PASSOLANCIANO: C’ERA UNA VOLTA LA MOSTRA DEL LUPO, BINI “ORA SOLO ABBANDONO E DEGRADO”

4 Aprile 2022 08:58

Chieti - Abruzzo

LANCIANO – “C’è da chiedersi come sia stato possibile lasciare deperire in questo modo il patrimonio immobiliare pubblico e probabilmente gli stessi allestimenti espositivi in un’area in cui sono fortemente necessari servizi collaterali alle attività sciistiche”.

L’amaro interrogativo arriva da  Antonio Bini, direttore editoriale Abruzzo nel mondo, in un articolo inviato ad Abruzzoweb in cui si denuncia lo stato di abbandono dell’edificio che ospitava un centro visite dedicato al Lupo,  a cura della Comunità Maiella-Morrone, a Passo Lanciano-Maielletta, all’interno del parco nazionale della Maiella, nel territorio del comune di Serramonacesca.

C’ERA UNA VOLTA LA MOSTRA DEL LUPO A PASSOLANCIANO

Il difficile sviluppo delle aree montane, tra dissipazioni, gravi negligenze, inerzie e indifferenza
Una ventina d’anni fa veniva allestita a Passolanciano la Mostra “LUPO DALL’ABRUZZO ALL’IMMAGINARIO”.

La mostra, di proprietà regionale, negli anni precedenti era stata esposta a Roma e veniva a trovare definitiva una permanente sistemazione in un edificio – allora non utilizzato – di proprietà pubblica, ossia della Comunità Montana Maiella-Morrone, in un territorio caratterizzato sotto vari profili dalla presenza del lupo nel corso del tempo, dalle tradizioni popolari (la rappresentazione “Lu Lope” nell’ambito della festa di San Domenico a Pretoro), alla vicina area faunistica del lupo, da ultimo al centro di un servizio andato in onda su RAI 3 nella trasmissione Geo & Geo del 2 marzo 2022.

A non molta distanza, i ruderi della abbazia benedettina di Valle Bona (sul versante di Manoppello), dove visse Santo Stefano del Lupo, un santo vissuto nel medioevo, purtroppo dimenticato dalla stessa popolazione locale.

Il santo, che visse prima San Francesco (di cui è noto l’episodio di frate lupo), ed è iconograficamente rappresentato con un feroce lupo ammansito. A distanza di alcuni chilometri, nei pressi di Popoli, è operativo il Centro di Visita del Lupo, dei Carabinieri Forestali, in un’area pure appartenente al Parco nazionale della Maiella, che non a caso ha scelto come simbolo proprio il lupo.

La comunità montana al tempo affidò l’opera di riallestimento della mostra e la sua gestione alla società cooperativa Ecoesse.

Ma le sorti della mostra furono poi rovinosamente condizionate dal susseguirsi di vicende legislative che interessarono il riordinamento delle comunità montante abruzzesi, ridotte da 19 a 10 con la legge regionale 27 giugno 2008, n. 10, con la Comunità Maiella-Morrone – che aveva sede a Caramanico – che venne trasformata nella Comunità Montagne Pescaresi.

Il nuovo assetto ebbe comunque breve vita prima della definitiva soppressione delle comunità montane avvenuta nell’anno 2013. Da ricerche effettuate sul sito regionale emerge che nel corso di questi anni si sono avvicendati due commissari liquidatori con l’obiettivo di “chiudere” la gestione della soppressa CM. La fase di liquidazione dell’ente (e delle altre comunità montane) avrebbe dovuto chiudersi entro pochi mesi.

Al momento non è dato conoscere la situazione, in quanto tutte le comunità montane risultano ad oggi ancora affidate a commissari liquidatori (cfr. pagina dell’Osservatorio Regionale della Montagna). Naturalmente anche queste situazioni non aiutano certo il contrasto al processo di abbandono dei territori montani.

Fatta questa breve premessa, non si può fare a meno di evidenziare lo stato di abbandono e di devastazione in cui versa l’edificio, con evidenti danneggiamenti e infiltrazioni d’acqua, con il terrazzamento esterno divenuto nel frattempo centro di raccolta di bidoni di rifiuti.

Non è dato sapere se gli allestimenti espositivi – che si sviluppavano su tre livelli – sono ancora presenti nella struttura. Tra gli habitat riproposti la “sala del pastore”, antagonista principale del lupo. Non a caso in quegli anni la promozione della mostra si inseriva nella più ampia strategia di valorizzazione della transumanza (progetto Le vie della Transumanza).

L’allestimento iniziale fu realizzato da società Carsa, con la consulenza del prof. Luigi Boitani, considerato il maggiore esperto di lupi in Italia, che negli anni passati era stato in contratto con gli scomparsi studiosi del lupo sulla Maiella Erik Zimen e Paolo Barrasso. Sempre nell’ambito della promozione della mostra del lupo ricordo che illustrai il ruolo dello studioso tedesco in convegno che si tenne a Passolanciano l8 novembre 2003.

Due depliant realizzati in occasione dell’apertura dell’esposizione “permanente” a Passolanciano – credo oggi introvabili – permettono di comprendere le finalità della “mostra multimediale sul grande predatore.” Oggi sono divenuti documenti rari e la loro assenza aiuta certamente a dimenticare.

Non è questa la sede per riproporre integralmente le varie parti dei due depliant, realizzati in italiano, inglese e tedesco, con tanto di numero verde e specifico sito web. Ora tutto è disperso.

Ci sembra comunque utile riproporre il confronto tra il perfetto stato dell’edificio allora, come illustrato nel depliant realizzato dall’allora Servizio Sviluppo del Turismo della Regione Abruzzo – di cui ero dirigente – e le attuali vergognose condizioni di degrado e abbandono, che sembrano far pensare ai riflessi di un bombardamento piuttosto che agli effetti di un negligente prolungato disinteresse e disimpegno rispetto alle più elementari esigenze conservative della struttura.

C’è da chiedersi come sia stato possibile lasciare deperire in questo modo il patrimonio immobiliare pubblico e probabilmente gli stessi allestimenti espositivi in un’area in cui sono fortemente necessari servizi collaterali alle attività sciistiche.

Nei giorni scorsi, tornando a Passolanciano ho potuto constatare, oltre allo stato dell’edificio descritto dalle immagini, la presenza di migliaia di persone, tra cui molte famiglie con bambini.

Inevitabile pensare a come la mostra potrebbe attrarre visitatori, soprattutto attraverso una opportuna proposta integrata con la visita alla vicina oasi faunistica del lupo, da veicolare attraverso la vendita degli skipass.

Ma lo spirito collaborativo latita in un’area che pure vanta da oltre 50 anni di rilevanti potenzialità, soffrendo anche del frazionamento territoriale tra più comuni appartenenti a provincie diverse che non ha finora agevolato a Passolanciano la presenza stabile di un nucleo minimo di popolazione residente.

Anche la scultura in pietra della Maiella del lupo che accoglie gli automobilisti nell’ultimo tratto di strada per Passolanciano, all’incrocio stradale tra Pretoro e Roccamontepiano sembra esprimere tutta la sua irritazione..

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