PEDAGGI A24-A25, “FERMARE SUBITO RINCARI”: SCATTA MOBILITAZIONE DI CENTO SINDACI

1 Ottobre 2021 09:17

Regione: Cronaca

CARSOLI – Cento sindaci di Abruzzo e Lazio sono pronti a ridare battaglia per dire “no” all’aumento, l’ennesimo, dei pedaggi autostradali di A24 e A25.

L’allarme è scattato nei giorni scorsi a seguito di quanto affermato da Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25, in merito all’incremento delle tariffe che dovrebbe entrare in vigore tra poco più di tre mesi: “In base all’attuale convenzione, l’incremento tariffario previsto, che scatterà in automatico dal primo gennaio 2022, è del 26 per cento, sempre che il governo non decida di approvare il piano”, ha fatto sapere Fabris.

Il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, come già successo in passato, mercoledì prossimo aprirà le porte del municipio ai 100 colleghi provenienti dall’Abruzzo e dal Lazio che dalle 18 discuteranno sulle azioni da intraprendere per scongiurare nuovi rincari. Già in passato, infatti, la loro mobilitazione fu compatta e li portò a manifestare anche a Roma a tutela dei territori attraversati dalle autostrade. Il problema nei mesi scorsi sembrava essere stato archiviato, ma ora che la notizia dei rincari autostradali si è diffusa è tornato a preoccupare tutti.

“Siamo determinati anche questa volta, poiché bisogna agire prima che le cose possano concretizzarsi – ha commentato al Centro il sindaco Nazzarro – è necessario avviare sin da subito i giusti e opportuni tavoli istituzionali per fronteggiare una situazione a dir poco preoccupante”.

La questione del rincaro dei pedaggi è legata allo sblocco del piano economico e finanziario relativo alla rete autostradale abruzzese, che attende di essere approvato dal 2012 dal ministero delle Infrastrutture.

Il piano economico finanziario e il mega progetto di messa in sicurezza, previsto nella legge di stabilità del 2012 nella quale, a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009 le due arterie si considerano strategiche in caso di calamità naturali, sono al palo da anni: nonostante la nomina, nel giugno 2020, da parte del governo dell’ex ad di Rfi, l’ingegnere abruzzese Maurizio Gentile, a commissario per la messa in sicurezza nell’ambito del “Decreto Rilancio” teso a sbloccare i cantieri, e quella ordinata dal Consiglio di Stato dopo che il Ministero per le infrastrutture, non avendo approvato il Pef entro il 30 ottobre del 2019 come sancito dal Tar al quale si era rivolta Sdp, era stato estromesso dalla competenza. Questa carica è stata affidata, prima, ad aprile 2020, al capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo presso la Presidenza del consiglio, Maria Barillà, e poi, nei mesi scorsi, all’avvocato generale dello stato Sergio Fiorentino. Nella vicenda c’è un terzo commissario, Corrado Gisonni, anche questo di nomina governativa, per la essa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, sotto al quale insiste il tunnel autostradale.

Un problema che accomuna due regioni, diverse province e migliaia di pendolari che ora premono affinché i sindaci si mobilitino e tornino a chiedere di bloccare gli aumenti di A24 e A25.

“Ospiteremo oltre ai cento sindaci Lazio e Abruzzo anche una delegazione di autotrasportatori – ha continuato il primo cittadino Nazzarro – settore anche questo particolarmente gravato dai disagi e dai rincari delle autostrade. In questo incontro saranno stabilite le prime mosse da compiere, tutti insieme”.

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