PARCO SIRENTE: COMMISSARIO, ”CAMOSCI FUORI AREA FAUNISTICA MONITORATI”

20 Novembre 2019 14:08

L'AQUILA – “I due esemplari di camoscio sono monitorati e sono tuttora in corso ulteriori tentativi di reimmetterli nell'Area faunistica”. 

Lo sostiene in una nota Igino Chiuchiarelli, commissario del Parco regionale Sirente-Velino, in replica all'allarmata segnalazione del medico e fotografo Gianpiero Cutolo, di cui Abruzzoweb ha riferito, e che ha documentato che da metà ottobre circa sono fuori dal recinto dell'area faunistica di Rovere, una madre e un cucciolo di camoscio, che erano fuorusciti da un varco assieme ad altri esemplari. Sollecitando l'intervento del Parco, visto i rischi che minacciano i due animali protetti, alla mercé di lupi, cani randagi e automobili. Sulla vicenda c'è stato anche un esposto del Wwf.

A seguire la nota del commissario del Parco. 

LA NOTA DEL PARCO

Stando ai fatti, e per dovere di cronaca, è necessario specificare che è dagli inizi del mese di ottobre che è stata verificata dal personale dell'Ente Parco la fuoriuscita di quattro camosci dall'Area Faunistica che di conseguenza, da allora, ha messo in campo tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza degli esemplari. 

Le azioni condotte, in sintesi, hanno portato a verificare la dinamica dell'accaduto e a ripristinare nell'immediato le condizioni di sicurezza dell'area faunistica, ed a reimmettere nell'area due degli esemplari fuoriusciti (due camosci di circa 16 mesi) che si trovavano in condizioni particolarmente critiche essendosi spinti in prossimità del centro abitato e a breve distanza dalla Strada Statale. 





Oltre a ciò l'Ente Parco ha condotto ripetuti tentativi di far rientrare nell'Area Faunistica gli altri due esemplari (una femmina di due anni con un nato dell'anno) che frequentano una parete rocciosa esterna all'Area Faunistica. I due esemplari sono monitorati e sono tuttora in corso ulteriori tentativi di reimmetterli nell'Area Faunistica. 

L'accensione di un interesse mediatico potrebbe determinare condizioni di disturbo, suscitando interesse a curiosità nel pubblico, nei pressi dell'Area Faunistica con effetti, in questo momento, particolarmente critici e dannosi in quanto potrebbe spingere gli animali ad allontanarsi, esponendoli a situazioni rischiose per la loro sicurezza. Si ricorda che il camoscio appenninico è una specie di interesse comunitario a priorità di conservazione.

Se da un lato l'interesse del pubblico verso la tutela di questa specie risulta senz'altro positivo sorprende come non sia stato ritenuto ovvio richiedere all'Ente Gestore responsabile dell'Area Faunistica informazioni e chiarimenti, considerando che l'Ente è aperto al pubblico ed è dotato di mail e telefoni, oltre ad essere disponibile a fornire informazione ed accogliere richieste da parte del pubblico interessato.

Risulta necessario lasciare agli esperti, addetti ai lavori, lo svolgimento di tutte le azioni necessarie per la gestione di emergenze che, senza amplificazione mediatica, possono meglio operare nell'interesse collettivo della tutela della specie e degli esemplari.

Si ricorda infine che l'Area Faunistica ha lo scopo di riprodurre in cattività esemplari da destinare alla natura e sul Monte Sirente è presente una popolazione reintrodotta che conta ora circa 55 esemplari. Si può infine senz'altro affermare che l'Ente Parco ha dimostrato negli anni il massimo impegno per la conservazione del camoscio appenninico anche con il Progetto Life Coornata, in collaborazione con i partner di progetto, e con le successive azioni di conservazione post life ancora in corso.

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