corso di laurea magistrale in Scienze delle Produzioni Animali Sostenibili che si aggiunge al Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria ed al Corso di laurea triennale in Tutela e Benessere Animale”.

Ampio 17 mila metri quadrati, come lo stadio di San Siro, costato 9,5 milioni di euro all’università di Teramo che in sei anni lo ha realizzato a proprie spese, l’ospedale vanta cinque sale operatorie, ambulatori per la rianimazione polmonare, ecografi, pompe d’infusione, laboratori, scuderie e banche del sangue.

Grazie ad esso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’università degli studi di Teramo ha ottenuto, nel 2010, l’approvazione da parte dell’EAEVE (European Association of Establishments for Veterinary Education), organismo che certifica strutture di questo genere, in base alle proprie qualità nella didattica e nella ricerca. Tanto che è stato definito dal suo coordinatore Gert Niebauer, “l’ospedale veterinario universitario più bello d’Europa”.

Molteplici le convenzioni con altre facoltà italiane, europee e nel mondo che Carluccio elenca insieme ad una serie di riconoscimenti che la sua facoltà ha avuto negli ultimi anni, tra i quali il secondo posto in Italia fra i dieci dipartimenti ammessi al finanziamento per la ricerca nelle “Scienze agrarie e veterinarie”.

Anche il rettore dell’università di Teramo, Dino Mastrocola parla di “un ospedale d’eccellenza non solo regionale ma anche nazionale ed europeo; un plauso va sicuramente fatto al preside, il dottor Augusto Carluccio per il suo impegno. Non tutte le facoltà hanno ospedali come il nostro dove c’è la possibilità di intervenire e di curare non solo piccoli animali ma anche grandi. Abbiamo a disposizione reparto chirurgico, ecografico, diagnostico per tutti gli animali, anche per un elefante a Teramo c’è la possibilità di intervenire a differenza di altre sedi”.

“L’ospedale veterinario universitario di Teramo è una delle strutture migliori e meglio attrezzate a livello nazionale dove ogni anno viene salvata la vita di migliaia di animali. Un fiore all’occhiello per il nostro territorio e per l’università, attorno al quale gravitano centinaia di studenti e professori. Un motivo in più per essere orgogliosi della nostra terra e puntare e investire più fondi nel settore dell’Università e della Ricerca”, commenta su facebook l’assessore regionale con delega all’Università e alla Ricerca, il camplese, Pietro Quaresimale che nei giorni scorsi ha fatto visita al dipartimento di veterinaria del capoluogo aprutino.

Un punto a favore della facoltà di medicina veterinaria a Teramo è sottolineato da Carluccio: “Mi preme ricordare che gli utili delle prestazioni sanitarie non sono divise fra il personale sanitario e non, come da regolamento, ma investito per contratti e/o borse per i giovani colleghi”.

“L’ospedale veterinario a Teramo è organizzato in servizi, sia per i piccoli (prevalentemente cani e gatti) che per i grandi animali (cavalli, bovini,ecc). Per le prestazioni urgenti esiste un servizio di pronto soccorso, dove medici veterinari esperti in medicina d’urgenza accolgono i pazienti e forniscono le prime cure. Gli altri servizi clinici, divisi in clinica chirurgica, clinica ostetrica e clinica medica, grazie alla presenza di specialisti nei vari settori, consentono di fornire diagnostiche, chirurgiche o internistiche di alto livello. L’ospedale dispone di attrezzature diagnostiche come la risonanza magnetica, sale operatorie attrezzate a tutti i tipi di chirurgia. Vi sono poi i laboratori, sia di clinica ostetrica (riproduzione) che analisi cliniche e banca del sangue, oltre al settore dei servizi non clinici, quali l’anatomia patologica e il servizio di parassitologia e malattie infettive, tutti sappiamo in questo momento storico quanto sia importante questo servizio. Infine, una consistente parte del nostro ospedale è dedicata al ricovero dei nostri pazienti. Esistono diverse sale ricovero, suddivise per specie animale per rendere meno disagevole la permanenza nella struttura. Vi sono ricoveri per pazienti internistici, chirurgici, neonatologia e terapia intensiva e reparto infettivi, sia per piccoli e sia per grossi animali”.

Per quanto riguarda il personale, “nell’attività dell’ospedale sono coinvolti nei vari turni oltre a 20 medici veterinari che sono anche docenti nei tre corsi di studio in capo alla facoltà di Medicina Veterinaria, 68 medici veterinari fra dottorandi, assegnisti, borsisti e contrattisti, 12 tecnici oltre a 10 unità di personale amministrativo”.

