PERQUISIZIONI FEBBO, L’AVVOCATO: “SOLDI NON SONO PROFITTO CORRUZIONE, ESTRANEO A FATTI CONTESTATI”

18 Maggio 2021 18:37

Regione: Cronaca

PESCARA – “In relazione alle notizie di stampa circa il rinvenimento, in una cassetta di sicurezza nella disponibilità di Mauro Febbo, di denaro e valori di ingente ammontare nel corso della perquisizione eseguita d’ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara il 3 u.s., avverto la necessità di precisare che il contenuto è interamente riconducibile all’attività professionale del cliente, ragioniere tributarista attivo da oltre quarant’anni”.

Lo scrive in una nota l’avvocato Massimo Cirulli, legale del capogruppo di Forza Italia in Regione, Mauro Febbo, in merito al ritrovamento, da parte della guardia di finanza, di oltre mezzo milione di euro, tra contanti e assegni, nell’ufficio e nella casa di Febbo.

Febbo è indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pescara che riguarda l’imprenditore Vincenzo Marinelli, già dirigente della Federcalcio e attualmente presidente onorario del Pescara.

Il legale precisa che non si tratta “di profitto del reato di corruzione o di altro illecito. D’altronde, il cliente era stato reso destinatario, nelle precedenti settimane, dell’avviso di proroga delle indagini preliminari, nel quale si ipotizzava la commissione del reato di corruzione. Se il contenuto della cassetta fosse stato di illecita provenienza, il cliente si sarebbe affrettato a prelevarlo, mentre a tanto non ha provveduto neppure a seguito dell’accesso eseguito dalla polizia giudiziaria, a riprova della sua buona fede”.

“Con istanza depositata il 6 u.s. ho chiesto al Pm di sottoporre ad interrogatorio l’indagato, che in quella sede potrà fornire convincente dimostrazione della lecita provenienza del denaro e dei valori rinvenuti nella cassetta di sicurezza”.

“Mauro Febbo riafferma, mio tramite, la sua totale estraneità ai fatti contestatigli: non soltanto non ha ricevuto dazioni corruttive od altrimenti illecite da parte di nessuno, ma ha fermamente avversato – come risulta documentalmente provato – il progetto di finanza relativo alla costruzione e gestione del nuovo polo oncologico presso l’ospedale di Chieti. Confida, pertanto, nella sollecita archiviazione del procedimento penale”, conclude l’avvocato Cirulli.

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