CONTESTATE CANDIDATURE DI ZAZZARA E SCHIAZZA PER LE PRESIDENZE DEI PARCHI NAZIONALI D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE E DELLA MAIELLA. SOTTO ACCUSA MARSILIO-FIORETTI. POLEMICA DEI PENTASTELLATI

PARCHI: SU NOMINE CAOS E SVELTINE, ”PAPABILI NON SONO AREA LEGA E M5S”

19 Luglio 2019 08:40

L'AQUILA – Caos in seno alla maggioranza regionale di centrodestra, e venti di guerra dentro Lega e Movimento 5 stelle, sia al parlamento a Roma, che in Abruzzo, sulle nomine dei presidenti dei parchi Nazionali d'Abruzzo, Lazio e Molise e della Majella. 

Dall’Abruzzo sono arrivate nella Capitale due indicazioni legate a personaggi vicini ai due partiti, ma in realtà è emerso che non è proprio così: a passare, rispettivamente, i nomi di Lucio Zazzara e di Patrizio Schiazza, estranei ai due partiti al governo, in virtù di un'abile manovra, per molti una sveltina, questo si afferma in ambienti della Regione, dall'assessore regionale al Lavoro, il “tecnico” leghista Piero Fioretti, e del presidente Marco Marsilio di Fratelli d'Italia.
 
Senza il coinvolgimento della Lega e del M5s abruzzese e all'insaputa delle dirigenze nazionali. Ma la “frittata” sembra aver rimesso in discussione le nomine. 
 
Con buona pace dell'accordo fatto in Abruzzo che prevedeva che il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo fosse indicato dal Movimento cinque stelle, e quello della Majella dalla Lega, le due forze politiche della maggioranza di governo. 
 
In parlamento, contro le due nomine già promettono battaglia alcuni parlamentari M5s, firmatari anonimi di una durissima nota stampa.
 
La nomina, va ricordato, per legge, prevede il parere del presidente della Regione, in questo caso Marsilio, con la decisione adottata dal ministro dell’Ambiente, il pentastellato Sergio Costa.

A sorpresa, però, è passato il nome, per la presidenza del parco nazionale d'Abruzzo, dell'architetto pescarese Lucio Zazzara, professore associato di Urbanistica all'Università D'Annunzio di Chieti e Pescara, uno dei progettisti del restauro di palazzo dell'Emiciclo a L'Aquila, sede del consiglio regionale.
 
Nei giorni scorsi si era sparsa la voce che invece il papabile fosse il romano Costantino Zazza, funzionario del dipartimento di Chimica dell'Università della Sapienza. Voce poi risultata destituita di fondamento.

Zazzara, tanto per cominciare, non è nè della Lega, nè del Movimento 5 stelle, quanto piuttosto è un uomo dato come vicino a Marsilio, e sembra che abbia anche contribuito a scrivere il programma elettorale delle ultime e vittoriose elezioni regionali. Il Parco della Majella, insomma andrebbe di fatto a Fratelli d'Italia.   

Per il Parco della Majella, si è affermato, altrettanto a sorpresa, il nome di Patrizio Schiazza, di Popoli (Pescara), presidente dell'associazione Ambiente e/è vita, che ad Avezzano gestisce la Riserva regionale del Salviano. già commissario del Parco regionale Sirente-Velino. E' stato anche capo segreteria del sindaco Pd di Sulmona dal 2009 al 2013.

Schiazza, in teoria, sarebbe in quota al Movimento cinque stelle, ma il suo principale sponsor è in realtà l'assessore regionale Fioretti, che con Schiazza vanta una forte amicizia.

Anzi, secondo fonti politiche abruzzesi, l'intera operazione sarebbe stata confezionata da Fioretti e Marsilio, che in questo modo hanno piazzato persone a loro vicine in entrambe le presidenze vacanti nei due parchi nazionali abruzzesi. Persone che non sono state indicate da Lega e Movimento 5 stelle.

Fonti parlamentari pentastellate  giudicano pertanto “inaccettabile, oltre che irrispettoso, che il processo  per l'individuazione di queste figure dirigenziali venga “tenuto oscuro e non condiviso con i parlamentari che vivono quotidianamente il territorio”,  con riferimento ai due Parchi abruzzesi, ma anche a quello del Gargano, in Puglia.

E annunciano battaglia su entrambe le nomine abruzzesi, “perché, quello proposto per il parco della Majella è quello di Patrizio Schiazza, già capo segreteria del sindaco Pd di Sulmona dal 2009 al 2013, mentre il parco nazionale d'Abruzzo andrebbe in quota a Fratelli  d'Italia, che non fa parte della maggioranza di  governo”.

“Tutti nomi imposti dall'alto senza un confronto e senza una condivisione che potrebbero provocare una profonda spaccatura tra ministero e parlamentari locali”, viene  infine notato.
 
Dovessero andare a monte le nomine, proseguirà la lunga vacatio in entrambi i Parchi.

Quello della Majella è senza presidente da fine 2017, quando si è dimesso Franco Iezzi. Poi, è rimasto anche senza direttore generale, con il pensionamento di Oremo Di Nino, a fine del 2018.

A bloccare la nomina del nuovo presidente la sconfitta del centrosinistra alle elezioni politiche del marzo 2018: l'avvento del governo di Lega e Movimento 5 stelle ha infatti mandato in soffitta la designazione di Michele Ianniello, consulente aziendale e stretto collaboratore dell' ex sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, indicato a fine 2017 dal fu ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. 

Nel Pnalm il presidente uscente, Antonio Carrara, ha terminato il suo mandato lo scorso 17 marzo. Da allora si assiste ad una vacatio, tenuto conto che anche manca un direttore dal lontano febbraio 2017.

Va infine ricordato che in Abruzzo anche il Parco Regionale Sirente-Velino, è commissariato dal giugno del 2015, dopo che il precedente consiglio direttivo era decaduto a fine 2014 e prorogato per 6 mesi.

In tutto questo tempo si sono avvicendati due commissari. Il Parco è anche privo di direttore dal novembre del 2018, che poi era lo stesso Di Nino, a “scavallo” con il Parco della Majella. (red.)

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