PAPA FRANCESCO A L’AQUILA: CAPEZZALI, “CHIESA LONTANA DA POTERE TEMPORALE SI AVVICINA A CELESTINO”

INTERVISTA AD EX PRESIDENTE DEPUTAZIONE STORIA PATRIA E DIRETTORE BIBLIOTECA PROVINCIALE, "ANCHE GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI RESERO OMAGGIO A PIETRO DA MORRONE, PONTEFICE DELL'ECCLESIA UNIVERSALIS E DELL'ATTESA ESCATOLOGICA".

di Filippo Tronca

4 Agosto 2022 08:58

L'Aquila - Cronaca, Cultura

L’AQUILA – “Celestino è il papa santo, dell’attesa escatologica, dell’ecclesia spiritualis, in tempi non ancora maturi,  in una chiesa in lotta con l’impero, che doveva fare i conti con i poteri temporali. Il valore straordinario di questa visita, che io leggo quasi come  un evento naturale per la caratteristica di papa Francesco, che condivide la concessione più ampia possibile della misericordia divina, attuatore dunque del messaggio di Celestino, in un nuovo clima di libertà spirituale”.

Così nell’intervista ad Abruzzoweb Walter Capezzali, 82 anni, presidente della Deputazione storia patria per 28   fino al 2020, ex direttore della biblioteca provinciale dell’Aquila, e poi della biblioteca della facoltà di Medicina del Gemelli di Roma.

Capezzali riflette in particolare sulle visite L’Aquila di papa Giovanni Paolo II nel 1980 e poi quella di Benedetto XVI il 28 aprile del 2009, subito dopo dunque il terremoto del 6 aprile,  alla luce dell’imminente e attesa visita di Papa Francesco, il 28 agosto, per aprire la porta santa, momento più solenne e alto della Perdonanza celestiniana, istituita proprio dall’eremita molisano Pietro Angelerio, diventato papa a 80anni, e per soli quattro mesi, dall’agosto al dicembre del 1294, fino al sua clamorosa decisione di dimettersi.

“Papa Giovanni Paolo II è venuto a celebrare san Berardino da Siena,  in occasione dell’anno centenario Bernardiniano. In quella circostanza non fu centrale la  la figura di Celestino v, ma proprio perché  la visita era dedicata al grande santo francescano, a cui dedicò l’omelia. Papa Wojtyła, si è però in forma privata trattenuto in preghiera davanti al mausoleo di Celestino. Ma non solo, successivamente, in un incontro al Vaticano in occasione del conferimento del  premio internazionale Perdonanza,  si trattene con un intervento in cui ha esaltato la figura e il valore spirituale dell’eremita diventato papa” .

Denso di significato anche la visita di Papa Joseph Ratzinger, all’indomani del terremoto.

“Tutti ricordano nella basilica di Collemaggio distrutta dal sisma il gesto di papa Benedetto XVI, che ha reso omaggio alle spoglie di Celestino V, poggiano sul feretro il pallio  poggiando sul feretro il pallio pontificio, simbolo della sua autorità, fermandosi anche lui in preghiera. Significativo poi che abbiamo tutti assistito alla sua, di rinuncia, e anche in questo caso ci è parso molto vicino a quello che noi conosciamo storicamente delle vicende dell’eremita Pietro”.

Arriviamo dunque a papa Francesco.

“La sua visita va letta tutta alla luce del ricordo di Celestino, il papa che ha istituito la Perdonanza, che ha  concesso questa grande indulgenza plenaria, per l’aver voluto scrivere di suo pugno la bolla del Perdono, un documento ufficiale, che ad esempio non esiste per una altra tradizione rilevante, quella del Perdono di Assisi, rivelato solo dopo la morte di San Francesco”.

“Celestino è il papa santo – aggiunge Capezzali -, dell’attesa escatologica, dell’ecclesia spiritualis, in tempi non ancora maturi, in una chiesa che era in lotta con l’impero, che doveva fare i conti con i poteri temporali”.

Oggi queste problematiche non ci sono più,  prosegue il ragionamento Capezzali, “il papato da tempo ha perso il potere temporale. E mi permetto una riflessione personale:  dai tempi di Celestino fino all’inizio del ‘900, c’è stato solo un altro papa santo, Pio V, e nessun altro. E questo perchè fino ad allora fare il papa, secondo l’impostazione che la chiesa ha avuto per secoli, dovendo necessariamente occuparsi delle vicende materiali, era più difficile raggiungere la santità perfetta per un pontefice”.

“Ora la Chiesa si è liberata da questi legami. qui sta il valore straordinario della visita in occasione della Perdonanza, di papa Francesco, un evento naturale per la caratteristica di questo papa, molto vicino e in sintonia alla concessione più ampia possibile della misericordia divina. Attuatore del messaggio di Celestino”, conclude Capezzali.

L’INTERVISTA

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