L’AQUILA – L’Aquila – Capitale italiana della cultura 2026 – torna ad essere la città del perdono: si inaugura il prossimo 23 agosto, fino al 30, la 731a edizione della Perdonanza Celestiniana, unico Giubileo a cadenza annuale, istituita nel 1294 da Papa Celestino V e nel 2019 riconosciuta dall’Unesco “Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”.
Nel corso degli anni, l’appuntamento – promosso e organizzato dal Comune dell’Aquila e dal Comitato Perdonanza – si è progressivamente trasformato in un evento di rilevanza nazionale e internazionale, forte del suo messaggio universale di pace, perdono e riconciliazione. Appuntamenti religiosi, eventi istituzionali e proposte artistiche si alternano tradizionalmente nell’ultima settimana di agosto che, nel 2025, acquisisce una dimensione prospettica inedita, precedendo l’anno in cui l’Aquila sarà “Capitale Italiana della Cultura”.
Per quanto riguarda il programma artistico si partirà con Renato Zero, Francesco Gabbani, Alex Britti e Raoul Bova. Tra i big ospiti Tanani, Antonello Venditti, Brunori Sas, Giuliano Sangiorgi, Stefano de Martino, Francesca Michielin, Gianluca Ginoble, Gaetano Curreri, Amara, Vittoriana De Amicis.
Il programma completo è stato reso noto nel pomeriggio: QUI IL LINK
Il programma è stato presentato oggi in conferenza stampa presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, in Via del Collegio Romano 27, a Roma. Alla conferenza stampa presenti il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dell’Arcivescovo metropolita dell’Aquila Antonio D’Angelo, il vicesindaco e coordinatore del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e il direttore artistico Leonardo De Amicis.
Ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, “la presentazione del programma della Perdonanza Celestiniana 2025 nella prestigiosa Sala Spadolini del Ministero della Cultura è un ulteriore segno della crescita dell’Abruzzo, dell’Aquila e del valore spirituale e culturale che questo evento rappresenta. Non è un caso che negli ultimi anni la Perdonanza abbia ricevuto il pieno riconoscimento anche dalla Chiesa di Roma, culminato nella presenza di Papa Francesco nel 2022 per l’apertura della Porta Santa”.
“Quest’anno – ha aggiunto Marsilio – sarà il Cardinale Segretario di Stato a presiedere l’apertura della Porta Santa, il più alto rappresentante della gerarchia cattolica dopo il Santo Padre. Un segnale importante che riconosce la profondità del messaggio universale di pace, perdono e riconciliazione che la Perdonanza offre al mondo intero”.
“In qualità di presidente della Regione – ha dichiarato Marsilio nel corso della conferenza stampa – desidero ringraziare tutti coloro che, anno dopo anno, si sono spesi e continueranno a farlo per rafforzare e far conoscere sempre di più questa manifestazione unica al mondo, che è anche simbolo della rinascita dell’Aquila dopo il sisma e oggi autentico patrimonio spirituale e culturale del nostro Paese”.
“Il 28 e 29 agosto a L’Aquila”, ha commentato Gianmarco Mazzi, sottosegretario al Ministero della Cultura, “si tiene il rito solenne della Perdonanza, che può essere considerata a pieno titolo il primo Giubileo della storia e assume per noi uomini contemporanei un significato straordinario proprio perché fa riflettere sul concetto del ‘perdono’. È un appuntamento di grandissima importanza, l’anno scorso ha registrato oltre 30mila presenze, per cui faccio i complimenti al Sindaco Biondi e al Presidente dell’Abruzzo Marsilio che la organizzano e auguro all’edizione di quest’anno tutta la fortuna che merita, a nome mio e del Ministero della cultura”.
“La Perdonanza – ha sottolineato il sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza Pierluigi Biondi – è oggi una manifestazione matura, riconosciuta a livello nazionale e internazionale, frutto di un impegno collettivo che ha visto le istituzioni lavorare fianco a fianco. Fin dal mio insediamento ho creduto nella sua crescita, nella valorizzazione del messaggio universale contenuto nella Bolla del Perdono e nel coinvolgimento della comunità tutta. Quest’anno, più che mai, il legame tra spiritualità, cultura e coesione sociale si fa concreto, proiettando L’Aquila verso il traguardo della Capitale italiana della Cultura 2026”.
Al centro della settimana si collocano le celebrazioni religiose, cuore autentico della Perdonanza Celestiniana: si inizia sabato 23 agosto con l’accensione del Tripode della Pace. Giovedì 28 agosto, invece, oltre mille figuranti in abiti storici medievali comporranno il Corteo Storico che scorterà la Bolla del Perdono fino alla Basilica, dove in serata verrà ufficialmente aperta la Porta Santa alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e del Cardinale Pietro Parolin. La Bolla del Perdono verrà esposta all’interno della Basilica fino al giorno successivo: il 29 agosto, dopo la solenne funzione di chiusura della Porta Santa un secondo corteo la accompagnerà fino al rientro nella Residenza Municipale.
“La citazione della indulgenza della Perdonanza nella Bolla del Giubileo Spes non confundit di Papa Francesco è stato un grande riconoscimento, soprattutto una conferma del grande valore spirituale della Perdonanza donata da Papa San Celestino V – ha aggiunto Monsignor Antonio D’Angelo, Arcivescovo dell’Arcidiocesi Metropolitana dell’Aquila. “La Presenza del Segretario di Stato Vaticano Card. Parolin che ringrazio sentitamente per aver accettato il mio invito, conferma la dimensione universale della Perdonanza, tesoro custodito all’Aquila, e questo ci fa molto onore, ma destinato alla Chiesa universale e al mondo intero”.
“Questa è la mia ottava Perdonanza, e ogni anno ho cercato di dare forma a un racconto che fosse fedele alla tradizione, ma capace di parlare il linguaggio del presente”, ha commentato Leonardo De Amicis.
“La parola ‘perdono’ quest’anno non resta sullo sfondo: la mettiamo al centro, come tema, come visione, come atto necessario. Attraverso la musica, la danza, la parola e l’incontro tra generazioni, questa Perdonanza vuole essere un percorso condiviso, civile, popolare, ma anche profondamente culturale. Abbiamo unito artisti straordinari, spazi simbolici, memoria e futuro, per restituire all’Aquila un grande abbraccio collettivo. È un’edizione che appartiene alla città, che la racconta, e che la proietta con forza verso il 2026, anno della Cultura”.





