BALLOTTAGGIO CHIETI: INTERVISTA A CANDIDATO SINDACO LEGHISTA, CHE APRE AD ASSESSORE FORZISTA RIBELLE CHE AL PRIMO TURNO HA APPOGGIATO DI IORIO, "ORA SCELTA NETTA, DA UNA PARTE CENTRODESTRA, DALL'ALTRA CENTROSINISTRA", "FERRARA BOCCIATO DA 80% DEI CITTADINI, SUA COALIZIONE DISORIENTATA"

“PARLERO’ CON TUTTI, ANCHE CON FEBBO”
DI STEFANO, “PRIORITA’ LAVORO PER I GIOVANI”

27 Settembre 2020 11:34

CHIETI  – “Sono ottimista, ma la vittoria arriverà solo lunedì 5 ottobre, dopo che anche l’ultima scheda sarà depositata nell’urna. In questi ultimi giorni dialogherò con tutti, anche con Mauro Febbo, e con tutti coloro che vorranno dare un contributo per una buona e innovativa amministrazione della città. Ora lo scenario è chiaro: da una parte il centrodestra, dall’altra il centrosinistra, occorre fare scelte nette”

Così il leghista  Fabrizio di Stefano, candidato sindaco di Chieti per il centrodestra, intervistato da Abruzzoweb, nelle ore in cui già  è entrata a pieno regime la  corsa per i ballottaggi del 4 e 5 ottobre.  E a poche ore dal termine utlimo degli apparentamenti ufficiali, previsti per oggi a mezzogiorno.

Il due volte parlamentare, e una volta consigliere regionale, Di Stefano, di professione farmacista, al primo turno, appoggiato da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Ideabruzzo, Giustizia sociale e Popolo della famiglia,  ha preso 11.159 pari al 38,81%.

Se la dovrà ora vedere con il candidato del centrosinistra Ferrara, che ha preso 6.183 voti pari al 21,50% e che deve tentare il tutto per tutto per recuperare lo svantaggio.

Decisivo dunque, anche per Di Stefano, cosa faranno i candidati esclusi, il terzo arrivato  Bruno Di Iorio (5.848 voti e 20,34%), nella cui coalizione le liste più a “sinistra” come quella dei renziani di Chieti Viva e Azione democratica, avranno come strada quasi obbligata quella dell’appoggio a Ferrara, mentre Forza Chieti, che fa riferimento all’assessore regionale “ribelle” di Forza Italia, Mauro Febbo, non potrà certo seguirli, anche se come noto Febbo e Di Stefano almeno fino ad oggi sono ai ferri corti

Per di più vacilla per Febbo il posto in giunta, sotto le bordate della Lega, e del segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo, che non ha perdonato il “tradimento” di Febbo, nel decidere di appoggiare Di Iorio e non il candidato sostenuto dal sul partito, ovvero Di Stefano. Ora però appunto Forza Chieti rientrerà nei ranghi, con o senza apparentamento ufficiale, che dà diritto all’apparentato, posti in giunta e consiglieri eletti.

C’è poi il civico Paolo De Cesare, presidente dei giovani Giovani Confindustria Chieti-Pescara, (3.627 voti e 12,61%),  ll Movimento 5 Stelle, che al primo turno con Luca Amicone  ha preso il 6,7% ovvero 1.385 voti, ha annunciato l’appoggio a Ferrara.

Fabrizio Di Stefano, si sente la vittoria in tasca, oppure in politica, come nella vita non si può mai sapere?

La vittoria arriverà dopo che alle 14.59 di lunedì 5 ottobre, l’ultima scheda sarà infilata nell’urna, con una croce sopra il nome Fabrizio di Stefano. Sono però ovviamente ottimista: tutti i candidati delle nostre liste sono particolarmente attivi, in questi giorni, e motivatissimi.

Intanto il suo competitor, Diego Ferrara va all’attacco e afferma che lei è stato bocciato al primo turno dal 60 per cento dei cittadini..

Credo che ieri per Ferrara sia stata una giornata dura, che gli ha fatto perdere lucidità. A causa forse della visita contestuale del presidente della Provincia Mario Pupillo, dell’onorevole  Camillo D’Alessandro, e l’intervento telefonico del senatore Luciano D’Alfonso. Il fatto è che utilizzando il medesimo ragionamento, Ferrara è stato bocciato dall’80 per cento dei cittadini.

