PERFOMANCE SANITA’ REGIONALI: ABRUZZO TERZ’ULTIMO, RAPPORTO CREA, BOCCIATURA DA 126 ESPERTI

24 Luglio 2021 08:25

L'Aquila: Abruzzo

PESCARA – Bolzano, Trento ed Emilia Romagna si confermano le sanità migliori. L’Abruzzo terz’ultimo in Italia, che fa meglio solo del Molise e della Calabria sempre in fondo alla classifica.

Questo il risultato che emerge dal rapporto “Le Performance Regionali: opportunità di tutela della salute a livello regionale”, realizzato dal Crea, il Centro per la ricerca economica applicata in sanità, e che fotografa la qualità del servizio sanitario da metà 2020 a metà 2021, dunque di un drammatico periodo segnato dalla pandemia del coronavirus.

ll ranking è frutto di una metodologia di valutazione multidimensionale e multiprospettiva da parte di 124 esperti, che “media” le preferenze di stakeholder del sistema, appartenenti alle categorie Utenti’, ‘Istituzioni’, ‘Professioni sanitarie’, ‘Management aziendale’ e ‘Industria medicale’, su cinque dimensioni: Sociale (equità), Esiti, Appropriatezza, Innovazione ed Economico-Finanziaria.

La sostanziale bocciatura dell’Abruzzo,  il cui sistema sanitario è ancora “convalescente” dopo il lungo commissariamento per eccesso di debito terminato nel 2016, arriva nei giorni in cui la giunta regionale ha approvato il Piano di riordino della rete ospedaliera  che ora sarà inviato ai Ministeri affiancanti per l’approvazione preventiva e verrà successivamente trasmesso al Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione definitiva.

Piano  che, tenendo conto dei criteri di efficienza e di complementarietà di discipline in relazione ai bacini di utenza, prevede 4 ospedali con funzioni di Dea di II livello per le reti tempo dipendenti (L’Aquila e Pescara per la rete stroke e per la rete politrauma/trauma maggiore, Chieti e Teramo per la rete emergenze cardiologiche estese), 4 ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto), 6 ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero), 2 presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa). Riorganizzazione, come ha sottolineato il presidente della Regione, Marco Marsilio, Fdi, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che non potrà che elevare la qualità del servizio, e il livello delle performance.

A leggere l’autorevole rapporto ce ne sarà urgente bisogno, per far decollare finalmente la sanità abruzzese.

Quest’anno al report, va poi ricordato, hanno partecipato alcuni Sindaci, in ossequio alla crescente consapevolezza della relazione inscindibile tra Sanità e Sociale, e del ruolo che in tale ottica spetta agli enti locali (in primis i Comuni) nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

“Le dinamiche dei contributi – si legge nel report –  delle diverse dimensioni alla Performance risultano  coerenti con l’evoluzione del quadro complessivo anche quando lette in corrispondenza delle preferenze delle diverse categorie di Stakeholder. Ad esempio, segnaliamo l’importanza del Sociale per le Istituzioni e gli Utenti, indicativi della preoccupazione per l’impatto della pandemia sulle disuguaglianze; analogamente l’attenzione agli Esiti dimostrata dai rappresentanti delle Professioni sanitarie, che sono state in prima linea nel contrasto al Covid. Questa annualità segna una discontinuità per quanto concerne il Management aziendale, le cui valutazioni tendono a discostarsi da quelle delle altre categorie: solo essi richiamano gli aspetti gestionali (in particolare gli indicatori di processo), ritenendo che rimangano “rilevanti” nel contributo alla Performance”.

“Complessivamente – rilevano dal Crea Sanità – , rimane pressoché costante la composizione del gruppo delle Regioni che, anno dopo anno, si situano nell’area dell’”eccellenza”; come anche quella del gruppo, numericamente rilevante, delle Regioni (tutte meridionali) che purtroppo rimangono nell’area intermedia e critica. In conclusione, la nuova crescita di importanza della Dimensione Sociale ed Esiti, sembra indicare una maggiore consapevolezza, probabilmente rafforzatasi durante la fase dell’emergenza, di dover garantire l’equità di accesso a livello regionale, tutelando quindi la natura del servizio sanitario italiano”.

Le sei regioni migliori (P.A. di Bolzano, P.A. di Trento, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto) hanno una performance valutata tra il 48% ed il 61% del massimo ottenibile: se ne desume che le aspettative del Panel sono che le Performance attuali possano essere ancora significativamente migliorate; le dimensioni più “critiche” risultano essere Innovazione e Appropriatezza.

Altre 7 Regioni hanno livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 41-45% del livello ottimale (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Lazio, Umbria, Valle d’Aosta e Marche).

Seguono altre 7 Regioni, Sardegna, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania, Abruzzo e Molise dove la Performance si attesta nel range 28-36%. L’Abruzzo si colloca intorno allo 0,30.

Infine, abbiamo la Calabria che registra un livello di performance pari al 21%0,

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