AVVOCATO MASCI, "SI E' SCELTA CONTINUITA' CON GESTIONE FALLIMENNTARE, CLIENTELARE E PERSONALISTICA", A VERTICE DELL'ENTE PER EX ASSESSORE PRESIDENTE GUERRA E CONSIGLIERE DI BENEDETTO, SINDACO DELL'AQUILA E COORDINATORE PROVINCIALE MELONIANI PIAZZA CIACCHI.

PATTO BIONDI E GEROSOLIMO PER CDA COGESA, SI SPACCA FDI, SI DIMETTE COORDINATORE SULMONA

di Filippo Tronca

2 Novembre 2020 08:26

SULMONA – “Rassegno le dimissioni, in totale dissenso da una scelta del mio partito che di fatto rappresenta la continuità della fallimentare gestione del Cogesa, da parte di un civismo degenerato che ha favorito e favorisce solo clientelismo e personalismo”.

Parole di fuoco, quelle ad Abruzzoweb dell’oramai ex coordinatore cittadino di Sulmona di Fratelli d’Italia, l’avvocato Vittorio Masci, che ha rinunciato all’incarico a seguito della nomina del cda del Cogesa,  società che gestisce lo smaltimento rifiuti in 60 comuni del centro Abruzzo, frutto, questa la durissima accusa, di un patto tra il sindaco dell’Aquila e coordinatore provinciale del suo partito, Pierluigi Biondi, e l’ex assessore regionale “civico” del centrosinistra di Luciano D’Alfonso, da anni dominus della politica peligna, Andrea Gerosolimo.

Marito del consigliere regionale  e sindaco di Prezza Marianna Scoccia, che ha lasciato il centrodestra e non perde occasione di lanciare bordate contro la Lega azionista di maggioranza, sua acerrima nemica e il presidente della Regione, anche lui di Fdi, Marco Marsilio.

Nel nuovo cda, che sostituisce la contestata governance dell’amministrare unico Vincenzo Margiotta, fedelissimo anche lui di Gerosolimo, e bersagliato a più riprese dalla Lega di Sulmona,  sarà presidente l’architetto Nicola Guerra, ex assessore comunale di centrodestra di Sulmona e, manco a dirlo, ritenuto vicino a Gerosolimo, come pure la neo consigliera, avvocato Valentina Di Benedetto. In quota Biondi invece il secondo componente del cda, Sandro Ciacchi, coordinatore territoriale di Fdi nell’area peligna e subequana, ex sindaco di Goriano Sicoli ed ex coordinatore del tavolo dei sindaci del cratere sismico 2009.

Un patto, quello tra Biondi e Gerosolimo, che potrebbe sortire i suoi effetti anche per la conquista delle poltrone della Saca, società che gestisce il ciclo idrico,  e del Consorzio di bonifica Aterno Sagittario, due altre ambite roccaforti di consenso elettorale.

A dire sì alla terna, con voto ponderato in base alla popolazione del Comune socio, il 77% dei sindaci, a cominciare da Anna Maria Casini, sindaco di Sulmona e  Marco Moca, sindaco di Raiano.

A dissociarsi i sindaci di Pratola Peligna, Pescocostanzo, Pacentro, Vittorito, Campo Di Giove e Acciano, alcuni dei quali sono arrivati ad abbandonare l’assemblea per protesta.

La ferita più gravida di nefaste conseguenze è però quella che si è aperta in Fratelli d’Italia, con le dimissioni di Masci.




“Dissento profondamente dal patto stretto tra Biondi e Gerosolimo – dice senza mezzi termini -. La mia non è una posizione personale nei confronti del sindaco dell’Aquila e coordinatore provinciale, ma politica. Fdi ha perso una occasione per imprimere una svolta a questo territorio, liberando Sulmona da una cappa politica oppressiva. E invece si è scelta la continuità con una gestione fallimentare del Cogesa, che porta in dote 1,5 milioni di euro di debiti”.

Precisa però: “non esco da Fratelli d’Italia, che per me resta il partito di Giorgia Meloni”.

Ancora più duro Masci in una lettera  a poche ore dalla nomina del cda, pubblicata dal quotidiano on line Il Germe.

“Con quale coerenza Fratelli d’Italia – scrive l’ex coordinatore- fra qualche mese si presenterà agli elettori del nostro territorio per essere scelta assieme ai partiti del centro destra quale forza  alternativa alla inqualificabile gestione delle società partecipate, quando si è consacrata, con un accordo, la condivisione di quella gestione. Cosa racconteremo ai nostri concittadini ed a coloro che ci guardavano con simpatia e speranza di cambiamento?”.

A lanciare bordate contro ex amministratore unico Margiotta, pochi giorni fa la Lega di Sulmona.

“Il  bilancio 2019 presenta un passivo di  1,5 milioni, unitamente ad una serie di voci di spesa che appaiono incomprensibili – scrivono i salviniani -. Purtroppo tutti gli indici testimoniamo una grave situazione finanziaria (quasi prefallimentare) dovuta evidentemente ad una conduzione poco attenta e virtuosa del Cogesa nel corso degli ultimi anni”.

E hanno aggiunto:  “in sostanza non si comprende la vera funzione del Cogesa, perché a leggere i numeri sembrerebbe aver svolto funzioni più proclivi ad un Centro per l’impiego che ad una Società di Servizi. La Lega Sulmona, nell’interesse di Tutti torna quindi a chiedere che si faccia luce su tutta la gestione degli ultimi anni per accertare le “reali” motivazioni che hanno generato questo stato di grave situazione finanziaria, che purtroppo ancora una volta ricadrà sulle tasche dei Cittadini con l’imminente aumento delle tariffe”.

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