PERSONE SCOMPARSE, DAI MINORI AI FRAGILI: IN ABRUZZO 157 DENUNCE NEI PRIMI 6 MESI DELL’ANNO

6 Agosto 2022 08:28

Regione - Cronaca

L’AQUILA – Un fenomeno di ampie dimensioni che coinvolge prevalentemente soggetti fragili: dai minori, prevalentemente stranieri, che assorbono quasi i due terzi di tutte le denunce presentate, alle persone, in prevalenza anziane, con deficit cognitivi: sono 157 le denunce di persone scomparse in Abruzzo nei primi sei mesi dell’anno, 88 quelle ritrovate (56.05%), 69 quelle ancora da ritrovare, due quelle decedute.

È quanto emerge dal Report del Commissario straordinario, prefetto Antonino Bella, pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno dal quale si evince come a livello nazionale sono state 9.599 le denunce di persone scomparse presentate dal 1 gennaio al 30 giugno scorso, pari ad una media di 53 al giorno. I ritrovamenti, invece, sono stati 5.024, per una media di 28 al giorno.

Dall’analisi dei dati emerge come in Abruzzo i dati più elevati sono stati registrati nella provincia di Teramo, con 44 persone scomparse e 26 ritrovate, mentre sono 18 quelle ancora da ritrovare; segue Pescara con 42 persone scomparse e 21 ritrovate, 21 quelle di cui non si ha ancora traccia; poi la provincia di Chieti, con 37 persone scomparse e 23 ritrovate, 14 da ritrovare; infine la provincia dell’Aquila con 34 persone scomparse, 18 ritrovate e ancora 16 da ritrovare.

Degli scomparsi, 74 sono minori stranieri, solo 22 di questi sono stati ritrovati, mentre 52 sono ancora da ritrovare.

Secondo il trend nazionale per i primi sei mesi di quest’anno la media è di 53 denunce al giorno, nel semestre precedente era die 60, 45 nel primo semestre del 2021, anno che ha fatto registrare 19.269 denunce.

I ritrovamenti, come detto, sono stati 5.024, per una media di 28 al giorno, con una percentuale complessiva del 52,3% rispetto a tutte le denunce presentate nel primo semestre 2022, che sale al 77% per gli italiani e si riduce al 33% per gli stranieri. Percentuale superiore a quella complessiva del 46,2% del semestre precedente e a quella del 49,9% registrata nell’intero anno 2021. Ai ritrovamenti del primo semestre 2022 vanno aggiunti quelli riferiti a denunce presentate negli anni precedenti.

Delle complessive 6.312 denunce di scomparsa di minori di 18 anni registrate nel 1° semestre 2022, più del doppio riguardano minori stranieri (4.410), pari al
69,87%, rispetto al restante 30,13% di denunce di scomparse di italiani (1.902).

L’analisi dei dati, si legge nel report, non può non considerare le dinamiche connesse al fenomeno migratorio che vede l’Italia quale luogo di approdo per possibili destinazioni anche in Paesi europei del territorio Schengen. Ciò appare confermato dai 3.087 minori stranieri da ritrovare rispetto alle 4.410 denunce di scomparsa, pari al 70%, a fronte dei 474 minori italiani da ritrovare, rispetto alle 1.902 denunce, pari al 24,92%. Il rapporto si inverte nettamente sui ritrovamenti, dove si registrano 1.323 casi riferiti a minori stranieri, pari al 30%, rispetto alle 4.410 denunce, e 1.428 a minori italiani, pari al 75,08%, rispetto alle 1.902 denunce.

Scomparsa dei minori

Il complesso fenomeno dei minori scomparsi non può che essere affrontato nella cornice di un’ampia collaborazione fra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, attesa anche la loro condizione di particolare fragilità e vulnerabilità. L’analisi dei dati, d’altronde, evidenzia una allarmante crescita dei casi di scomparsa fra i minori, specie tra i c.d. minori stranieri non accompagnati in una fascia di età tra i 15 e i 17 anni.