Veniamo ai ballottaggi e all’arte dell’ apparentamento, dell’appoggio esterno, delle convergenze parallele o che dir si voglia. Parlerà con Mauro Febbo, il cui posto in giunta regionale vacilla proprio per l’appoggio dato a Bruno Di Iorio suo competitor contro il direttive del partito?

Lo scenario ora è cambiato: al primo turno c’erano cinque candidati e varie posizioni in campo. Oggi c’è un candidato del centrodestra ovvero il sottoscritto da una parte, e candidato del centrosinistra, Ferrara, dall’altra. Dunque bisogna fare una scelta, chiara e netta. Certamente mi sentirò anche con Mauro Febbo. Sono convinto che si può trovare un dialogo e una convergenza,  andando oltre le diversità di vedute che hanno caratterizzato la prima fase di questa competizione.





Quello che sembra certo è che la coalizione civica che ha sostenuto Bruno Di Iorio possa fare scelte opposte, chi con lei, chi con Ferrara.

Ma questo era ampiamente previsto, era nella natura delle cose, quella di Di Iorio è un aggregazione composta da anime completamente diverse, lo sfaldamento ora è inevitabile. Aggiungo che questo rischia di accadere anche alla coalizione di Ferrara, che per recuperare terreno sta parlando e dialogando con tutti e con il contrario di tutto, creando disorientamento, facendo sbandare i propri candidati e anche soprattutto gli elettori.

Con De Cesare invece, quando prenderà un caffè insieme?

Ripeto: parlerò con tutti. Per quanto riguarda De Cesare ricordo che per storia, per famiglia di provenienza, lo considero nell’alveo del centrodestra, c’è dunque ampia possibilità di trovare un punto di incontro su idee e programmi.

Il suo annuncio di voler riservare un posto in Giunta ad un componente esterno alla coalizione che la sostiene, è la promessa di una merce di scambio per favorire appunto gli apparentamenti formalizzati e non?

L’accordo si troverà, se si troverà, solo sul piano politico e programmatico. Detto questo trovo giusto e naturale che chi abbraccerà il mio progetto politico, debba poi avere anche un ruolo nella cabina di regia, essere protagonista della legislatura.

Parliamo della Lega perché al Sud non è andata così bene si pensi ai risultati a dir poco deludenti di Puglia e Campania?

Potrei commentare che qui a Chieti abbiamo preso il 16,9%, il doppio dei voti appunto di Campania e Puglia. Premesso ciò, quelle partite sono state condizionate dalle candidature locali, dal ruolo delle liste civiche tipico del voto amministrativo, che ha eroso il consenso dei partiti tradizionali. La Lega, ne sono certo, resta forte e vincente anche al Sud.

Torniamo a Chieti e ai programmi, alla idee, alle cose da fare. che poi è quello che interessa cittadini elettori: su quali temi insisterà era maggiormente in questa ultima settimana di campagna, elettorale?

La prima cosa che ho fatto,  chiuse le urne del primo turno, è presentare il testo della delibera che sarà approvato nella seconda seduta di giunta comunale una volta che sarò sindaco, con cui attuerò la convenzione con l’Eni, che consentirà di sfruttare al massimo il super bonus del 110% per edilizia contenuto il decreto rilancio e che sarà utilizzato a Chieti per ristrutturare e rigenerare tutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

Per il lavoro che non c’è cosa può fare un sindaco?

sfruttare al massimo il superbonus appena citato,  significa portare sul territorio 150 milioni di euro a beneficio di imprese progettisti impiantisti manovalanza commercianti fornitori. E questo significa posti di lavoro.  L’istituzione dello sportello Europa, permetterà di ottenere fondi comunitari, e finanziare tante iniziative che avranno anch’esse una ricaduta occupazionale,  come pure il rilancio dell’area industriale dove devono insediarsi aziende innovative del terziario avanzato, e le azioni decise di efficaci che abbiamo individuato per far crescere a Chieti il turismo culturale. Altro tema centrale è quello della ricucitura della città ovvero di Chieti Alta Chieti scalo e periferie.

 

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