PD-M5S, SI LAVORA SOTTO TRACCIA A INTESA, OBIETTIVO ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REGIONALI

27 Ottobre 2020 07:59

L’AQUILA  – La crisi generata dalla pandemia non ferma le grandi manovre politiche, in vista delle amministrative della prossima primavera e, addirittura, per le regionali del 2024.

Anzi. Sotto certi versi sembra aver dato la stura ad accordi che prima sembravano difficili da raggiungere. Appena risolta la crisi politica in seno al centrodestra che governa la Regione, ma non al Comune dell’Aquila, ad emergere è il caso del feeling tra Pd e Movimento Cinque Stelle che, pur condividendo l’esperienza di governo a livello nazionale, sul piano regionale non hanno mai dialogato in maniera serena.

Colpa anche degli strascichi lasciati dal duello tra il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini, e la leader pentastellata abruzzese, Sara Marcozzi, alle elezioni regionali del febbraio dello scorso anno, che poi hanno visto trionfare Marco Marsilio, a capo della coalizione del centrodestra.

L’uscita di scena dell’ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura che dall’Emiciclo è andato a fare il commissario della ricostruzione post terremoto 2016-2017 del Centro Italia, ha in qualche modo sbloccato le relazioni.

Tanto che negli ultimi tempi si sono moltiplicate le prove di alleanza con iniziative politiche congiunte tra Centrosinistra e Movimento Cinque Stelle.

Con un’evidente strategia di cui in parte si è visto un antipasto alle ultime amministrative di Chieti con una alleanza politica per il ballottaggio che ha contribuito alla vittoria di Diego Ferrara, con una grande rimonta sul candidato del centrodestra Fabrizio Di Stefano.

Sull’alleanza strutturale stanno lavorando, a fari spenti ma con costanza, due big: il senatore Pd e presidente della commissione Finanze e Tesoro, nonché  ex governatore, Luciano D’Alfonso, e il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, il pentastellato vastese Gianluca Castaldi, unico rappresentante abruzzese nel governo: i due colloquiano e lavorano insieme, ad esempio, recentemente nella organizzazione della visita del premier Conte in Abruzzo fissata il 23 ottobre scorso ma poi saltata per la emergenza covid.

A livello  locale, poi, i due capigruppo consiliari, Marcozzi, e Silvio Paolucci, Pd.  Insieme a loro anche l’altro uomo forte pentastellato, Domenico Pettinari.




Il primo obiettivo è ovviamente quello delle elezioni amministrative 2021: in Abruzzo si voterà in comuni importanti, tra cui Vasto e Lanciano.

E proprio in quest’area sono concentrate le attenzioni di Castaldi e Paolucci in particolare, visto che sono tutte e due originari di quei territori.

Quest’ultimo ha già incassato il successo di Diego Ferrara a Chieti, nonostante una competizione tutta in salita nell’ambito della quale Paolucci ha avuto i suoi problemi a fate cadere la scelta sul medico teatino. Paolucci è stato quindi il più forte sostenitore della candidatura su cui ha deciso di convergere, al secondo turno, anche Luca Amicone, candidato dal Movimento Cinque Stelle.

Prove generali di quanto potrebbe accadere già nelle prossime tornate, anche perché i pentastellati hanno ormai sdoganato, dopo il passaggio con la base, la possibilità di stringere alleanze sul territorio.

D’altronde il Pd, nel commentare le vittorie clamorose di Avezzano e Chieti, ha detto in tutte le salse che in futuro si cercherà di allargare più possibile il perimetro di possibili coalizioni: il segretario regionale, Michele Fina, peraltro non proprio un fautore della prima ora della alleanza con il M5S, ha parlato di un “partito generoso” che dovrà essere in grado di scegliere le migliori candidature, anche non solo interne.

La partita principale, è chiaro, è quella che si giocherà per la Regione nel 2024. Scadenza lontanissima, le cui dinamiche sono, ovviamente, ancora tutte da decifrare. Ci si arriverà con un altro governo nazionale e un altro presidente della Repubblica.

E questo potrebbe già cambiare le carte in tavolo. Per di più bisognerebbe superare il dualismo D’Alfonso-Marcozzi che nella scorsa legislatura ha tenuto banco in consiglio regionale, con l’ex governatore che si è reso anche protagonista dal famoso episodio dell’allontanamento, con spostamento della sedia che rischiato di far cadere il capogruppo grillino che, nel 2015, aveva occupato il banco della presidenza in segno di protesta. Una scena diventata virale in poco tempo.

Più in chiave generale, il M5s non ha mai sostenuto, in Abruzzo, la linea politica del Pd. Anzi, si è arrivati a scontri molto aspri quando D’Alfonso era presidente. I tempi, però, stanno cambiando e di certo il progetto di un’alleanza duratura non è più così peregrino come qualche mese fa. (b.s.)

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