L’Ufficio si è fatto promotore di una serie di iniziative, fra le quali quella con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, in attuazione di un apposito Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2021, che prevede mirati interventi per la prevenzione del fenomeno con il coinvolgimento delle altre Amministrazioni interessate e dell’ANCI.

Sul fenomeno dei minori scomparsi, specie quelli di nazionalità straniera, è stata posta una particolare attenzione anche al tema dei minori non accompagnati provenienti dall’Ucraina, soprattutto in un’ottica di prevenzione e di immediata segnalazione in caso di scomparsa.

Sulla tematica dei minori stranieri non accompagnati l’Ufficio partecipa al tavolo tecnico appositamente istituito presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno.

Scomparsa delle persone con deficit cognitivi e con fragilità

Sul fenomeno delle persone con deficit cognitivi, disturbi psico-fisici e altre fragilità, l’Ufficio ha attivato un dedicato piano di lavoro. In particolare, si stanno sviluppando sinergie operative a favore e a sostegno della fascia rappresentata dalle persone fragili e vulnerabili, anche in ragione della loro età di riferimento.

Ciò anche attraverso azioni tendenti al coinvolgimento delle istituzioni competenti, delle Prefetture, delle strutture sanitarie specializzate, nonché del mondo Accademico. Alcuni dati ed eventi, oggetto di studio e di analisi, hanno evidenziato casi di persone affette da Alzheimer o da altre forme di deficit cognitivo che si sono allontanate dai pronto soccorso o dalle strutture di accoglienza.

Risulta, pertanto, essenziale continuare a migliorare le misure organizzative funzionali per il contenimento del fenomeno, fonte di situazioni di pericolo e di rischio.

Il tema è stato oggetto di discussione e di disamina anche in alcuni convegni svolti recentemente, dai quali è emersa forte la richiesta di investire sempre di più sulle iniziative di prevenzione del fenomeno.

L’Ufficio ha assunto iniziative per favorire azioni di coordinamento, per il maggiore ricorso anche a nuove tecnologie, utili alla localizzazione, in caso di scomparsa, di soggetti fragili. In tale contesto, si colloca la recente collaborazione avviata dall’Ufficio con la Fondazione Santa Lucia IRCCS e il Dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, con l’obiettivo di individuare i fattori di rischio che portano persone con lesioni del sistema nervoso ad abbandonare il proprio domicilio e affrontare una potenziale situazione di pericolo, nonché virtuosi meccanismi utili a poter anticipare ai familiari di persone colpite da demenza o con altri disturbi neurologici, comportamenti indicativi di compromissione cognitiva e di pericolo.

Cadaveri non identificati e attuazione della banca dati del DNA

I cadaveri non identificati e i resti cadaverici possono rappresentare il drammatico epilogo di una persona che ha fatto perdere le proprie tracce.

Su tale delicato tema si stanno concentrando iniziative mirate e approfondimenti per accertare, in particolare, la sussistenza delle condizioni necessarie finalizzate a condividere a livello nazionale una modalità organizzativa unitaria per l’acquisizione dei profili genetici, ai fini dell’alimentazione della banca dati del DNA, in attuazione di quanto previsto dagli artt. 6 e 9 del D.P.R. n. 87/2016.

L’obiettivo è quello di avviare un eventuale censimento straordinario per il confronto tra le persone scomparse e i corpi senza identità, nell’ambito di una strutturata procedura omogenea su tutto il territorio nazionale. Ciò anche alla luce dell’esperienza maturata dall’attuazione di protocolli operativi sottoscritti a Milano, Roma, Firenze e Ferrara, con il coinvolgimento anche delle Regioni, delle Autorità Giudiziarie, delle Università e dell’ANCI.

L’attuale quadro di riferimento normativo consente, infatti, di avviare progetti concreti per l’implementazione dei profili genetici, tanto delle persone scomparse e dei loro consanguinei, quanto dei cadaveri senza identità, arricchendo il patrimonio informativogenetico della Banca del DNA, prezioso strumento di confronto ai fini identificativi, che si aggiunge a quello dell’identificazione attraverso l’acquisizione di altri dati biometrici e sanitari.

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