PERDONANZA: NUMERI RECORD PER LA 725ESIMA EDIZIONE, IN 100MILA A L’AQUILA

29 Agosto 2019 20:06

L'AQUILA – Nonostante le avverse condivisioni meteorologiche abbiano caratterizzato gran parte della settimana, l'edizione 725 della Perdonanza celestiniana, coincisa con il decennale del sisma, ha fatto registrare numeri da record: secondo una prima stima sono state complessivamente almeno 100mila, tra cui una buona fetta di turisti, le persone che hanno fatto da cornice ai sette giorni di eventi, un  cartellone nutrito ed apprezzato, sia spettacolistico sia religioso, che ha preso il via lo scorso 23 agosto.

A favorire questa affluenza record, per la verità, ha concorso il fatto che in prossimità degli eventi più attesi il tempo ha concesso una tregua permettendo alla gente di assistere.  

Il dato che ha soddisfatto residenti e commercianti, soprattutto quelli del centro storico che hanno animato con le loro vetrine la Festa aquilana,  emerge proprio nel giorno della conclusione dell’evento che porta L’Aquila all’attenzione nazionale ed internazionale per il messaggio di pace e fratellanza di Celestino V, il Papa del Gran Rifiuto, lanciato nel 1294.

In serata, al termine della Santa Messa celebrata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, è stata chiusa la Porta Santa della basilica di Collemaggio, che era stata aperta del cardinale Giuseppe Bertello ieri alle ore 18 e 52, al termine del corteo della bolla del Perdono che ha richiamato circa 10mila persone. Migliaia i fedeli che hanno nel corso della notte hanno oltrepassato la Porta per lucrare l’indulgenza plenaria. 

“Questa edizione della Perdonanza, ricorre, come è noto, nel decimo anniversario del terremoto. Da credenti, non possiamo limitarci a 'subìre' gli eventi, accettandoli con rassegnazione, ma siamo chiamati ad 'interpretarli' alla luce del Vangelo e riconoscere il flusso di grazia che li attraversa. Per questo, accompagnati da Papa Celestino dobbiamo varcare la 'porta degli eventi', per leggere ciò che il Signore, crocifisso-risorto, ha scritto in queste pagine dolorose della nostra storia – ha detto nell’omelia Petrocchi -.  L’Aquila ha una missione da svolgere, con le parole e nei fatti: quella di proclamare la Civiltà della Perdonanza”.






Petrocchi ha sottolineato l’importanza della Perdonanza spiegando di ritrovarsi “nelle parole forti di Papa Francesco, il quale ha dichiarato che nell’eredità spirituale ed etica di Celestino V  compare 'la profezia di un mondo nuovo: misericordia è profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità'”.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel suo intervento pronunciato all’interno della basilica di Collemaggio, ha spiegato che “questa edizione è stata particolarmente sentita dalla curia aquilana, dall’amministrazione comunale, dai cittadini tutti, dai numerosi turisti, dagli artisti che hanno dato vita agli eventi. Il motivo sta nella coincidenza con la ricorrenza del decennale del sisma e, mai come quest’anno, la comunità dei fedeli e quella dei cittadini si è ritrovata a celebrare e a ricordarele vittime e nel contempo a confidare in Dio e a lavorare per la rinascita della città, nel nome di Celestino V e del giubileo, di cui la municipalità è attenta e orgogliosa custode. Il decennale ci ha portato a interrogare la parola di Dio con più vigore e a rileggere la Bolla del Perdono con maggiore consapevolezza, ricevendone nuova luce. Quella luce che, alle 3.32 del 6 aprile 2009, ci sembrava impossibile tornare a vedere”.

Secondo Biondi, “gli occhi, il sorriso e la vitalità rappresentati da Sara Luce Cruciani e Federico Vittorini, scelti per vestire i panni di Dama della Bolla e Giovin Signore, sono il simbolo di una terra che resiste e va avanti, di una speranza nel futuro che è tornata a riaccendersi e a brillare nei cuori di ognuno di noi. Purtroppo, il buio stenta a diradarsi per le popolazioni del centro Italia, che tre anni fa, in coincidenza con la nostra Perdonanza, hanno vissuto, anche loro, lutto e distruzione”. 

“Qui, oggi, all’interno di questa basilica di Collemaggio, così evocativa e spirituale, chiediamo a Celestino V di proteggere questi nostri fratelli nel dolore e, davanti alle sue spoglie,rivendichiamo l’impegno affinché la politica – ha concluso il sindaco dell’Aquila – diventi definitivamente governo del bene comune”.

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