Grande soddisfazione l’approvazione dell’Eaeve nel 2010, con la facoltà tra le prime 6, su 14 facoltà di medicina veterinaria italiane, ad aver ricevuto il prestigioso accreditamento.

“La facoltà di medicina veterinaria è tra i 180 dipartimenti di eccellenza scelti dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) e nell’area di Scienze Agrarie e Veterinarie la nostra è risultata al secondo posto in Italia fra i dieci dipartimenti ammessi al finanziamento – spiega – Atto a ‘rafforzare e valorizzare l’eccellenza della ricerca, con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione’. Nell’ottobre 2018 la Commissione di Esperti della Valutazione (CEV), nominata dall’Anvur, al fine di verificare il possesso dei requisiti per l’Assicurazione della Qualità (AQ) ha approvato con un punteggio lusinghiero il corso di studio in Medicina Veterinaria. In questi giorni, poi, la facoltà ha ottenuto la Certificazione per il Sistema di Gestione per la Qualità in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2015 per la progettazione ed erogazione di servizi di alta formazione. Questa certificazione riguarda, oltre alla didattica dei tre corsi di studio, anche i processi svolti dai servizi di supporto: orientamento in entrata, orientamento in uscita, tirocinio/tesi di laurea, tutorato e didattica pratica”.

Tornando ai servizi sanitari, alcuni di questi sono possibili grazie a convenzioni strette con la regione o altre facoltà: “Da anni è in essere la convenzione finanziata con la regione Abruzzo per la cura degli animali traumatizzati, privi di proprietario rinvenuti sul territorio abruzzese dal Servizio Veterinario Asl che non è possibile curare negli ambulatori/cliniche delle stesse. Ogni anno sono ricoverati oltre 350 soggetti fra cani e gatti, bisognosi di cure in urgenza/emergenza nella nostra struttura altamente specializzata con ricovero, terapia intensiva e, ovviamente, presenza di medici veterinari h24, personale tecnico e studenti che effettuano turnazioni diurne e notturne già a partire dai primi anni del loro percorso formativo”.

“Numerose sono le convenzioni con altre cliniche e ospedali veterinari del territorio nazionale ed europeo così come con diversi dipartimenti di prevenzione delle varie Asl italiane ed istituti zooprofilattici a motivo del completamento dei tirocini abilitanti dei nostri studenti. Legami molto importanti legati alla missione dell’università sono stati stretti con le consorelle di Bari, Bologna, Milano, Perugia, Barcellona, Girona, Utrecht ed altre importanti facoltà non solo italiane ed europee. Con finalità didattiche, di ricerca e di servizio, sono state stipulate le convenzioni con le forze dell’ordine (carabinieri, carabinieri forestali, guardia di finanza e polizia di stato) e l’esercito italiano. La facoltà insieme ai colleghi militari si occupa dell’allevamento e della salute dei collaboratori a quattro zampe e non da ultimo degli aspetti legati alla sanità pubblica ed ispezione degli alimenti di origine animale. Vorrei sottolineare l’importanza del medico veterinario nella sanità pubblica per il raggiungimento del ‘benessere sanitario’ espresso nel concetto di ‘Unica Salute’. Mi preme rimarcare il concetto che il medico veterinario non è solo il medico degli animali, che detto da un clinico, quale sono io, ha un valore aggiunto”.

Tra le convenzioni quella con la regione Puglia, di cui è originario il professor Carluccio. Ma in cosa consiste?

“La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengo, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera. Negli ultimi 50 anni si sono estinte moltissime specie e razze e come se in un’enciclopedia che rappresenta la biosfera andasse perso un volume, ne consegue la perdita quindi dei saperi da trasmettere alla futura società. La convenzione con due progetti finanziati da parte della regione Puglia è indirizzata alla salvaguardia dell’asino di Martina Franca una razza asinina di grande mole che un tempo era utilizzata in agricoltura e per la produzione dei muli militari, poi con l’avvento della meccanizzazione in campo agricolo e la smobilitazione delle truppe alpine questa specie/razza ha perso il suo significato funzionale. Ma è stata trovata una nuova funzione come la produzione di latte alimentare per soggetti con intolleranze, latte per la cosmesi, onoterapia (interventi assistiti con gli animali), produzione di muli per il disbosco ecc. Quindi la loro salvaguardia è stata possibile attraverso due percorsi: ‘conservazioni in situ’, infatti presso le nostre strutture è presente un pregevole nucleo di questi soggetti. L’altro che prevede una straordinaria professionalità e strumentazione è la ‘conservazione ex situ’ cioè la conservazione o meglio la crioconservazione di gameti maschili (spermatozoi) e femminili (ovociti) o di embrioni con la costituzione di una vera e propria banca”.

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