PARCO GRAN SASSO: NUCLEI CINOFILI ANTIVELENO IN AZIONE

13 Luglio 2010 16:53

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA  – Dingo, Jonai, Datcha, Maya e Karma sono i cinque cani dell’Unità Cinofila Antiveleno di cui il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si è dotato, grazie al progetto europeo Life Antitodo. Di razza pastore belga malinois, labrador e border collier, sotto la guida di due conduttori, nella mattinata di oggi, martedì 13 luglio, nella splendida cornice dell’Orto botanico del Parco, a San Colombo di Barisciano hanno fornito una dimostrazione delle loro capacità nella ricerca di bocconi avvelenati.





La circostanza ha riunito rappresentanti istituzionali ed agenti del Corpo Forestale dello Stato, che collabora in maniera determinante al progetto “Antitodo”, il Direttore Marcello Maranella ed il Servizio Scientifico dell’Ente Parco, capofila del progetto, i rappresentanti dei due partner spagnoli: la Junta de Andalucia e la Regione d’Aragona, la società Alimenti Eukanuba, che ha sponsorizzato il progetto “Antidoto”, provvedendo all’alimentazione dei cani antiveleno. Presente anche il noto studioso e documentarista Francesco Petretti che ha filmato i cani in azione.

Protagonisti assoluti della giornata sono stati naturalmente i cinque bellissimi cani, che hanno dato esaurienti dimostrazioni della loro eccezionale capacità nel fiutare ed individuare i bocconi avvelenati. Quando li trovano, li marcano accovacciandosi nei pressi e segnalandone la presenza ai conduttori, con i quali mostrano di avere un rapporto davvero speciale. In seguito, sono gli agenti del CFS ad occuparsi della repertazione dei campioni, delle indagini investigative e di tutti i passaggi tecnici e legali. Per i cani, la ricompensa è fatta di coccole e giochi.





L’utilizzazione di Nuclei Cinofili Antiveleno è una novità assoluta nel panorama italiano e rappresenterà senz’altro una svolta nella lotta alla barbara pratica che provoca ogni anno migliaia di morti e per combattere la quale non vi era sinora alcun efficace strumento. Il veleno, infatti, non è selettivo e colpisce tanto il cane domestico quanto gli animali selvatici protetti come orso, lupo, aquila reale, gipeto, grifone, nibbio reale e capovaccaio. Muoiono tra atroci sofferenze sia gli animali che si cibano direttamente dei bocconi avvelenati sia quelli necrofagi, cibandosi delle carcasse di animali morti per avvelenamento. Si innesca, in tal modo, un’agghiacciante catena di morte.

I Nuclei Cinofili Antiveleno che il Parco ha a disposizione sono due: il primo composto da tre cani guidati da un conduttore dell’Ente, il secondo composto da due cani guidati da un conduttore del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato. Entrambi effettueranno sia uscite mirate, ad esempio su segnalazione di casi di sospetto avvelenamento, sia ispezioni preventive sul territorio del Parco, affiancati dagli agenti del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del CFS.

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