PENSIONAMENTI SCUOLA, FLC CGIL: “PROSSIMO ANNO ALMENO 220, URGE SISTEMA DI RECLUTAMENTO ADEGUATO”

13 Dicembre 2020 13:13

TERAMO – “Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il numero delle domande di dimissioni dal servizio del personale della scuola. Le domande di dimissioni presentate sul portale del Ministero (Istanze on line), sono scadute il 7 dicembre 2020, con molto anticipo rispetto agli scorsi anni”.

Lo comunica la Flc Cgil, insieme agli altri sindacati, precisando di aver “ripetutamente chiesto una proroga per permettere al personale di poter verificare la propria posizione contributiva, in un periodo in cui la pandemia rende difficili anche le interlocuzioni con gli uffici dell’Inps e delle amministrazioni ministeriali periferiche”.

“Il numero complessivo delle dimissioni è poco più di 35 mila; mancano ancora i collocamenti a riposo che verranno inoltrati dai dirigenti scolastici al personale che compirà i requisiti della pensione di vecchiaia (dimissioni d’ufficio) per chi compirà 65 anni di età entro il 31 agosto 2021 e o 67 anni entro il 31 agosto 2021. Lo scorso anno le dimissioni d’ufficio furono oltre 10.000 su tutto il territorio nazionale”, si legge nella nota del sindacato.

“In Abruzzo le domande presentate dal personale scolastico per andare in pensione sono state 767, di cui 138 in provincia di Teramo. Ricordiamo che il 1° settembre 2020 in provincia di Teramo sono andati in pensione in 227 tra docenti ed Ata. Per il prossimo anno se ne prevedono sicuramente altrettanti. Infatti, a questi bisognerà aggiungere coloro che non hanno fatto la domanda di pensionamento perché ci andranno d’ufficio, raggiungendo l’età anagrafica in cui cessa il rapporto di lavoro (65 anni se ci sono i gli anni contributivi: 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, e 67 anni negli altri casi)”.




In particolare, le istanze di pensionamento presentate in provincia sono così ripartire: 103 docenti, 33 Ata, 2 insegnanti di religione cattolica.

“Delle 138 richieste ben 80 riguardano docenti ed Ata che per andare in pensione utilizzeranno la quota 100 (almeno 62 anni d’età e 38 di contributi). Inoltre va ricordato che la legge di bilancio per il 2021 dovrà ancora licenziare la proroga del termine per il possesso dei requisiti di accesso all’Opzione donna e all’Ape sociale”, prosegue la nota del sindacato.

“Il sistema di reclutamento ha bisogno di liberarsi dalla precarietà (oltre il 25% del personale che lavora nelle scuole della provincia è a tempo determinato) ed essere rivisto in maniera seria, per consentire alle scuole di realizzare la propria offerta formativa. Per poterlo fare ci vogliono organici stabili, pluriennali che non variano ogni anno in base al numero di alunni. Bisogna dare risposte alle tante criticità emerse in questi tempi di pandemia. Occorre tener conto delle esigenze territoriali per garantire il diritto all’istruzione, con particolare attenzione alle realtà decentrate e alle aree interne”, conclude.

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